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Gag per tutti i suoi avversari, calca all'esterno, urla e ovazioni dentro un Teatro Team gremito per l’occasione. Silvio Berlusconi torna in Puglia e va all'attacco nello sforzo di rimonta nei confronti di un centrosinistra dato in vantaggio sia alla Camera che al Senato.

L'ex premier è atterrato a Bari nel day-after  della condanna in primo grado di Raffaele Fitto, nell'ambito del processo 'La Fiorita', ed ha avuto subito parole velenose contro il "cancro della magistratura", accusandola di accanirsi per far sparire gli avversari politici. Ma anche di "non sentire ragioni" nella chiusura dell'Ilva.

"Il processo contro Fitto - ha commentato con enfasi - è uno scandalo inventato. Dopo aver letto le carte posso dire che non c'è nessuna prova contro di lui. Ma dico io, si può pensare che si possa versare una tangente alla luce del sole?".

Le esternazioni pugliesi di Berlusconi hanno colpito anche il presidente Vendola: "Lui non voglio prenderlo sul serio. Mi ha detto che dovrei andare come tutti i ricchi all'inferno. Io dico, che invece lui dovrebbe andarsene nel paradiso comunista della Corea del Nord".

Oltre un'ora di comizio per presentare i candidati pugliesi Pdl al Parlamento e per spiegare i punti del programma con il quale spera di ribaltare le sorti della partita. Berlusconi punta le fiches sull'esasperazione: quella dei cittadini nei confronti delle tasse, dei controlli di Equitalia e della mancanza di occupazione.

"Aboliremo l'Imu – ha proseguito - restituendo alla gente quello che ha versato nel 2012. La prima casa per noi è sacra. Puntiamo anche alla diminuzione delle spese per il funzionamento dello Stato, riducendole del 2% ogni anno. Così ridimensioneremo il carico fiscale e potremmo far ripartire i consumi e il lavoro".

Parole che accendono le reazioni dei simpatizzanti, pronti ad applaudirlo anche quando parla di riduzione dei parlamentari e degli stipendi dei politici: "Cancelleremo il finanziamento pubblico ai partiti nel corso del primo Consiglio dei Ministri. Vogliamo dimezzare gli stipendi a deputati, senatori e consiglieri regionali o locali. C'è bisogno anche di approvare le leggi più rapidamente: il Parlamento deve avere una sola Camera".

Il Cavaliere poi punta il mirino verso i suoi più diretti competitor politici. Pungente sul Pd: "Loro sono terrorizzati dalla mia rimonta, mentre devono fronteggiare lo scandalo Mps, paragonabile a quello della Banca Romana di fine '800".

Ancora più diretto contro Oscar Giannino che gli starebbe sottraendo molti voti decisivi, specie in Lombardia: "E' un liberale accecato dalle luci della ribalta, il quale vuole solo sconfiggere il centrodestra".

L'affondo più pesante però è contro Beppe Grillo, vero ostacolo alla rimonta: "I sondaggi lo danno al 16%. Lui è un istrione - commenta con una punta di sarcasmo -  i suoi candidati arrivano per l'80% dall'estrema sinistra e dai centri sociali. Non vedo come molti di questi futuri parlamentari non possano allearsi in qualche modo con il Pd o con Vendola nella prossima legislatura".

Alla fine Berlusconi si appella ai propri sostenitori, proponendo loro una sorta di Catena di Sant'Antonio: "In questi ultimi giorni ognuno di voi deve convincere 20 indecisi a votare Pdl. La rimonta è ancora possibile". La fede e la fiducia dell'ex presidente del Consiglio sembrerebbero incrollabili. Verifica al 25 febbraio.

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