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M° Rustioni   ph Cofano

“Odio chi dice: Ascolto musica classica perché mi rilassa. Vuol dire che non ha capito niente”. Ecco, la bacchetta irrequieta e l’espressione accattivante di Daniele Rustioni, classe 1983, un concentrato di estro, disciplina ed entusiasmo, cominciano a vibrare e, in una battuta, a dare il “la” di una personalità forte, decisa e trascinante.

Nato a Milano nel 1983, si è diplomato a pieni voti in Organo e Composizione organistica, Pianoforte e Direzione d’orchestra, poi si è perfezionato in varie Accademie musicali e ha seguito master class con bacchette prestigiose, quali Colin Davis, Kurt Masur e Gianandrea Noseda. Nel 2006, a soli 24 anni, fa il suo ingresso sulla scena internazionale dirigendo “Cavalleria rusticana” di Mascagni a San Pietroburgo. Nel 2008 il suo debutto operistico in Italia con “La bohème” di Puccini. Trasferitosi in Inghilterra, diventa quasi subito assistente di Antonio Pappano, un altro “numero uno” del podio, alla Royal Opera House (Covent Garden) di Londra.

Oltre agli strumenti e alle materie per i quali si è diplomato, ha provato di tutto, dal violoncello al corno, dalla tromba al coro. E, soprattutto, ha imparato a svegliarsi presto: “A me bastano sei ore di sonno. E' una disciplina che ho appreso nei 15 anni di Conservatorio, al ‘G.Verdi’ di Milano". Da qualche settimana è Ditrettore Musicale della Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari, chiamato dal Commissario Carlo Fuortes, per affidargli “giovane tra giovani” il rilancio del Politeama barese.

E’ un futuro moderno e dinamico, quello che si preannuncia per il Teatro Petruzzelli, scandito dai  tempi: allegro vivace e presto con fuoco. E segnato dal fascino poco discreto di un maestro irrequieto, e dai riverberi forti e poliedrici di un talento puro a caratura eccellente.

 

L'INTERVISTA

M° Rustioni 2   ph Cofano

In una città abituata, in un certo qual modo, alla “platealità” lei, Maestro Rustioni,  in “sordina” ha portato l’Orchestra del Teatro Petruzzelli, rinnovata per tre quarti, a completare per la prima volta due produzioni in parallelo. Due “sferzate” simili all’introduzione della “Grande” di Schubert. “L’Italiana in Algeri” di Rossini (test niente affatto semplice e spauracchio per ogni nuovo complesso orchestrale) e la “Nona sinfonia”, appunto di Schubert. Maestro, che anima ha questa orchestra?

Ha un'anima giovane e duttile. C'è molto entusiasmo, volontà di dimostrare da subito il proprio valore, generosità nell'offrire al suo nuovo pubblico delle belle sfide, affrontando senza paura brani estremamente impegnativi, forgiando con convinzione un suono, un amalgama personale in cui l'orchestra rispecchia la propria identità.

Penso all'Otello (diretto dal Maestro K.L.Wilson) e alla Sagra della Primavera, affrontate in meno di un mese, come primo banco di prova...il cuore di questi musicisti è grande e credo che il pubblico barese l'abbia già avvertito chiaramente.

Bisogna essere molto umili però: tutti noi sappiamo di doverci rimboccare le maniche e costruire la casa dal primo mattone. La media dell'età in orchestra è bassa, siamo pronti ad affrontare qualsiasi problema tecnico, c'è un'energia e una voglia fuori dal comune; ma dobbiamo costruire con costanza l'esperienza che indubbiamente manca e il repertorio.

E' un lungo cammino che porterà presto i primi esaltanti risultati: il Petruzzelli è un grande Teatro, e merita un'orchestra al suo livello. Siamo consci della fantastica opportunità che abbiamo di suonare in questo gioiello e cercheremo di meritarla. Man mano che i Professori si frequenteranno, anche fuori dall'orario delle prove, sarà sempre più facile fare musica insieme, poiché siamo essere umani ancor prima di essere musicisti: essere inseriti in un ambiente sereno ed unito aiuta a suonare meglio in orchestra, un po' come fare della musica da camera allargata.

