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Design Town2

Interpretare e raccontare la città attraverso le sue peculiarità più identitarie, andando oltre le apparenze, oltre le reazioni di primo acchito, coltivando l’esercizio dell’assaggio, della prova sapore e dell’effetto panchina, ovvero stando insieme a chi ci vive, a chi ne ha ereditato la storia, a chi più o meno consapevolmente è destinato a tramandarne usi, costumi, tradizioni, poesia e tesori.

E decidendo di farlo a partire da una cittadina del Subappennino Dauno, come Troia (in provincia di Foggia), che Iddio solo sa quanti malintesi ne caratterizzano quotidianamente il richiamo, la ricerca, la promozione e la stessa comunicazione.

Farlo attraverso l’analisi e il confronto con le tante forme del pane prodotto di generazione in generazione: una cosa così legata all’identità dei luoghi da serbarne traccia sulle pietre più sacre e storiche del paese. Quelle della Basilica Cattedrale, dove un incavo nella pietra della facciata, dava la misura della giusta pagnotta perché i poveri non fossero defraudati.

Farlo attraverso le declinazioni soggettive di un’intima forma di devozione, che affidava alla trasparenza di campane di vetro le articolazioni del linguaggio figurativo, per dar corpo a sentimenti di fede e all’esigenza di tramandare memorie, ricordi di affetti e tradizioni. Contribuendo, tra l’altro, a rafforzare capacità di sopportazione e spirito di adattamento in periodi di stenti e traversie.

Farlo attraverso le cadenze e i ritmi delle sue processioni: un concentrato di espressioni, di speranze, di sofferenze e di “credenze”, che continua a scandire un calendario fatto di ricorrenze, festeggiamenti e rituali.

Ma anche attraverso le filastrocche, i riti nuziali, l’inesauribile patrimonio della tradizione orale o quell’impareggiabile archivio di aneddoti e ricordi custodito dai barbieri "factotum" di paese.

Vivere per due settimane ogni momento, immergendosi totalmente nella sua quotidianità, e impregnarsi dell’essenza impalpabile del suo patrimonio immateriale, per farne lievito di creatività, nonché concime attivo di ispirazione e di pratica comunicativa.

Un’occasione per mettere alla prova progettisti e designer del domani, portandoli a confrontarsi con un territorio denso di storia e di storie, e con committenti in carne e ossa che esprimono un reticolo complesso di bisogni, desideri e difficoltà.

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15 giorni full immersion. Dal 21 luglio al 5 agosto 2013. 30 giovani designer, che studiano design e comunicazione, scalpitano per entrare nell’arena e sono disposti a mettersi in gioco con passione e generosità.

5 docenti: artisti, fotografi, designer di respiro internazionale, tutti con esperienze di insegnamento e di conduzione di progetti collettivi e tutti con una discreta dose di visionarietà del progetto.

6 temi di lavoro, sei percorsi per esplorare le tradizioni, i comportamenti, le storie e le aspirazioni di un territorio urbano, e costruire risposte efficaci.

6 mostre-evento, con workshop aperti al confronto con la cittadinanza, in cui i progetti vengono dati in pasto al giudizio del pubblico senza filtri.

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2 incontri con l’ospite d’onore di Design in Town, Carmelo Di Bartolo, esperto di design strategico per imprese e governi, che converserà dopo il tramonto su bionica, creatività e natura in occasione di due incontri aperti al pubblico.

“Quelli che vengono da fuori hanno un’arma formidabile: la curiosità”, dice Pasquale Volpe – Graphic Designer e ideatore di Design in Town. “E qualche volta (più volte di quanto si crede) col loro entusiasmo, la mancanza di filtri e incrostazioni dello sguardo riescono a vedere ciò che gli abitanti non vedono più. O non vedono ancora, che poi qualche volta (più volte di quanto si crede) è la stessa cosa”.

“Ecco perché il Progetto Design in town è un seme, prima ancora che un progetto - continua Volpe - con una sua presa sociale, e una nemmeno tanto celata ambizione di incidere sul territorio, facendo rinvenire valori dormienti. Spolverando, riscoprendo, valorizzando e rilanciando, e naturalmente sfondando porte e pregiudizi, nel solco della tradizione più nobile del design del Novecento”.

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Design in town è un format per studenti e giovani professionisti selezionati, che colgono un’opportunità, per mettere alla prova il proprio talento e i propri interessi di studio, un contenitore di osservazione della realtà e progettazione concentrati nello spazio e nel tempo.

Con Pasquale Volpe i docenti presenti saranno: Franco Achilli - Graphic Designer, Lorenzo Palmeri – Architect, Art Director e Sound Designer, Laura Morelli – Artista, Sergio Tornaghi – Fotografo.

(gelormini@affaritaliani.it)

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