A- A+
PugliaItalia

 

vendolaBari – Doveva essere un “esecutivo da combattimento”, e in effetti i fronti di battaglia aperti dopo il varo nella nuova squadra di Nichi Vendola sono già molteplici. “Se il Pd ritiene che questa giunta sia una menomazione delle prerogative del partito di maggioranza relativa e propone di limitare l’autonomia del Presidente della giunta, poco male”, commenta il Governatore, “al Pd toccherà trovarsi non solo un nuovo governo, ma soprattutto un nuovo Presidente. Le mie dimissioni sono a disposizione”.
 
 
BUFERA DEMOCRATICA - La sciabolata del Rivoluzionario Gentile arriva a poche ore dal blitz in mattinata con il quale ha ufficializzato il rimpasto tra i banchi del Governo dettato “dal rapido deterioramento della condizione socio-economica del nostro Paese e in particolare dell’intero Mezzogiorno”, aveva spiegato in mattinata. Ma, evidentemente, l’argomentazione non è bastata a placare il fuoco di fila di entrambi gli schieramenti. I democratici sono andati in fibrillazione sin da subito, reduci dal conclave regionale che ha confermato in sella Sergio Blasi, almeno fino al prossimo Congresso in autunno; senza passare attraverso il voto di fiducia e con Michele Emiliano a fare da pompiere, non senza che più di qualcuno lo indicasse, dopo l’ufficializzazione dei nomi, in prima linea nella cabina di regia del restyling. Quella di ieri “è stata evidentemente una farsa e qualcuno è venuto a raccontare panzane”, ha attaccato dalle pagine di Affari il civilista barese Enrico Fusco, per nulla tenero in direzione contro il gruppo dirigente: “Tutto ciò è offensivo della dignità personale e politica delle 120 persone che sono rimaste per oltre 4 ore ad ascoltare, appassionate, gli interventi di chi ha voluto dare il proprio contributo alla discussione, illudendosi che la batosta elettorale fosse servita a qualcosa. La base del Pd pugliese è in fermento, a causa di questa ulteriore delegittimazione degli organismi eletti nel congresso del 2009, per via delle decisioni prese altrove e da chi non è titolato a farlo”, manda a dire, mentre la responsabile Enti Locali del partito, Gilda Binetti, chiede un’assemblea aperta: “Ma in direzione regionale chi ha parlato di un nuovo rapporto tra giunta e partito sapeva niente?”.
 
 
“ALLEATI E NON ZERBINI” - A prendere tempo prova il neoassessore Antonio Decaro, approdato alle Infrastrutture dirottando Guglielmo Minervini sulla delega allo Sport di Maria Campese, con il secondo non del tutto persuaso della nuova nomina ed il primo che, rimasto nel Tacco dello Stivale, lascia il posto nella Capitale al salentino Fritz Massa: “Credo che qualsiasi mia decisione debba essere oggetto di discussione con il mio partito e con i consiglieri del Gruppo regionale del Partito democratico”, spiega, ma il malcontento monta ugualmente, tanto che anche Pino Romano, in pole alla vigilia per il dicastero alla Sanità, poi affidato ad Elena Gentile insieme ai Servizi Sociali, si lascia sfuggire che, a suo parere, “il dossier Vendola-bis presenta numerosi punti da chiarire”. Ad esempio il riequilibrio tra le forze di maggioranza se si conta che, con la promozione di Angela Barbanente alla vicepresidenza, a Sel vanno Governatore, vice  e Presidenza dell’Assemblea, e per il quale Dario Ginefra chiede al Masaniello terlizzese un “ritrovato rapporto da alleati e non da zerbini”.
 
 
LO STOP DI BLASI - A Blasi non resta che salire sugli scudi ed invitare i componenti della nuova Giunta targati Pd “a sospendere la loro adesione prima di una discussione collegiale nel partito”, chiarendo, punto per punto, al leader di Sel le cose che non vanno: dalla revoca del ruolo di numero due a Loredana Capone all’estromissione di Fabiano Amati e Marida Dentamaro, passando per l’avvicendamento ai Trasporti per Guglielmo Minervini (“un assessore che in questi mesi non semplici dal punto di vista personale, non ha mai fatto venir meno la sua dedizione istituzionale e politica”), fino alla legge del pallottoliere, che vede ben 5 assessori esterni “provocando inevitabilmente un proliferare dei costi del consiglio regionale. Sarebbe stato più coerente”, manda a dire a testa bassa il primo cittadino di Melpignano, “attenersi alle regole già oggetto di autoriforma e  previste per la prossima legislatura”. Ed ecco spiegato la piccata replica di Nichita il Rosso in apertura.
 
 
michele bordo papaCENTRODESTRA, TUTTI UNITI CONTRO DI GIOIA - E dal lato opposto dell’emiciclo? Sarà pure capogruppo uscente ma il Pdl Rocco Palese non si risparmia una doppia bordata in piena regola all’indirizzo della maggioranza: “Vendola mette alla guida di assessorati importanti chi fino a ieri faceva tutt'altro ciò significa paralizzare la macchina regionale! Per non dire poi dei cambi di deleghe e di casacche”. Per non dirne, appunto. E la missiva è per Leonardo Di Gioia, eletto a Foggia nelle liste del Pdl ma poi planato tra quelle del centro di Scelta Civica ed entrato al posto di Michele Pelillo: “Al neo assessore che fino ad un mese fa, insieme a noi, si batteva contro le tasse regionali, chiediamo: da assessore al Bilancio azzererà i 280 mln di tasse regionali in vigore nel 2013 o si adeguerà alla sua nuova 'fede' politica?”. In attesa di risposta, intanto, il successore di Raffaele Fitto alla guida della Regione aveva anche precisato che non di “convergenza politica con l’area cosiddetta montiana” si tratterebbe,  e soprattutto che l’ex azzurro non avrebbe chiesto alcuna poltrona in cambio dell’ingresso in maggioranza. Il conterraneo Lucio Tarquinio non lesina, però, strali avvelenati, citando i Rokes di “bisogna saper perdere” e parlando senza remore di “squallida compravendita” e gli fa eco Ignazio Zullo parlando di “mandato con gli elettori tradito”.
 
DE-BORDATO, SBAGLIA IL PAPA - Ultimo colpo di coda del giorno arriva da Michele Bordo, parlamentare Pd della Capitanata che, alla fumata bianca apparsa dal comignolo della Sistina si è lanciato nell’annuncio: “Il #Papa e’ il Cardinale Scola”, ha azzardato. “E’ Scola e si chiama Giovanni Paolo III”, ha rinforzato, prima che dal balcone si affacciasse l’argentino Bergoglio per la benedizione. Quando si dice il fiuto.
 
(a.bucci1@libero.it)
 
Tags:
giuntapdvendolablasidimissionipugliafumata bianca
Loading...
i blog di affari
Casaleggio e i 5Stelle: quel sospetto sulle ricandidature
Premio Golia 2021: straordinaria partecipazione
Laurea bruciando i tempi? Prima bisogna risvegliare la passione per la cultura
L'OPINIONE di Diego Fusaro
i più visti


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.