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Pd sedeRomaBari – Anche i Giovani democratici si sfilano dalla battaglia per i Congressi provinciali: “Lasceranno piena libertà di scelta ai propri iscritti ma non faranno mancare il loro contributo nei dibattiti e metteremo a disposizione dei nuovi organismi dirigenti le nostre migliori risorse”, fanno sapere, smentendo, almeno formalmente, il rumour che dava la formazione in procinto di appoggiare l’uscente Antonacci nel barese. Intanto, nel Tacco è pioggia di ricorsi su regolamenti e tesseramenti gonfiati.
 
 
A sollevare la questione era stato già il tandem Minervini-Lavarra, all’indomani della bufera salentina che rischiava di far saltare il voto, ma a smontare il caso ha provato la commissione nazionale di garanzia, affidando l’elezione dei segretari provinciali unicamente ai delegati. Tutto risolto? Le acque restano increspate ed anche dal gruppo guidato da Treglia non risparmiano stoccate ai fratelli maggiori del partito, parlando di “vere e proprie scalate, giocate a colpi di pacchetti di tessere” in più di un circolo, determinati ad “impedire alle correnti del partito di inquinare anche la sua organizzazione giovanile”. “Con stupore abbiamo assistito a un improvviso interessamento da parte di molti del Pd alla vita della giovanile. Vogliamo credere che questo interessamento non fosse dovuto al costo ridotto delle tessere giovani rispetto a quelle del Pd adulti”, manda a dire sibillino il documento, annunciando le contromisure. Sarà possibile tesserarsi alla giovanile solo nei circoli già esistenti. E niente fotocopie: terminate le tessere a disposizione in ogni circolo, infatti, non sarà possibile siglare adesioni in nessuna altra forma alternativa o provvisoria. Basterà a spegnere i focolai di polemiche? A gettare acqua sul fuoco aveva pensato anche la commissione regionale, imponendo il varo entro lo scorso lunedì di appositi “uffici adesioni” chiamati a vigilare sui nuovi arrivi, mentre nel capoluogo è stato rigettato il ricorso firmato dai tre candidati alla segreteria provinciale (ma con l’astensione della rappresentanza di Antonacci in fase di voto) con il quale si chiedeva di lasciare liberi i circoli che eleggono fino a cinque delegati, di svolgere i Congressi entro il 5 novembre prossimo, non anticipando la data al 3 come da delibera.
 
 
E se nella Bat hanno battuto tutti sul tempo ed eletto con accordo unitario il barlettano Agostino Cafagna come successore di Andrea Patruno, ritiratosi in extremis dalla corsa dopo il passaggio del duo Boccia - Caracciolo a sostegno del primo, a tenere banco in Capitanata, nelle ultime ore, era stata un’altra incognita. Vincitore decretato in base agli iscritti o ai delegati? La domanda nasceva da una particolarità del regolamento: in virtù di numerosi Comuni, dalla daunia al Salento, impossibilitati ad ottenere delegati, si era preferito conferire un valore anche agli iscritti. In compenso, il faro dovrebbe restare la decisione arrivata dalla Capitale a favore dei delegati. Attendendo i primi risultati dai circoli.
 
(a.bucci1@libero.it)
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