Attraverso le audizioni e il necessario adeguamento alla “legalità”, si è costituito questo nuovo corpo orchestrale, sacrificando (per alcuni depauperando) - in un certo senso - un patrimonio immateriale di professionalità, intimamente legate alla “Breve Storia” di questo teatro ritrovato. Come commenta la cosa e come vive la rigidità della forma che ha la meglio sull’estro artistico?

In questi primi mesi che ho passato a Bari ho capito che questo adeguamento alla "legalità" è stato necessario per ridare fiducia e credibilità al Teatro, anche dal punto di vista economico; condizione sine qua non per far ripartire il Petruzzelli.

Io sono arrivato in Teatro a cose già fatte, ma in occasione de "L'italiana in Algeri" e del mio primo concerto sinfonico (lo scorso Novembre) ho suonato con dei Professori, che non fanno più parte dell'organico di questa orchestra a partire dal 1° Gennaio 2013. Come musicista non posso rimanere insensibile di fronte al loro allontanamento dal Petruzzelli, e sono sinceramente dispiaciuto: sono degli ottimi professionisti, l'hanno dimostrato anche in quel periodo molto difficile per loro dal punto di vista umano.

A loro e in generale a tutti i musicisti che hanno suonato negli ultimi anni al Petruzzelli (e che probabilmente hanno pagato anche per delle sciagurate decisioni prese da alcuni dirigenti...) dobbiamo essere riconoscenti, poiché hanno costruito la recente storia di questo Teatro, coltivato un pubblico e fatto sacrifici personali in suo nome. Gli auguro davvero di voltare pagina, trovando le opportunità che meritano per il proseguo della loro attività. Spero con tutto me stesso che una cosa del genere non debba mai più capitare in nessun teatro al mondo.

foto(3)

Ascolto un bellissimo cd di alcuni musicisti del Conservatorio di Molfetta, che hanno recuperato l’antica tradizione “mandolinistica” dei barbieri di Molfetta e non posso non pensare che questa città, scrigno inesauribile di tradizione musicale, è anche la Città di Riccardo Muti  - Il suo Battesimo in musica con le Nozze di Figaro  ebbe quale unico ministro proprio il Maestro Muti. Quale tipo di legame continua a tenervi uniti?

Non ho rapporti personali con il Maestro Muti, cerco sempre di evitare di parlare di Lui nelle interviste poiché alla fine viene sempre fuori il contrario; ad esempio, che ho studiato con Lui o che sono stato suo assistente! Non è vero, e non voglio approfittare del suo nome per farmi pubblicità.

È semplicemente stato il primo grande direttore che ho visto quando facevo parte del Coro di voci bianche del Teatro alla Scala. Sono subito rimasto ammaliato dal suo carisma, il suo  modo di far musica, la sua dedizione al lavoro. Negli anni ho avuto la fortuna di seguire alcune delle sue preziose prove, Gli ho rivolto alcune domande in un paio di occasioni. Lo idolatro, ma purtroppo non c'è alcun legame fra di noi...a parte l'amore per la musica e il fatto che ho un po' di sangue pugliese anch'io!

Daniele Rustioni   ph Vass

L’inquietudine della musica classica  -  Il balletto e la scuola  -  Il Teatro Petruzzelli e il suo futuro, che da oggi la vede Direttore Musicale della Fondazione omonima. Cosa possiamo scrutare all’orizzonte barese del Maestro Rustioni?

Naturalmente c'è il grande impegno per quanto riguarda tutte le scelte artistiche (titoli d'opera, direttori ospiti, cantanti, solisti, etc.), da prendere insieme alla "squadra": il Commissario Carlo Fuortes, il Casting Manager Eleonora Pacetti e il Consulente per la stagione sinfonica Oscar Pizzo.
Ma ci sono anche tanti progetti che vorrei far partire. Una priorità è la formazione di gruppi d'archi, di fiati e da camera dell'orchestra e trovare uno spazio adeguato per farli esibire. Questo coinvolgerebbe ancora di più i musicisti nell'attività del teatro, che potrebbe vantare anche una stagione da camera oltre a quella operistica e sinfonica.

Affiancherei una sorta di progetto "Educational"-"Discovery" (dove alcuni musicisti dell'orchestra andrebbero nelle classi a fare guide all'ascolto, esempi, lezioni-concerto, etc.) per i ragazzi delle scuole; a questo proposito vorrei anche aprire le prove del Teatro agli studenti e parlare direttamente a loro prima, durante e dopo le sessioni d'orchestra.

