A- A+
PugliaItalia
ilva taranto 650x447

Sul caso Ilva i giudici del Tribunale dell'appello di Taranto rimettono alla Corte Costituzionale la legge 231 del 24 dicembre scorso che autorizza l'azienda a produrre e a commercializzare quanto prodotto nei mesi scorsi.

"La Consulta ha dichiarato che anche le cosiddette leggi-provvedimento (quelle cioe' aventi la forma della legge ma un contenuto provvedimentale, in quanto provvedono concretamente su casi e rapporti specifici) sono legittime, a certe condizioni ed entro limiti specifici, tra cui la ragionevolezza e il rispetto della funzione giurisdizionale in ordine alla decisione sulle cause in corso": così scrivono i giudici nell'ordinanza relativa al caso Ilva. "Appare utile rimarcare a tale riguardo che uno dei principi fondamentali dello Stato di diritto e del nostro diritto pubblico è che il Parlamento non eserciti funzione giurisdizionale  se non negli isolati casi previsti dalla Carta Costituzionale (si pensi alla messa in stato di accusa del presidente della Repubblica)". Lo dicono i giudici del Tribunale dell'appello di Taranto nell'ordinanza con cui sospendono la decisione sul dissequestro dei prodotti dell'Ilva e rimettono gli atti della legge 231/2012 alla Corte Costituzionale.

Per i magistrati, infatti, "esiste una riserva di giurisdizione specie nei giudizi pendenti. Nel caso di specie - si afferma nell'ordinanza - annullare gli effetti di un provvedimento cautelare ex lege (si ribadisce infatti che consentire la commercializzazione del prodotto finito e/o semilavorato posto sotto sequestro equivale alla revoca, all'eliminazione degli effetti propri della misura cautelare reale) e' un'invasione della sfera di competenza del potere giudiziario e si manifesta come uso abnorme della funzione normativa perché attraverso lo strumento legislativo - sottolineano i giudici - é stato direttamente modificato un provvedimento del giudice per le indagini preliminari di Taranto (il sequestro preventivo del 22.11.2012) senza peraltro modificare il quadro normativo sulla base del quale era stato emanato il decreto del giudici. Trattasi inoltre di un atto normativo privo di qualunque generalità ed astrattezza (la facoltà di commercializzazione del prodotto in sequestro è stata prevista solo in favore di Ilva spa) che non ha altra funzione, allora, che quella di sostituire la decisione parlamentare alla valutazione dell'autorità giudiziaria circa la disponibilità dei beni da parte dell'impresa"

In quanto all'articolo 3, comma terzo, della legge 231 del 2012 che autorizza l'Ilva a commercializzare i prodotti, violerebbe, per i giudici del Tribunale dell'appello "gli articoli 24 e 112 della Costituzione perché si pone in netto contrasto con il dovere dell'ordinamento di reprimere e prevenire reati attraverso l'azione dei pubblici ministeri e l'eventuale sollecitazione del privato leso nei suoi diritti.

Se infatti - scrivono i giudici - il provvedimento inibitorio emesso dal gip ha lo scopo di apporre un vincolo di indisponibilità su una cosa il cui uso è ricompreso nell'agire vietato dalla legge, una norma ad hoc, che di fatto annulla gli effetti del provvedimento cautelare già disposto dall'autorità giudiziaria, lede l'inderogabile dovere di prevenzione e repressione dei reati che pure il giudice delle leggi ha riconosciuto come bene oggetto di protezione costituzionale.

Nel caso di specie - dicono i giudici del Tribunale dell'appello sull'Ilva - l'intervento legislativo censurato non opera sul piano sostanziale ma incide su diritti processuali e dunque vulnera il diritto alla tutela giurisdizionale a presidio del quale la norma costituzionale invocata é posta".

Tags:
giudicitarantoilvalegge
i blog di affari
Cartelle esattoriali: quali anni d’imposta può chiedere il Fisco?
Dalla pandemia alla Nato, il doppiopesimo egocentrico della Svezia
Di Massimo Puricelli*
Giustizia civile: ok celerità ma attenzione ai diritti fondamentali
i più visti


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.