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Emiliano si smarca: “M5S? Resto nel Pd, con la libertà di dissentire”

Bari – Parla a nuora perché suocera intenda, Michele Emiliano, approfittando delle lusinghe a Cinque Stelle che lo invitavano a dimettersi dal partito per aderire al Movimento di Grillo. “Sarei felice di farlo se nel M5S mi fosse garantita la stessa libertà di pensiero e di espressione che mi viene garantita nel Partito Democratico, anche quando sono in disaccordo con la linea maggioritaria”, rispedisce al mittente l’invito il Gladiatore, in una replica che serve più ad avvertire e rimarcare le posizioni con i colleghi democratici che a dissuadere i pentastellati.

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L’occasione sono le aperture di credito del candidato Sindaco, Sabino Mangano, ad una settimana dalla presa di posizione del primo cittadino sulle riforme: “Il "Pd è spaccato e non sostiene tutto Matteo Renzi", serve un’alleanza “Pd – M5S”, aveva cinguettato il segretario dei democrats pugliesi, nonostante le durissime bordate di Beppe Grillo all’indirizzo della governance dem. Facendo salire sulle barricate i big del Tacco: “Si dimostra un ingrato nei confronti dei tanti militanti del Pd che lavorano per un messaggio di speranza”, gli aveva rimbrottato a muso duro il dalemiano Blasi, supportato dall’ex europarlamentare Lavarra. E se l’accusa, nelle retrovie, è quella di giocare di sponda in proprio, il timore è che, alle rassicurazioni formali sui buoni rapporti con i vertici nazionali, si contrappongano i malumori europei ed una maretta sotterranea a lunga distanza. In grado di minare il terreno. 

“Come puoi constatare io - come qualunque militante PD - mi posso permettere di dissentire dalla decisione di accettare i voti di Forza Italia per cambiare la Costituzione. Questa libertà di dissentire da chi guida il partito è l'unica garanzia etica possibile in politica, giacché anche il migliore dei capi, senza libertà altrui, rischia di divenire un dittatore senza controllo capace delle peggiori nefandezze”, spiega l'interessato all’aspirante collega Mangano. Una rassicurazione destinata a planare sulla Capitale? La chiosa arriva a stretto giro dai rumours insistenti che darebbero l’attuale segreteria regionale “osservata speciale” del Nazareno già dopo le Europee ed a rischio cambi in corsa. Oltre che a pochi giorni dall’arrivo del premier in città per la volata ad Antonio Decaro. E qualcuno in più dal cauto: “Deciderà il territorio” del fedelissimo Luca Lotti, circa le teste di serie per il dopo Vendola.

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Perché se è vero che Nichita il Rosso ha più volte archiviato rincorse premature alla successione, è vero anche che la macchina organizzativa di Dario Stefàno è già in moto. Senza dire che dalle urne di Bruxelles potrebbe uscire un terzo incomodo di lusso come la civatiana Elena Gentile e, a quel punto, l’ipotesi di un tandem - geograficamente e politicamente trasversale - tra il tarantino di Sel e l’ex Sindaco di Cerignola potrebbe non essere così repentina e trovare buon gioco tra la minoranza. Fantapolitica? Nel dubbio Emiliano lavora alle alleanze e, proprio a Bari, ha messo la faccia per ricucire con Realtà Italia nel post primarie. Il resto, si vedrà dopo il voto. Pallottoliere alla mano.

(a.bucci1@libero.it)

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