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E’ infastidito e deluso dalla superficialità e dall’approssimazione con cui talvolta la stampa affronta le problematiche e le dinamiche del comparto aeroportuale pugliese, lasciandosi incuriosire più dall’evanescenza di falsi problemi che dal dramma di scelte imprenditoriali sbagliate, onerose per i cittadini e dannose ai territori di riferimento.

Domenico Di Paola, Amministratore Delegato di Aeroporti di Puglia, è abituato a trattare con dati certi e con comunicazioni ufficiali; e quelli di Alitalia dicono che la Compagnia di bandiera sta completando un riassestamento del piano voli dagli aeroporti pugliesi, già avviato la scorsa estate, che naturalmente tiene conto della concorrenza agguerrita di compagnie come Ryanair, della necessaria razionalizzazione dei movimenti verso destinazioni minori e con interesse “a singhiozzo”, dell’incremento ulteriore di voli da Bari e Brindisi sull’hub romano di Fiumicino.

Altro che tagli! Il rammarico di Di Paola è la perdita di vista delle vere criticità di sistema e la difficoltà a cogliere uno dei pregi più interessanti della sua attività manageriale. L’imprenditorialità dell’azione direttiva, nell’interesse naturalmente dei suoi stakeholder, ma soprattutto rivolta verso l’interesse supremo dell’azionista principe di un’infrastruttura aeroportuale: il territorio.

I messaggi sono sintetici e chiari. “Investire” nei rapporti con le Compagnie aeree più dinamiche e intraprendenti è lungimirante e redditizio per tutti. Ryanair ed altre compagnie simili ripagano ampiamente il supporto assicurato dalla Regione per ogni passeggero trasportato. Basti solo pensare alla crescita da 1,7 milioni agli attuali circa 6 milioni di passeggeri degli aeroporti di Puglia.

Al ripensamento in atto nel Governo spagnolo, che aveva deciso di revocare gli interventi a supporto dei voli Ryanair verso i territori iberici. Ai 40 collegamenti giornalieri, assicurati dalla stessa compagnia dalla Puglia, e al prezzo medio di 50,00 € a biglietto. All’autentico valore aggiunto rappresentato dalla caleidoscopica promozione assicurata ai nostri territori.

38. domenico di paola

Tutti aspetti che andrebbero colti come opportunità uniche e virtuosamente potenziali, mentre spesso sono percepite come ingerenza straniera nei fatti di casa nostra. Per cui, la vera criticità di pachidermi aziendali come Alitalia, non sono i tagli ma la crisi del loro modello industriale. E l’incapacità di tener testa al ritmo frenetico e moderno dei nuovi soggetti imprenditoriali internazionali. Anche per questo, già da tempo, per le rotte eventualmente rilasciate da Alitalia, per esempio, la lista dei pretendenti è vistosamente affollata.

Il riscontro immediato all’analisi è la verosimile previsione, anche per il 2012, della conferma di incremento di un più 3 o 4% dei risultati di AdP, in controtendenza al dato nazionale di flessione del 2% (Palermo -8%, Roma -1,5%, in positivo Napoli, Pisa e Venezia).

Per quanto riguarda, invece, la ripetuta ipotesi di un suo impegno in politica, Domenico Di Paola fa intendere di non essere insensibile alle lusinghe, ma di continuare a ritenersi “uomo non di parte”. Geloso del ruolo “tecnico-imprenditoriale”, soprattutto in un momento come questo, in cui anche Mario Monti, fino a ieri tecnico per antonomasia al Governo, presenta un suo simbolo elettorale.

“Ritenetemi un generale della riserva, da chiamare quando è proprio necessario, al servizio di chi vuol raggiungere obiettivi ambiziosi e determinati”. E mentre lo dice, un rombo imponente accompagna il decollo leggero, alle sue spalle, di un aereo low cost diretto verso l’Europa.

(gelormini@affaritaliani.it)

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