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Il gran sorvegliante del Grande Oriente d’Italia: “Massoni, costruttori di umanità”

di Mariella Colonna

‘Sono grato alla massoneria per tutto quello che mi ha dato negli ultimi vent’anni. Non sarei l’uomo, il padre, il professionista che sono, se non mi fossi appassionato e non avessi studiato e interiorizzato i suoi principi fondanti basati sull’uguaglianza, la fratellanza, la libertà’. È Pasquale La Pesa a parlare in siffatta maniera. Avvocato quarantasettenne barese, padre di due figli, è massone del Grande Oriente d’Italia (Goi) da circa cinque lustri. Professionista di lungo corso sia in Italia sia in Canada dove ha vissuto ed esercitato l’avvocatura per circa sei anni, dice: ‘gli anni trascorsi a Montreal, in Quebec, frequentando la Fellowship Lodge (118) di Montreal sono stati importanti per la mia crescita interiore’, percorso intrapreso in Italia  quando era poco più di un liceale fulminato sulla via di Palazzo Giustiniani (ndr).

Durante gli incontri con i ‘fratelli’ canadesi appartenenti alle religioni più svariate, buddista, protestante, ebraica, induista, per fare qualche esempio, ha compreso che ‘quando una persona fonda la propria esistenza sul rispetto dei principi di  uguaglianza, fratellanza e libertà, non ammette differenze religiose’.
Aggiunge: ‘respingo le accuse di panteismo e di relativismo che alla massoneria – a torto - sono state rivolte  nel corso degli anni perché essa è stata sempre all’avanguardia nel difendere un modello di pace sociale che consente a chiunque di poter stare con gli altri e crescere nella differenza. Questo modus vivendi non è un’invenzione massonica, ma lo afferma Gesù Cristo nelle sacre scritture, con la differenza che la Chiesa cattolica agisce per dogmi, mentre la massoneria - grazie alla sua laicità - è impegnata, e lo è stata durante le guerre di religione, a diffondere il dialogo interreligioso e interculturale per l’innata capacità di costruire ponti tra le diverse genti’.

Tra il tempo dedicato agli incontri massonici a Bari, Roma e in giro per il mondo e la professione forense, rimane ben poco da dedicare a sè ed alla famiglia, gli chiedo. Ma  lui inaspettatamente sottolinea: ‘la massoneria è un amplificatore emozionale perché quanto più le offri in termini di tempo tanto più ricevi in crescita personale’ perciò ‘il regalo che oggi posso farle è restituirle un po’ del mio tempo in segno della mia gratitudine’.

Oggi Pasquale La Pesa è nella giunta nazionale del Grande Oriente d’Italia come gran sorvegliante. A Bari (otto logge e circa duecento ‘fratelli’) ha ricoperto ruoli di oratore e maestro venerabile. Dal 2010 e fino a qualche mese fa è stato consigliere dell’Ordine nazionale (organo di controllo). Il Goi ha più di ottocento logge sparse sul territorio nazionale, oltre 22mila iscritti, la prima è nata intorno al 1700, ma se ne sono perse le tracce. Ne hanno fatto parte uomini che eroicamente hanno lottato per l’unità d’Italia, alcuni rimettendoci la vita in nome di ‘quei’ principi più volte citati in questo pezzo. Poi sono arrivati gli anni ‘bui’ del fascismo durante i quali i massoni si riunivano in segretezza in quanto oppositori del ‘regime’ che gli è valsa l’immagine di setta segreta che al termine dei conflitti bellici non sono riusciti a scrollarsi di dosso. Perchè nell’immaginario collettivo degli ultimi decenni la massoneria è stata considerata alla stregua di un gruppo politico/affaristico animato da interessi privatistici a causa della moltitudine di associazioni ‘spurie’ (attualmente in Italia se ne contano 40) autodefinite massoniche che tutto hanno fatto tranne che compiere gesti di umanità ed azioni di mutuo soccorso.

‘Questa deriva è stata cavalcata ancora una volta di recente da un gruppo che in Italia fa politica, il quale – tra i requisiti da possedere per poterne far parte - vieta di essere massone. Peccando di ignoranza! I leader di questo gruppo non sanno che per essere iniziati nel Goi occorre essere candidi come colombe, qualità verificata attraverso i certificati del casellario giudiziario e dei carichi pendenti che ci viene richiesto tutte le volte che assumiamo ruoli diversi. Quale partito politico, quale associazione, ha un  siffatto modus operandi? L’accanimento mediatico perpetrato nei nostri confronti alimenta il timore di molti massoni di uscire allo scoperto per la paura di essere additati e giudicati. Io invece ci ho messo la faccia, ho fatto una scelta consapevole e ne sono fiero. Ed i miei comportamenti, le mie azioni, sono l’esempio della mia scelta. Una cosa non farò mai: sbandierare ai quattro venti il bene che faccio al mio prossimo perché la massoneria mi ha insegnato che il bene reso noto è autoreferenziale e nutre il proprio ego’.

Sebbene la riservatezza sia una qualità della persona, quando la si associa ai massoni, in Italia, diviene segretezza. E ciò che non si conosce non si comprende e di lì parte una serie di ipotesi e congetture che il più delle volte porta lontano dal senso più autentico delle cose. ‘Di recente ho preso parte in Romania ad una convention internazionale per il rinnovo del segretario esecutivo  della confederazione delle logge massoniche regolari che si è tenuto nel palazzo del parlamento di Bucarest. Siamo stati ricevuti dal presidente  della Camera dei deputati rumeno, Valeriu Zgonea, il quale ha sottolineato che la massoneria è il vettore di sviluppo per la società civile. Il Parlamento è la casa del popolo e sapendo che  voi – ha detto Zgonea - fate così tanto per il popolo sia in crescita sociale sia in termini di sviluppo dell’istruzione per i giovani, il popolo ringrazia. Sono state parole straordinarie pronunciate davanti ai delegati di 106 logge  massoniche provenienti da Africa, Usa, sud America, Europa’. Considerazioni che nel nostro Paese sono ben lontane dal comune sentire.

Al termine della chiacchierata con l’avvocato La Pesa gli ho chiesto come immagina la massoneria del futuro. ‘Ciò che è sempre stata’, mi ha risposto  ‘una istituzione che con le sue logge continuerà a formare costruttori di umanità, con i suoi fratelli ad  affermare che la spiritualità, il bene comune, la disponibilità, la partecipazione, l’onestà, il coraggio, sono valori irrinunciabili dell’uomo’. Alla domanda sull’apertura al genere femminile, ha risposto ‘che significherebbe rivedere l’ordine mondiale e riscrivere rituali antichi di secoli concepiti soltanto per gli uomini’. Infine, quando gli ho chiesto ‘se qualche massone dovesse riscoprirsi femmina, cambiare sesso e chiedere di poter rimanere nell’istituzione?’  ha chiosato: ‘questa circostanza aprirebbe - al nostro interno - una riflessione nuova e molto profonda’.

 


 

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