Fabrizio Bosso per "Jazz for Amnesty 2012": "Nella musica non bisogna mai scoraggiarsi"

Di Stefania D'Amore

 

Domenica 23 settembre alle 18.30, presso il Teatro Petruzzelli di Bari, la musica è torneta a dialogare con il pubblico grazie a “Jazz for Amnesty 2012”, una raccolta fondi in favore delle attività sviluppate sul territorio pugliese da Amnesty International. Il concerto al Petruzzelli, presentato da Alceste Ayroldigiornalista e critico musicale, è stato preceduto da un intervento di Christine Weise, presidente di Amnesty International Italia, e aperto dalle note del gruppo musicaleNapolJazz. Successivamente è salito sul palco il quartetto composto per l’occasione da Fabrizio Bosso, il chitarrista Guido Di Leone, il contrabbassistaGiuseppe Bassi ed il batterista Mimmo CampanaleL’evento, inoltre, era stato anticipato da un incontro alla Feltrinelli, in cui Ayroldi ha presentato al pubblico il progetto ed il disco realizzato ad hoc per la serata “Jazz for Amnesty 2012”, il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza. Presenti alla Feltrinelli anche Bosso e gli altri musicisti che hanno aderito all'iniziativa.
 
Lo spettacolo - inserito nel programma degli eventi nazionali di Amnesty International Italia - è promosso e organizzato da Sud Sistemi e dalla Circoscrizione Puglia di Amnesty International Italia in collaborazione con la casa discografica Fo(u)r, che ha anche prodotto il disco della serata. Partner dell’iniziativa il Teatro Kismet OperA e l’agenzia di relazioni pubbliche SEC Mediterranea.
 
Abbiamo intervistato in esclusiva uno tra gli ospiti più attesi della serata, il trombettista Fabrizio Bosso, reduce da diversi successi quali ad esempio la partecipazione alla trasmissione televisiva "Panariello non esiste" con Giorgio Panariello, al Festival di Sanremo come special guest della cantante Nina Zilli e la registrazione a Londra, presso gli Air Studios, di "Enchantment - L'Incantesimo" con la London Symphony Orchestra.
 
 
1) Una gavetta iniziata fin dalla più tenera età, quando hai cominciato a suonare la tromba a cinque anni. Il poeta Lawrence Ferlinghetti scriveva che "essere poeti a sedici anni vuol dire avere sedici anni, essere poeti a quaranta vuol dire essere poeti", massima che potrebbe essere associata tranquillamente al mondo dei musicisti, degli artisti. Tu quando hai capito di voler fare della tua passione un mestiere per la vita?


"Ho iniziato a suonare la tromba a 5 anni ma ricordo benissimo quel giorno in cui decisi di voler fare questo mestiere per la vita. Avevo 7 o 8 anni, i miei genitori mi avevano accompagnato al conservatorio e mi hanno chiesto: sei sicuro di voler studiare la musica, di voler fare questo? E’ stato un istinto, dissi di sì. E da quel giorno non ho più smesso".


2) Se potessi racchiudere in poche parole un insegnamento che ancora oggi conservi nel tuo bagaglio personale tratto dall'esperienza scolastica, accademica ed uno maturato, invece, viaggiando e sperimentando di palco in palco in giro per il mondo, cosa ci racconteresti?


"A livello accademico, ho imparato che non bisogna mai scoraggiarsi. Mi ricordo dei corsi di specializzazione a Saluzzo, studiavo talmente tante ore al giorno che alla fine non riuscivo più a suonare. In quella situazione ho avuto grandi momenti di sconforto. Ho dovuto trovare la forza per ricominciare, devi sempre farlo. Solo dopo ti renderai conto che stai suonando meglio di prima.
Dal vivo invece, l’esperienza con Charlie Haden e con la Liberation Orchestra mi ha segnato profondamente. Suonavamo in un teatro di 3500 posti e mi ricorderò sempre quel giorno. Io ho sempre avuto l’idea che per colpire la gente ci fosse necessità di suonare con un impatto sonoro molto forte, con lui era tutto diverso si suonava in acustico, pianissimo, quasi in stile cameristico. Alla fine del concerto, il pubblico è esploso in un grande applauso. Da lì ho imparato a dare molta più importanza al suono e scoperto il piacere di suonare con un’orchestra d’archi".


