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cus bari

A Bari il calcio vive una lunga stagione grigia di cui non si vede ma neanche si intravede la fine, fatta di stadi vuoti, di una squadra piena di buona volontà, ma con dei limiti evidenti e di una situazione societaria che tutti conosciamo e che suscita, più che altro, noia che sfocerà ben presto in indifferenza.

Dall’altra parte del mondo, si potrebbe dire in termini letterari, c’è il basketball, la pallacanestro, più  viva che mai con una squadra, il Cus Bari Liomatic, nelle prime posizioni del  terzo campionato italiano, il DNA, ed in lizza con ottime probabilità di successo, per i playoff.

Questo traguardo è stato raggiunto grazie, prima di tutto, alla storia della Pallacanestro Cus Bari, squadra e società che hanno sempre tenuto accesa la fiamma della passione e dell’interesse per il basket in tanti e tanti anni.

Il secondo fattore che ha permesso di avere una squadra ai vertici nazionali è stato il PalaFlorio, il palazzetto blu e giallo che sorge, maestoso e strano, nel quartiere Japigia di fronte all’Ipercoop.

La sua apertura, nel 2010, ha proiettato subito Bari agli onori nazionali, con l’ospitalità delle qualificazioni del campionato europeo 2011 della Nazionale maschile, guidata dal Presidente Dino Meneghin e dal coach Simone Pianigiani al debutto sulla panchina azzurra. E’ stato proprio l’ex Presidente Federale a concedere a Bari una wild card per la partecipazione all’appena istituito campionato di DNA  2011-2012.

Lo sponsor Liomatic, grande azienda perugina di macchine distributrici di bevande ed alimenti, ha reso poi

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economicamente possibile la composizione dell’ottima squadra dell’anno scorso, che ha sfiorato i playoff e che soprattutto ha suscitato la grande curiosità di tutti gli sportivi.

L’estate scorsa la  squadra è stata ringiovanita e cambiata tecnicamente ed ora, dopo varie fasi alterne, ha infilato una striscia di molte vittorie ed è in zona playoff.

La squadra è guidata per il secondo anno dal coach Giovanni Putignano e gioca una pallacanestro moderna, fisica e spettacolare.

Abbastanza difficile il prossimo turno casalingo, con l’ostica  Mobyt di Ferrara, nobile decaduta in cerca di riscatto.

Il pubblico accorre piuttosto numeroso al PalaFlorio e ciò che conforta è vedere tante famiglie e tanti bambini attenti ed appassionati per la squadra e per la pallacanestro.

Quello che a parer mio, invece, potrebbe funzionare molto meglio è il PalaFlorio stesso, che potrebbe e dovrebbe essere “per tutta la settimana” il Teatro dello sport al coperto a Bari e non lo è.

E’ una struttura molto bella e capiente, che andrebbe curata di più e soprattutto promossa con eventi di vario tipo soprattutto sportivi e dovrebbe diventare anche una sorta di “casa degli sponsor”, visto il grande spazio utilizzabile all’interno  e nell’area circostante.

Uno dei principi basilari del marketing è costituito dal rafforzamento della “community”, che necessità di un luogo dove poter esercitare il proprio essere:  un insieme di persone e famiglie dedite allo sport e il PalaFlorio dovrebbe e potrebbe esattamente essere questo luogo. Essere aperto solo la domenica per le competizioni è veramente troppo poco. Speriamo nel futuro.

Fra l’altro, la grande struttura di Japigia potrebbe essere aperta anche a tutte le società cestistiche di Bari che,dal marzo dello scorso anno, sono costituite in Associazione:  Bari Basket Soul, che ha come primo scopo societario la diffusione e la conoscenza della pallacanestro.

cus bari coach

Prime attività dell’Associazione sono stati i Basket Garden in tutta la città, nella scorsa estate, dove gli istruttori delle varie società mettevano a disposizione le loro competenze per avviare allo sport cestistico chiunque lo volesse e una capillare opera di informazione presso le scuole sul campionato e sulle facilitazioni nell’accesso al PalaFlorio.

Insomma il mondo del basket si muove ed è in continua espansione. Questo è  testimoniato anche dagli straordinari risultati del basket femminile. La squadra Pink SportTime, che ha sede nel PalaCarrassi, gioca nel campionato di A3, altra competizione nazionale molto difficile. Un’esperienza che sicuramente fortificherà la squadra e tutto il basket femminile della città.

C’è da sperare, a questo punto, che  le forze economiche baresi e pugliesi, sull’onda dei risultati del Cus Bari e anche, di riflesso, di quelli della formidabile Enel Brindisi, diano un contributo sempre più importante  e decisivo, per proiettare tutto il movimento cestistico pugliese ai vertici nazionali.

Il basket è uno sport molto sano, formativo, intellettuale e fisico, al contempo, e favorisce - fra l’altro - la conoscenza pratica dell’inglese: così importante per i giovani del futuro.

Chiunque giochi o si diverta con la pallacanestro è di fatto cittadino della contemporaneità.

The truth

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