Ilva/ Patrizio Mazza (primario di Ematologia e consigliere regionale Idv): "La bonifica? Una cazzata. Politica e grande industria sono andate a braccetto. Si investa nelle economie alternative"

 

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di Lorenzo Lamperti

"La bonifica è una cavolata con la quale c'è gente che si sta riempiendo la bocca". Patrizio Mazza, primario di Ematologia e consigliere regionale dell'Idv, dice la sua sul caso Ilva in un'intervista ad Affaritaliani.it: "Se davvero il governo mette sul piatto 330 milioni li si investa sulle economie alternative nei settori dell'agricoltura, della cultura e del turismo".

Il medico è "favorevole alla chiusura totale dello stabilimento. Con un progetto serio sulle alternative si può risolvere sia il problema occupazionale sia quello salutistico". Passera e Clini però sono contrari al sequestro: "Fa parte del piano di pressione sulla magistratura. La famiglia Riva? Hanno sfruttato la città per i loro interessi, ma è la politica che glielo ha permesso. Compreso Vendola". Sulle ripercussioni della diossina: "Se si smettesse oggi di inquinare, gli effetti positivi si vedrebbero solo tra 15 anni. Nel frattempo danni per tutti, compresi i bambini che ancora devono nascere".

Dottor Patrizio Mazza, l'Ilva di Taranto è diventata un caso nazionale nelle ultime settimane. Delle perizie inchiodano lo stabilimento e i magistrati hanno disposto il sequestro di alcune aree. Come si è arrivati a questo punto?

Le responsabilità primarie sono di chi inquina, su questo non c'è dubbio. E questo è l'oggetto degli accertamenti dell'inchiesta della magistratura. Però molte colpe ce le ha anche la politica.

Quali colpe ha la politica?

Non ha fatto la sua parte, non ha mai proposto delle alternative alla grande industria. Non ha mai cercato di percorrere la strada delle economie alternative. E c'è stato anche un connubio con chi inquina.

Un connubio di che tipo?

Alla politica è sempre andata bene la situazione così com'era. L'Ilva ha sempre fatto comodo perché ha rappresentato l'economia reale per la città di Taranto. Si è preferito tutelare la grande industria tralasciando però altri settori importanti.

E questo ha fatto morire un'economia di tipo diverso, come quella artigianale...

Tutta l'economia alternativa che c'era prima è regredita nell'indifferenza della politica. La diossina ha causato un grosso danno a interi settori dell'economia. Sono state uccise delle pecore e sono stati eliminati interi pascoli a causa dei fumi inquinanti.

Ci sono anche i dati drammatici delle perizie ordinate della procura. Si parla di 174 morti attribuibili all'Ilva.

Sì, queste perizie testimoniano quello che io vado dicendo da dieci anni. A Taranto la possibilità di contrarre un tumore aumenta del 30-40%.

Tutti parlano della necessità di trovare un punto di incontro tra occupazione e salute. Come si può riuscirci?

Se il governo è disponibile a mettere sul tavolo per Taranto un quantitativo di denaro pari a 330 milioni di euro il problema può anche essere risolto. Se quei soldi si utilizzassero per creare le alternative all'acciaieria si risolverebbe sia il problema occupazionale sia quello salutistico. Gli operai dell'Ilva potrebbero essere ricollocati in altri settori come quello dell'agricoltura, dell'agroalimentare, del commercio e della produzione di filiere corte che vadano dal produttore al consumatore. Con le adeguate incentivazioni e un adeguato progetto su scala provinciale o regionale ce la si potrebbe fare.

Però nel momento in cui l'Ilva chiude diverse migliaia di famiglie restano senza stipendio...

Consideri che la massa stipendiale prodotta dall'Ilva è di circa 220 milioni di euro all'anno. Se il governo mette in campo 330 milioni significa che abbiamo la massa stipendiale di un anno e mezzo. Se questo denaro lo mettiamo a disposizione degli imprenditori della provincia di Taranto che operano in settori alternativi ci sarebbe la possibilità di sorreggere la situazione per diversi anni in attesa che la situazione stia in piedi da sola.

Insomma, lei è favorevole alla chiusura totale dello stabilimento?

Certo. In presenza di alternative sono favorevolissimo. Anzi prima si chiude e meglio è. Mantenendo la situazione così com'è, anche riducendo la produzione, si continuerebbe sulla strada dell'inquinamento.

L'ipotesi della bonifica come la vede?

Detto papale papale, la bonifica è una cazzata. Che cosa si fa, si bonifica tutto il Mar Piccolo? Oppure il Mar Grande andando a raschiare tutto quello che c'è sotto? Oppure tutti i terreni contaminati che si sviluppano in un raggio di 20 chilometri? Ma dico, scherziamo? Con la bonifica si buttano i soldi e basta. Robe come questa riempiono la bocca di qualcuno, compreso Bonelli (Verdi, ndr) che sta sbandierando questa cosa non so con quale convinzione. Ma sul piano concettuale e tecnico la bonifica è una cavolata. Basterebbe lascir fare alla natura e smettere di inquinarla.

Subito dopo il sequestro disposto dal gip Patrizia Todisco, alcuni esponenti del governo come i ministri Clini e Passera hanno sollecitato l'intervento del Riesame. Come giudica il loro intervento?

Il loro intervento rientra nel piano di pressione sulla magistratura. E' vero che il problema degli operai è un problema impellente ma si sta andando nella direzione sbagliata. Non bisogna difendere la grande industria e quello che c'è già, ma sedersi a un tavolo per pianificare il futuro coinvolgendo l'imprenditoria sana e costruire un progetto serio.

Ma il governo ha la volontà di fare questo?

Io vedo che ancora si segue una logica politica. E alla politica questo discorso non piace.

E perché alla politica non piace questo discorso?

Per un semplice motivo. La politica si è sorretta con i poteri forti. Politica e grande industria sono andate a braccetto scambiandosi favori. Dai finanziamenti per le campagne elettorali alla tutela dello status quo. La parte di politica che si è foraggiata attraverso questo rapporto non vuole la riconversione ma che tutto resti com'è.

La famiglia Riva come una sorta di potere occulto su Taranto?

La famiglia Riva è venuta a sfruttare Taranto facendo i propri interessi. Se hanno violato le leggi lo stabilirà la magistratura, però di certo non sono venuti a salvare la città. Però è la politica che ha permesso tutto questo.

Quando parla di "politica a braccetto con i poteri forti" allude a qualcuno in particolare?

Alludo a tutti. Non vedo nessuna distinzione tra destra e sinistra. A livello regionale come a livello più locale.

Compreso Vendola?

Compreso anche Vendola.

Fino a quando gli effetti dell'inquinamento e della diossina causeranno danni ai tarantini?

Se si sospende oggi l'attività industriale e la produzione di sostanze tossiche ci vogliono circa 15 anni per vedere degli effetti positivi. E il danno purtroppo si crea e si continuerà a creare anche a livello genetico, quindi sui bambini che ancora devono nascere.

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