Un altro punto da affrontare è il rapporto con i Conservatori della Puglia: insieme alle prime parti dell'orchestra vorrei selezionare i migliori allievi, per fargli fare un po' d'esperienza durante le prove d'orchestra, e in alcuni casi coinvolgerli come aggiunti in concerto, cominciando a colmare un vuoto fra Conservatorio e mondo del lavoro, che in Italia è ancora troppo grande. Sarebbe comunque un rapporto da bilanciare con intelligenza e sensibilità, poiché la nostra è un'orchestra professionale ma "giovane", con le sue necessità di crescere moltissimo in breve tempo. Un'inflazione di giovani extra  potrebbe rivelarsi un'arma a doppio taglio.

Lavoreremo per dare spazio anche a progetti sul repertorio barocco e contemporaneo guidati da illustri specialisti.

Covent Garden – Royal Opera House, grandi templi della musica con i tappeti rossi stesi alla sua maestria. Eppure da un pezzo l’allettava l’idea di una direzione stabile nella Cattedrale laica e amaranto del Petruzzelli. Quale alchimia lo rende così attraente e così ammaliante?

Molti teatri considerati templi della musica all'estero non hanno un briciolo della storia che può vantare il Petruzzelli. Bisogna andare fieri di questa storia, esserne consapevoli e valorizzarla anche oggi.

Credo che il pubblico barese (che già amo) sia caloroso, ma esigente allo stesso tempo proprio per questo. In più si tratta di un gioiello dal punto di vista architettonico e acustico. Sono pochi i teatri al mondo che hanno un tale potere incantatore, che ti entrano letteralmente dentro.

Posso pensare solo al Teatro Massimo, La Fenice, La Scala e il San Carlo, tutti con caratteristiche e suggestioni particolari diverse fra loro.Infine, penso che tutti gli artisti in Italia sentano un legame forte con questo Teatro dopo la tragedia che l'ha investito e la conseguente chiusura. Poter dare il mio contributo per farlo rivivere mi riempie di orgoglio e di gioia.

Verdi – Britten – Wagner  e la chiusura con Falstaff  a novembre prossimo. Con le direzioni a cavallo

Conferenza 1 feb 2013 (4) Fuortes Rustioni ph Cofano

del cartellone precedente e di quelli 2013, una programmazione segnata dalla sua bacchetta. Dove conta di portare questa nuova orchestra?

Dal Novembre 2013 la mia presenza come direttore a Bari sarà sempre più costante: 3 opere e 3 concerti sinfonici (senza contare quelli fuori sede) fino al 31 Dicembre 2014. Sarò presente nella vita di questo Teatro anche quando non dovrò dirigere in prima persona un'opera o un concerto. Il mio primo obiettivo è quello di far camminare l'orchestra con le proprie gambe nel giro di due anni. I Direttori Musicali, Artistici, i Sovrintendenti e i Commissari vanno e vengono, mentre l'Orchestra, il Coro e i Tecnici rimangono e sono il vero volto, la forza motrice del Teatro. Il Petruzzelli ha già vissuto troppi sconvolgimenti, è l'ora di mettere le basi per una solida stabilità.

In questi anni io affronterò opere di Verdi e Puccini con l'Orchestra, autori che devono essere suonati alla perfezione da parte di un'Orchestra di Teatro Lirico Italiano. La capacita di relazionarsi al palcoscenico e forgiare il suono sul canto deriva dal lavoro certosino su questi autori. Sul piano sinfonico mi concentrerò più sul repertorio russo, dando la possibilità all'orchestra di lavorare con altri Direttori su tutto il grande repertorio tedesco. Nella stagione operistica ci saranno anche dei titoli che non fanno parte del repertorio che di solito si esegue nei teatri italiani.

In sintesi, sogno un'orchestra forte sia nell'Opera che nella Sinfonica, conscia dei propri mezzi, capace di affrontare con disinvoltura stili e periodi diversi. Le potenzialità sono enormi, ce la faremo.

(gelormini@affaritaliani.it)

Tags:
rustionifuortespetruzzelliorchestralondrabarimusicafuturo
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