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Dalle raffigurazioni più allusive a quelle più esplicite, fin dall’antichità l’arte ha sempre mantenuto forti legami con la rappresentazione del sesso. Nell’iconografia classica esiste una lunga lista di opere scandalose, tenute nascoste o custodite gelosamente per pochi, capolavori considerati oltraggio al pudore e banditi per il loro contenuto, ma è solo attraverso l’interazione con i mass media e con i moderni strumenti di diffusione che nasce il concetto di oscenità. In questo nuovo saggio Luca Beatrice, critico d’arte ironico e aperto alle molteplici sollecitazioni visive dell’arte contemporanea, esplora un tema “hot” che da Courbet a Picasso, da Man Ray a Mapplethorpe arriva alle performance di Vanessa Beecroft e Jeff Koons, agli spettacoli di Madonna fino a YouPorn, ultima frontiera dell’intrattenimento erotico.

“Se la nostra generazione può lasciare un segno”, dice l’autore Luca Beatrice, “è quello di mescolare le fonti. E quando tenti di spiegare un fenomeno come l’arte visiva e la sessualità non puoi fare a meno di considerare il museo ma anche il cinema, la cultura popolare e la letteratura di evasione fino al fenomeno della vendita di sex toys progettati da designer e architetti”.

“Per ripartire da Courbet - continua - vige la teoria del contesto e della cornice. Se quel quadro ci ha messo 100 anni per arrivare in museo, la stessa immagine usata come sfondo per un portarle hard potrebbe funzionare. Il sesso è l’ultimo ready made contemporaneo: se lo metti in un museo è arte, in un sito porno è pornografia. Da Duchamp in poi qualunque oggetto collocato in un museo diventa arte e oggi l’immagine sessuale dà questo passaggio più estremo”.

LE RECENSIONI

“Se gli anni dell’impegno politico reclamano la libertà etica del corpo, gli Ottanta rilanciano sul piano dell’estetica. E la pornografia entra in tv, in parlamento, nei salotti. Così alla fine del decennio Jeff Koons, il più celebre artista pop, erede di Andy Warhol, incontra Ilona Staller, la più famosa pornostar. Si frequentano, si piacciono, si sposano e fanno del loro amore un’opera d’arte (o almeno un tentativo). Ma in un’epoca all’apparenza di eccessi si insinua il fantasma dell’Aids, quasi contrappeso moralistico; e suona davvero come una fine simbolica la morte di Robert Mapplethorpe, alfiere della fotografia gay. In più la foto di moda entra nel sistema dell’arte e autori come Helmut Newton sono finalmente considerati artisti.

A fine secolo anche il sesso nell’arte si ritrae in una dimensione intima. L’obiettivo del fotografo (Nan Goldin, Tillmans, Kern, Larry Clark) entra nelle camere da letto. La letteratura conosce cadute nella banalità. Dai nudi pixelati di Thomas Ruff alle polaroid di Araki, dagli scatti lesbo di Bettina Rehims all’esibizionismo di Terry Richardson, l’arte attinge a piene mani dalle luci rosse e la differenza è data ancora una volta dal contesto. Il saggio di Beatrice ci fa conoscere la contemporaneità. Ma più ci si avvicina all’attualità, più si avverte la lontananza di Courbet e della sua Origine”.

Aldo Cazzullo, Corriere della Sera

Allen Jones, Chair, 1969

 

“Dall’arte al cinema, Beatrice individua poi la seconda grande cesura nel rapporto tra arte e sesso in un film: Deep Throat (in Italia «La vera gola profonda», 1972) di Gerard Damiano che per la prima volta affronta l’orgasmo dal punto di vista di lei e sposta la sede del piacere dalla vagina alla bocca. Mentre, alla fine degli anni Ottanta, con l’incontro tra l’artista americano Jeff Koons e la pornostar Ilona Staller - Cicciolina, l’atto sessuale esibito entra negli spazi espositivi istituzionali e genera scalpore. Non mancano, nel libro, riferimenti alla fotografia: il nudo glamour di Helmut Newton, «l’omosessualità aspra ed esplicita» di Mapplethorpe, le trasgressioni visive del giapponese Araki”.

Carla Ruffino, IlSole24Ore

LUCA BEATRICE (Torino 1961), critico d’arte contemporanea, docente universitario e curatore, ha realizzato monografie e cataloghi di mostre di importanti artisti italiani e internazionali. Ha curato il Padiglione Italia alla Biennale di Venezia 2009. Da luglio 2010 è Presidente del Circolo dei lettori di Torino. Per Rizzoli ha pubblicato NEL 2012 Pop. L'invenzione dell'artista come star; nel 2010 Da che arte stai? e nel 2011, con Marco Bazzini, Live. L’arte incontra il rock.

(gelormini@affaritaliani.it)

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