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Petruzzelli1 Foto A.BucciBari – A due passi da Palazzo di Città. Non è per nulla casuale la location dalla quale Pietro Petruzzelli prova a sferzare il centrosinistra in vista delle prossime Comunali: “Si sta facendo di tutto per perderle”, provoca, “si continua a perdere tempo e non ce lo possiamo permettere, c’è una gran parte di cittadini che chiede un cambiamento, anche rispetto agli ultimi anni di governo”. E non esclude strappi.
 
 
Dall’altra parte di campo hanno già puntato gli orologi e puntano a chiudere entro settembre il totonomi sul candidato, con Francesco Schittulli sempre in pole per ottenere la nomination ed il nodo di consultazioni popolari mai del tutto sciolto, per quanto le ultime indiscrezioni darebbero l’ipotesi già archiviata a causa di quello che le malelingue definiscono come un vero e proprio braccio di ferro interno. E a sinistra? “Se non si vuole decidere la data delle primarie, almeno si apra un Cantiere non solo con i partiti, ma anche con tutte le associazioni, i movimenti, la cittadinanza attiva ed io voglio fare l'operaio insieme a tutti gli altri”, manda a dire l’aspirante Sindaco dem che chiuderebbe volentieri la partita dei gazebo già a novembre. Se non fosse che l’ultima novità a tema sembrerebbe essere una bozza di regolamento cominciata a circolare in maniera informale tra i corridoi e della quale si discuterà lunedì 16 in segreteria. L’obbligo imposto tra le fila dei democratici sarebbe il raggiungimento della soglia di 500 firme di iscritti Pd, per nulla facili da ottenere se si conta che nell’ultimo anno gli iscritti non hanno superato quota 750: “Questo vorrebbe dire che un solo iscritto potrebbe candidarsi alla contesa, ora capisco Renzi quando lamentava regole costruite per mettergli i bastoni tra le ruote”. Petruzzelli tira dritto: è pronto a lasciare la tessera e correre da indipendente nel caso in cui la bozza dovesse essere confermata e licenziata, scegliendo la strada delle duemila firme necessarie ad un singolo cittadino che ambisse allo scranno più alto dell’Aula Dalfino.
 
 
E mentre Michele Emiliano promette benedizioni via Skype alla festa congiunta di democrats e Movimento Cinque Stelle in quel di Bovolone, in provincia di Verona, Ludovico Abbaticchio, in corsa se Antonio Decaro non dovesse tentare la scalata, preferisce non entrare nel merito “più interessato al ruolo di Governo” che ricopre e chiama in causa segreteria regionale e provinciale perché prendano posizione e “rompano il silenzio”: “Le polemiche interne non mi interessano”. L’autore del tour per i quartieri con sedia rossa al seguito, intanto, rispedisce al mittente le accuse di chi gli chiede come concili l’istanza di rinnovamento con il proprio ruolo di consigliere della maggioranza uscente: “La Giunta ha accelerato sulla vendita totale o parziale di Amgas srl e la decisione non è stata per nulla condivisa”, punge. Quando si dice la partecipazione.
 
(a.bucci1@libro.it)
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