A- A+
PugliaItalia
NYT, indagine sull'olio d'oliva Coldiretti: compatti contro frodi

“Fuori i mercanti dal tempio. E’ proprio il caso di dirlo, per riuscire finalmente a bloccare frodi e sofisticazioni e farla finita con gli ‘sfotto’’ delle testate giornalistiche americane che espongono a pubblico ludibrio un comparto economico importante, a causa di pochi ‘piccoli chimici’ che danneggiano migliaia di produttori onesti.. Non bastava lo ‘Slippery business’, l’affare scivoloso di cui ha parlato Tom Mueller su “The New Yorker” qualche tempo addietro, ora è la volta del blasonato New York Times di mettere alla berlina il comparto olivicolo-oleario italiano. Le truffe dell’extravergine in Italia sono divenute fumetti di derisione degli inganni del falso Made in Italy che stanno provocando il “suicidio” del prodotto simbolo della dieta mediterranea". 

E’ il Presidente della Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, a commentare le vignette di Nicholas Blechman del New York Times dal titolo “Il suicidio dell’extravergine - l’adulterazione dell’olio di oliva italiano” che illustrano con una serie di 15 disegni la produzione nazionale di extravergine come un covo di truffatori, protetti dal potere politico, che importano olio dall’estero da adulterare e miscelare con quello nostrano per poi spacciarlo come Made in Italy, in barba anche alle forze dell’ordine http://www.nytimes.com/interactive/2014/01/24/opinion/food-chains-extra-virgin-suicide.html?_r=0.

E poi aggiunge: "Sappiamo  bene che il mercato dell’olio in Italia è drogato e a pagarne le spese sono proprio gli olivicoltori – come quelli pugliesi - che ‘fanno’ prodotto vero, di qualità, ‘made in Italy’ senza inganni, tipico. Il problema, da noi costantemente denunciato, si è ‘guadagnato’ per l’ennesima volta la ribalta internazionale, nuocendo all’immagine complessiva del Paese”.

“Sotto il pressing durato anni di Coldiretti – ricorda il Direttore di Coldiretti Puglia, Antonio De Concilio – è stata approvata legge “salva olio Made in italy”, un risultato straordinariamente importante, raggiunto nonostante le tante ‘insidie’ di quanti – italiani e pugliesi - intendevano, senza esserci riusciti, ostacolare il percorso di trasparenza e legalità che il comparto olivicolo-oleario aspettava da anni. Oggi abbiamo la possibilità di dare un’altra sterzata al problema in Parlamento - continua De Concilio - dove approvare uno specifico emendamento diretto a rispondere alle osservazioni dell’Unione Europea ed a rendere operativa la norma ed il Decreto ministeriale pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 18 ottobre 2007 che ha imposto in Italia l’obbligo di etichettatura dell’olio extra vergine di oliva, ripristinando tra l’altro il tappo antirabbocco a tutela del vero extravergine italiano anche nella ristorazione. Si tratta di strumenti di cui le forze dell’ordine possono avvalersi per rendere ancora più efficace la straordinaria opera di contrasto alla criminalità nel comparto olio. L’Italia ha dunque l’occasione di ricostruire una credibilità internazionale e di salvaguardare il mercato di una primaria realtà economica”.

In Puglia nonostante il riconoscimento comunitario per 5 oli DOP (Denominazione d’Origine Protetta)  al ‘Terra di Bari’, ‘Terra d’Otranto’, ‘Dauno’ e ‘Collina di Brindisi’ e ‘Terre Tarentine’ ed una produzione pari a 11 milioni di quintali di olive ed oltre 2,2 milioni di quintali di olio, con un'incidenza della produzione olivicola regionale su quella nazionale pari al 36,6% e al 12% di quella mondiale, è proprio il comparto olivicolo-oleario ad essere maggiormente colpito dal fenomeno delle sofisticazioni.

Coldiretti log
 

Nel corso dell’ultimo decennio le importazioni complessive di oli di oliva in Puglia sono cresciute più rapidamente delle esportazioni, confermando il sostanziale deterioramento della posizione competitiva della filiera pugliese sui mercati esteri. Le importazioni complessive di oli di oliva ammontano in media a circa 87.000 tonnellate, di contro le esportazioni si aggirano sulle 38.000 tonnellate. Gli oli stranieri vengono importati principalmente da Spagna, Grecia e Tunisia, acquistati a prezzi più bassi rispetto al prodotto regionale e utilizzati dagli imbottigliatori per l’ottenimento di blend con oli regionali.

Dall’estensione del reato di contraffazione di indicazioni geografiche a chi fornisce in etichetta informazioni non veritiere sull’origine all’introduzione di sanzioni aggiuntive come l’interdizione da attività pubblicitarie per spot ingannevoli, dal rafforzamento dei metodi investigativi con le intercettazioni al diritto di accesso ai dati sulle importazioni aziendali, dal riconoscimento di  nuovi parametri e metodi di controllo qualitativo alla fissazione di sanzioni in caso di scorretta presentazione degli oli di oliva nei pubblici esercizi, fino all’introduzione in etichetta del termine minimo di conservazione a 18 mesi dalla data di imbottigliamento, sono alcune delle  novità introdotte dal provvedimento.

(gelormini@affaritaliani.it)

Iscriviti alla newsletter
Tags:
new york timescoldirettisofisticazioniindagineolio extravergineoliva
i blog di affari
BANDI ERASMUSPLUS, AIUTI AI GIOVANI, ESSP PER SICUREZZA SOCIALE LAVORATORI
Boschiero Cinzia
Unioni civili, l'iter da seguire se si vuole divorziare
di Avv. Francesca Albi*
Svizzera, sì al Green Pass: il golpe globale del regime sanitario
L'OPINIONE di Diego Fusaro
i più visti


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.