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"Ode al Sindaco" di Besnik Sopoti

Uomo del ventunesimo secolo

                               a Nicola Magrone 

  

Io che dell'oppressione e dell'onta cantore fui

il presente sul passato accampo

il futuro

Sopoti Besnik3
 

si

il futuro sull'oggi del mondo

in quest'epoca buia

stasera accampo

Per voi donne e uomini del pianeta luce

l'invisibile geografia dell'anima

sfiorerò

Dell'uomo sequoia

qualità e carattere

cantore

sarò

 

Così pensoso e silente

dimmi

Diogene dei nostri giorni

per le mute strade della nostra città

Cosa mai vai cercando

Lontano

anni luce lontano

il fine

Ma c'è sempre una causa

per cui combattere

morire

Sopoti Besnik1
 

 

Ribellati molto

obbedisci poco

uomo

del ventunesimo secolo

Al di là dello spazio e del tempo

dai nuovi orizzonti del domani

l'eroe ribelle

cantato sarà

L'amore dell'assolata terra

la difesa di tutto ciò che è legale

l'apoteosi del bene contro il male

stasera

con te canterò

Sopoti Besnik2
 

 

Il seme della fermezza e le stelle che sbocceranno

con mani di vento e rulli di tamburo

ogni sera

uomo ribelle del ventunesimo secolo

in cuor tuo e in quelli che verranno

con gioia e fiducia

per sempre pianterò.

 

Besnik Sopoti

 

Tags:
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