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Rendere permanente il tavolo regionale di confronto con i rappresentanti del mondo della pesca pugliese per affrontare le priorità del settore e individuare gli interventi da attivare. È la soluzione concordata con le Organizzazioni della pesca più rappresentative -  Federpesca Coordinamento regione Puglia, Federcoopesca Puglia, Lega Pesca, AGCI AGRITAL -  e l’assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, Dario Stefàno, per affrontare la perdurante crisi del settore, stretto tra una pesante congiuntura economica internazionale, che incide sul mercato e sui consumi, un calo dei rendimenti in termini di catture, addebitabile ad uno sfruttamento eccessivo, il rinvigorirsi della concorrenza dei prodotti d’importazione, gli effetti delle nuove regole finalizzate alla tutela ambientale ed ai controlli per scoraggiare la pesca illegale e non rispettosa dei principi basilari della nuova Politica Comune per la Pesca.

“La pesca – sottolinea Stefàno – è tornata tra le priorità dell’agenda regionale non solo per la sua importanza socio economica ma anche per l’effetto volano che la pesca pugliese con i suoi tradizionali mestieri e la qualità delle produzioni può esercitare sullo sviluppo del turismo nella nostra Regione. Il settore ha bisogno di modernizzarsi e attrezzarsi per sostenere e gestire i cambiamenti in atto. Ma ha anche bisogno di ripianificare l’attività di pesca per realizzare un coerente rapporto tra risorse da tutelare, imprese da riportare a redditività e mercati in sofferenza da rivitalizzare. La bussola è non sprecare risorse ma anzi focalizzarle alla soluzione delle gravi emergenze della pesca pugliese”.

 

(Mola di Bari, porto - Rientro pescherecci e pescato fresco)

Una bussola condivisa con le Organizzazioni  che hanno espresso unanime compiacimento per l’attenzione che il governo regionale ha volto rivolgere al settore e  hanno proposto di attivare nell’ambito dei Piani di Gestione locali misure di contenimento dello sforzo in termini di riduzione delle giornate di pesca, con una adeguata flessibilità gestionale, sistemi alternativi di gestione dell’attività insieme a periodi di arresto temporaneo aggiuntivi rispetto alla programmazione nazionale, da 50 a 60 giorni di fermo da pianificare in funzione delle risorse e delle condizioni di mercato.

“Valuterò – conclude l’assessore -  anche all’interno della Cabina di Regia del MIIPAF le soluzioni tecniche in grado di assicurare risorse del Fondo Europea della Pesca per l’attivazione di un fermo temporaneo e straordinario aggiuntivo per il 2013”.

(gelormini@affaritaliani.it)

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