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SOTTO IL SEGNO DELLA BILANCIA cover LOW stampa

Trattare con la leggerezza dell’ironia un tema “imbarazzante” come quello dell’obesità è cosa non facile, alquanto pregevole e, per molti aspetti, decisamente meritoria.

Lo fa da par suo Fabio De Nunzio, in arte il “Buon Fabio” di Striscia la Notizia, con “Sotto il segno della bilancia”, Aliberti editore 2012 – pag. 128  € 13,00 scritto a quattro mani con Vittorio Graziosi.

Obiettivo: inquadrare e far crescere l’attenzione verso un problema non più marginale dei nostri giorni,  quello di chi si sente un po’  “ingombrante” in una società che si sforza di essere “a misura d’uomo”, ma che spesso è a misura di magro.

Il libro, infatti, descrive un importante percorso emozionale, in cui emergono dissidi interiori, insicurezze e interrogativi, nonché tutte le complesse e fragili sensibilità dell’obeso. Offrendo indicazioni di carattere medico-scientifico utili alla soluzione del problema, senza tuttavia avere la pretesa di rappresentare un manuale scientifico o un prontuario.

Una problematica che, solo in Italia, riguarda oltre 5 milioni di “oversize”. Che quotidianamente si trovano a vivere i paradossi e le difficoltà di un contesto ancora inadeguato a gestire le variegate esigenze dei “diversamente magri”.

Il “Buon Fabio”, questa volta, diventa portavoce di se stesso e ripercorre le tappe principali della sua vita con toni allegri e confidenziali: l’infanzia, le efelidi adolescenziali, l’amore, la conquista del successo professionale.



Un viaggio tenero e disincantato, la cui incisività è rappresentata dal fatto che il protagonista non cela il disagio con cui, suo malgrado, si è trovato a convivere. In tal modo, Fabio De Nunzio fa perdere all’obesità la sua accezione classica, per farne sinonimo di “leggerezza”, ed esaltare a sua volta la capacità di raccontarla e il coraggio con cui è vissuta.

Un approccio certamente facilitato dalla lunga esperienza di animatore nei villaggi turistici, dove la fisicità dello status era concretamente e letteralmente “messa a nudo”, e dalla familiarità acquisita successivamente con le dinamiche televisive. Ma che evidenzia lo sforzo apprezzabile per rendere sostenibile una condizione di disagio, attraverso l’arma formidabile dell’ironia. Perché “oltre ogni ostacolo, la felicità è proprio lì, solida e pienamente visibile".

Il libro è completato dalla prefazione di Giuseppe Mele (Presidente nazionale Fimp, Federazione Italiana Medici Pediatri) e da una postfazione di Vito Leonardo Miniello (docente di Pediatria, Nutrizione e dietetica all'Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”).

(gelormini@affaritaliani.it)

 

Tags:
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