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Comunali, ultimatum Ncd per l’accordo. FI: “A Di Paola mandato sulla coalizione”

Bari – Centrodestra all’ultimo giro di giostra sulle Comunali. Dopo le staffilate della vigilia, L’Ncd di Massimo Cassano sfodera l’ultimatum ai forzisti: accordo entro 48 ore e Di Paola responsabile politico della coalizione oppure al voto da soli e “al ballottaggio si vedrà”. E da Forza Italia non restano nell’angolo e affidano al leader di Impegno Civile pieni poteri sulle alleanze: “Diamo mandato pieno al candidato sindaco di allargare la coalizione come meglio crede, godendo della nostra incondizionata fiducia e dichiariamo sin d'ora di essere d'accordo sulle sue scelte”.

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Nel mirino degli alfaniani Raffaele Fitto, reo – secondo le accuse – di aver sistematicamente respinto ogni trattativa, delegata ad un noto senatore in assenza dello stesso Cassano: “Non è possibile non avere alcuna voce in capitolo sulla scelta dei candidati alla guida dei Municipi, sul programma né sull’eventuale squadra di Governo”, sbotta un esponente del partito, la cui direzione ha visto più d’uno pronto a salire sulle barricate. I contatti con l’ex numero uno di Adp non si sarebbero interrotti ma l’impressione è che, se non si dovesse riaprire un tavolo politico nelle prossime ore e non dovessero cambiare i ruoli, sia stata messa in conto anche la rottura. “È arrivato il momento che, al pari di Forza Italia e di gran parte dei partiti e movimenti di centrodestra, anche Ncd si assuma la responsabilità di una decisione che sia chiara e definitiva su cosa intende fare. È dall’inizio di gennaio che si susseguono incontri formali e informali”, soffia sulla brace D’Ambrosio Lettieri, supportato dagli schittulliani e dalle liste vicine, compresi gli ultimi arrivati di “Lavoro per Bari”, accusando il senatore barese di offrire uno “spaccato dei rapporti con FI e con la coalizione diverso dalla realtà”. 

L’altro casus belli è l’approccio di Di Paola alla campagna, per i detrattori troppo defilato e borderline. Ad uscire allo scoperto è Mario Ferorelli  ma la questione sarebbe all’ordine del giorno dei colloqui: “Un candidato Sindaco, che rappresenta - gli piaccia o no - il centrodestra e quindi si pone a capo di una coalizione, di un programma e di una futura squadra di governo, può rinunciare al fondamentale ruolo di capo politico e a spendersi direttamente per saldare le divisioni tra i due partiti principali della stessa?”. Un cambio di passo che la consegna delle chiavi sugli accordi da parte di FI potrebbe imporre e tutt’altro che trascurabile, dal momento che  proprio la rivendicazione di autonomia assoluta ha rappresentato finora uno dei capisaldi della campagna dell’ingegnere. “I problemi non hanno tessere di partito” e “io starò in ufficio a lavorare, la visibilità la lascio tutta ai politici”, aveva snocciolato nelle scorse settimane, spingendosi fino a dire di non identificarsi “con lo schieramento ideologico del centrodestra”.  Ed ora? Si assumerà in prima linea una responsabilità squisitamente politica dalla tolda di comando? 

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Intanto, le acque non sono placide nemmeno in casa degli afaniani e il colpo a sorpresa è del presidente della circoscrizione San Nicola – Murat, che mette la dirigenza davanti a quelli che definisce “due errori da matita blu” compiuti: “Non possiamo fare una battaglia sulle primarie e poi nominare prima me candidato Sindaco, revocare la nomina dopo quarantotto ore ed affidarla a Monteleone senza mai passare attraverso alcuna consultazione”. Così come “è stato un errore aprire alla candidatura unitaria di Di Paola, senza fare prima un accordo politico – strategico con Fitto”, manda a dire. Ancora muro contro muro o un dedalo di strategie? Il clima è di nuovo rovente.

(a.bucci1@libero.it)

 

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