3) Una vita professionale ricca di avventure e collaborazioni, come ad esempio quella con la London Symphony Orchestra all'interno di un progetto dedicato alla musica di Nino Rota, amatissimo compositore di colonne sonore cinematografiche (basti pensare ad "Amarcord" di Federico Fellini). Il mondo del Cinema ti ha mai tentato, ti è mai capitato di guardare un film o un fotogramma del quale avresti voluto tradurre la storia in note?


"Gran Torino di Eastwood, quello sì che mi sarebbe piaciuto. Scrivere musica per un film è una cosa che mi attrae ma non so se ne sarei in grado. D’istinto mi piacerebbe molto ma è un lavoro certosino e non credo di avere quella pazienza".


4) Hai dichiarato in una precedente intervista: "La crisi creativa arriva quando non ti sopporti più, quando ti sembra di suonare sempre le stesse cose allo stesso modo, non ti senti in forma sullo strumento, metti in discussione tutto, non sei mai contento. Eppure devi suonare, perché hai concerti, impegni presi e non puoi tirarti indietro". Come definiresti un tuo momento, invece, di "pieno flusso creativo"?


"Ogni volta che finisco un concerto e sono stanco ma vorrei suonare ancora. Oppure quando il pubblico chiede un bis e vorrei che dopo chiedesse ancora 2 o 3 brani. Penso che quello sia il miglior segnale".


5) Una curiosa esperienza che ti ha visto protagonista è stata l'esecuzione dal vivo della sigla di "Ballarò" all'interno dell'omonimo programma, noto contenitore di politica in onda su RaiTre. Come si sta comportando secondo te la politica con il mondo dello spettacolo e degli artisti, c'è un rimprovero o un ringraziamento che senti di voler fare?


"Io sono in una posizione nella quale non posso lamentarmi più di tanto, mi ritengo fortunato e privilegiato. Detto questo, in Italia manca sicuramente una vera struttura del sistema musicale. E’ vero, succedono tante cose, concerti, festival, etc. soprattutto d’estate. Il problema nasce, per esempio, nella stagione invernale, dove ti trovi a dover contare solo sui Club. In Francia o in altre parti d’Europa, d’inverno, all’interno di un cartellone teatrale c’è sempre un programmazione jazz".


6) Domenica 23 settembre alle ore 18.30 presso il Teatro Petruzzelli di Bari, parteciperai all’evento “Jazz for Amnesty 2012”, una raccolta fondi in favore delle attività sviluppate sul territorio pugliese da Amnesty International. Com'è nata l'idea, hai intenzione di darle un seguito?


"Stavo registrando un disco con Guido Di Leone e contemporaneamente ci giunse la proposta di Amnesty a partecipare a quest’evento. Non ci fu un attimo di esitazione. Non è la prima volta che mi trovo a partecipare a eventi di beneficenza, anche se questo di Amnesty è una cosa sicuramente più grande. In verità, da un po’ di tempo a questa parte, sta crescendo un richiamo a fare qualcosa di più, qualcosa di più permanente. Ci sto pensando ma devo ancora definire alcune cose e mettere insieme le persone giuste".


7) Quali sono i tuoi progetti futuri, tornerai a breve in sala di registrazione?


"Vengo da un periodo molto intenso, prima il disco con la London Symphony su Nino Rota, poi ad aprile è uscito Vamos, il secondo album dei Latin Mood. Proprio oggi, invece, ho terminato in studio il mio prossimo disco che inciso con il fisarmonicista Luciano Biondini, uscirà a metà novembre".
 
(s.damore85@gmail.com)

Zurich Connect

Zurich Connect ti permette di risparmiare sull'assicurazione auto senza compromessi sulla qualità del servizio. Scopri la polizza auto e fai un preventivo

Abiti sartoriali da Uomo, Canali

Dal 1934 Canali realizza raffinati abiti da uomo di alta moda sartoriale. Scopri la nuova collezione Canali.

In evidenza

Ascolti, Isola dei Famosi top Harry Potter batte Floris

I sondaggi di

Secondo te, chi ha maggiori possibilità di sconfiggere Matteo Renzi alle prossime elezioni politiche?

RICHIEDI ONLINE IL TUO MUTUO
Finalità del mutuo
Importo del mutuo
Euro
Durata del mutuo
anni
in collaborazione con
logo MutuiOnline.it