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“Sono soddisfatto di quello che abbiamo fatto, ma sono molto preoccupato per il presente e per il futuro. Purtroppo non ci si salva da soli, non ci sono isole felici. Il confronto tra la Puglia e le altre regioni del Sud  è impressionante. C’è un differenziale nostro, pugliese, di crescita e di sviluppo straordinario. Tuttavia, in un contesto in cui il Sud crolla e l’Italia si avvita sulla propria straordinaria incapacità di rimettersi in piedi, anche la Puglia inciamperà”.

Lo ha detto il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola intervenendo alla presentazione del documento di Banca d’Italia sulla situazione economica della Puglia, che si è svolta al Politecnico di Bari, “un’occasione preziosa perchè ogni anno permette di guardarci allo specchio”.

Sistema del credito (nella cui organizzazione Vendola ha individuato una delle cause della crisi), fondi europei, spesa sanitaria, spesa per l’innovazione e razionalizzazione generale della spesa sono stati i punti principali toccati dal Presidente nel suo intervento.

“Se persino il governatore della Banca europea  - ha detto Vendola - ha rimproverato il sistema delle banche italiane per un atteggiamento di avarizia nei confronti dell’erogazione del credito, a partire invece da ciò che le banche hanno ricevuto dalla Bce, ad un tasso assolutamente agevolato, talvolta si ha l’impressione che le iniezioni robuste di capitali nel sistema del credito abbiano portato a reinvestimenti negli stessi mercati, nelle stesse modalità che hanno originato la crisi, e cioè nei processi di finanziarizzazione”.

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Per quanto riguarda la spesa dei fondi europei, Vendola ha ricordato che “la Puglia, con il 46 per cento di spesa effettuata dei fondi europei, a fronte del 18-20 per cento delle altre regioni del Sud, rappresenta più di un quarto di tutta la spesa di tutte le regioni d’Italia”. Non solo. “La commissione Europea, ancora in queste ore – ha aggiunto Vendola - dichiara che alcuni dei nostri risultati sono buone pratiche a livello continentale”.

Sul risanamento sanitario Vendola ha detto “sarò soddisfatto quando la rivoluzione, la distribuzione di servizi territoriali evoluti potrà essere vissuta direttamente dai cittadini, quando cioè la domanda di salute dei cittadini potrà ricevere una risposta rapida e appropriata. Allora sarò contento. Certo - ha aggiunto - noi abbiamo risanato completamente i conti della sanità. Abbiamo provato a modificare l’idea dell’offerta sanitaria. Oggi siamo soddisfatti perchè rispetto a tante altre regioni anche del nord, noi abbiamo una prospettiva davanti, gli altri hanno una saracinesca chiusa”.

Vendola ha voluto ricordare anche il dato nuovo con il quale occorre oggi confrontarsi, e cioè quel dato relativo “al disvelamento degli ammortamenti non sterlizzati, cioè a quelle quote di debito portate ad emersione, e che erano state occultate in questi anni, che portano un buco di 5 miliardi in una regione come il Lazio, un buco di  2,7 miliardi in Campania, di 3,3 miliardi in Piemonte e di 2,5 miliardi in Veneto”. 

“Credo che il problema dell’innovazione abbia carattere nazionale - ha concluso infine Vendola - l’Italia è uno tra gli ultimi Paesi dell’Ocse ad investire sia per parte pubblica che per parte privata nei processi d’innovazione. In questi anni la Puglia anche su questo tema ha rappresentato un’eccezione, perché noi pensiamo che non c’è nessuna il ciclo economico, se non si guarda avanti, se non si investe nelle frontiere più avanzate della ricerca e dell’innovazione tecnologica”.

(gelormini@affaritaliani.it)

 

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