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Emiliano anela la proclamazione La scomposizione della Regione

Quando questo Paese riuscirà - se mai ci riuscirà - a dotarsi di un sistema elettorale in grado di decretare in tempi da fibra ottica l'esito delle chiamate al voto, è verosimile che l'evento potrà essere salutato come "fatto epocale".

Nella patria dei "bizantinismi" di ogni specie il ritornemllo si ripete puntualmente: chiuse le urne, le operazioni di spoglio diventano tante "vie crucis" capaci di smarrire la direzione anche quando il Gorgota di un responso è legato alla semplicità di un'unica preferenza indicata.

Discorso che non migliora, certo, in sede di ufficializzazione dei risultati. Quando la pantomima in corso assume toni paradossali al limite del comico, se non fosse che la materia - maledettamente seria - rischi di prendere versi di taglio drammatico o addirittura "eversivo".

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La cronaca di questi giorni è presidiata dal braccio di ferro tra il neo-governatore, Michele Emiliano, eletto con pochi punti meno del 50% dei consensi regionali, e l'Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale uscente, interessato dai ricorsi del presidente, Onofrio Introna, e di un consigliere di minoranza, Davide Bellomo, entrambi non rieletti.

Oggetto della contesa: la presunta discordanza tra il testo del verbale stenografico in sede di approvazione della legge elettorale regionale e quello pubblicato sul BURP (la Gazzetta Ufficiale regionale), che resta fornte formale ad ogni effetto.

Tale discordanza dovrebbe aver causato l'interpretazione finale nell'attribuzione dei seggi per provincia, che è risultata alla fine stravolta, avendo assegnato a Bari 3 seggi in meno e a Foggia 1 seggio in meno di quelli previsti (gli stessi che hanno determinato il numero di candidati in lista per ciascun territorio provinciale). Seggi recuperati nelle province di Brindisi +1 (da 7 a 8), di Taranto +1 (da 7 a 8) e di BAT +2 (da 5 a 7).

emiliano sindaco puglia
 

Ha ragione da vendere il neo-presidente Emiliano, che diffida il Consiglio regionale dall'adottare qualsiasi tipo di intervento nel merito delle attribuzioni dei seggi o relative interpretazioni normative, essendo la materia di competenza giuridica (per quanto riguarda i ricorsi) o di competenza del nuovo Consiglio regionale (nel caso di modifiche - anche solo chiarificatrici - alla stessa legge).

Tanto più che all'orizzonte si prospetta una sorta di "conflitto di interessi", dato che a sollevare le eccezioni sono stati lo stesso presidente Introna e il consigliere Bellomo, per i casi riguardanti gli stessi casi personali. Motivo per cui - come si riporta nella nota correlata - il presidente Introna ha deciso di non partecipare ai lavori dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, convocato dopo le richieste della Prefettura e la diffida di Michele Emiliano.

Nel contempo, va anche detto, che risulta altrettanto anomalo chiamare il corpo elettorale ad eleggere un Consiglio regionale ripartito in un certo modo tra i territori provinciali, e poi strav9olgerne i criteri perequativi di rappresentanza, a causa dei tecnicismi applicativi di una legge fin troppo articolata, che vanno ben al di là delle "incidenze di resti", gravando addirittura sull'8% dei seggi assegnati: 4 su 50.

(gelormini@affaritaliani.it)

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