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PugliaItalia
comunali2014 Affaritaliani.itBari – Il primo a parlare apertamente di “area democristiana” da ricostruire e della quale rimettere insieme le varie anime è Nicola Canonico, alla presenza del segretario nazionale Udc Lorenzo Cesa, dello stato maggiore dei centristi e del suo MeP. Chi si aspettava l’imprimatur dell’ufficialità alla candidatura per il post Emiliano a Palazzo di Città, invece, quantomeno dovrà pazientare ancora un po’: “Non facciamo fughe in avanti ma sicuramente l’area moderata esporrà un proprio candidato, da ora parte una fase di confronto con centrodestra e centrosinistra sui programmi”, manda a dire l’imprenditore, passato meno di un mese fa all’opposizione in Via Capruzzi, dopo aver lasciato la maggioranza sbattendo la porta. Una discriminante sugli scenari futuri? Tutt’altro: “Non condividere le scelte del Governatore non significa star fuori dal centrosinistra, è stata una questione di dignità politica e non di poltrone”, spiega, poi sibillino: “D’altro canto anche Vendola è contro il Governo Letta…
 
 
Mentre Mario Monti lamenta una certa ingratitudine in terra patria dopo i travagli a Palazzo Chigi (“Mi basta varcare il confine per essere così riconosciuto, che non verrebbe più voglia di tornare in Italia”), dal capoluogo pugliese i casiniani lanciano la costituente centrista “per rimettere al centro temi come la questione giovanile, sulla quale l’esecutivo sta facendo un ottimo lavoro, le politiche per la famiglia o la legge elettorale”, apre Cesa, non risparmiando all’ex compagno di viaggio stilettate velenose: “A Monti abbiamo fatto da donatori di sangue, ho diretta esperienza nel gruppo parlamentare e ho sentito poche volte parlare di politica”. Tandem al capolinea, quindi, e definitivamente. Al netto di diaspore, s’intende: “In quel partito ci sono due anime, una che guarda al PPE europeo con persone come Dellai o Mario Mauro e l’altra che guarda altrove. Con i primi speriamo di poter costruire qualcosa”. Intanto si riparte dai territori e la prima conseguenza dell’intesa appena nata sarà il gruppo federato in Regione con ben 8 voti a disposizione e la partita per le Comunali appena cominciata. “Vogliamo costruire una coalizione e che la scelta del candidato Sindaco passi attraverso le primarie”, dice chiaramente l’ex consigliere democratico vicino al Gladiatore.
 
 
In compenso non è detto che quella dei gazebo resti una strada obbligata. Dalla segreteria cittadina dei democrats le avevano già blindate in precedenza, fissando per ottobre la deadline, ma c’è chi è pronto a giurare che più di qualcuno dribblerebbe volentieri l’appuntamento se si convergesse su una “candidatura condivisa”. Per ora è soltanto un rumour ma la formula escluderebbe qualsiasi candidatura “di bandiera”, nel cui novero rientrerebbe quella del golden boy Antonio Decaro, facendo salire nel borsino i nomi dell’ex numero uno di aeroporti di Puglia, Di Paola, di Sandro Ambrosi della Camera di Commercio e Domenico De Bartolomeo, imprenditore e figlio di Nicola, candidato a vice di Rocco Palese nell’ultima corsa contro il Rivoluzionario Gentile. Va da sé che l’altra implicazione non da poco della virata starebbe nel rivoluzionare il gioco di pesi e contrappesi, tra gli alleati di coalizione, in vista della successione a Vendola.
 
 
A proposito di alleanze, l’altra indiscrezione illustre vedrebbe riaprirsi i giochi anche nel centrodestra. Il motivo? La tentazione di Francesco Schittulli, in pole sin dall’inizio per ipotecare la nomination, di star fermo un giro aspettando le regionali e tentare la scalata al civico 33 di Lungomare Nazario Sauro da aspirante Presidente. Ipotesi per nulla repentina se si conta che l’altra variabile in gioco potrebbe essere, a sorpresa, l’abbandono anticipato dello scranno di Nichita il Rosso, in concomitanza con le Europee. E settembre è ancora lontano.
 
(a.bucci1@libero.it)
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