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defranchi1Bari – Fuori Franco Albore, dentro Rocco De Franchi. La Giunta Emiliano perde un altro assessore: dopo Cinzia Masciopinto e Lino Pasculli, ma anche Gennaro Palmiotti e Annabella De Gennaro è l’ex esponente dell’Udeur a dover abbandonare i banchi dell’esecutivo.
 
 
La sfiducia è arrivata formalmente solo questa mattina ma i malumori sembrano star covando già da un po’ se si conta che rumours attestati darebbero l’assessore uscente in quota Dc in contatto con Raffaele Fitto per le prossime comunali. Che un blitz abbia accelerato il divorzio con la maggioranza? Intanto il primo cittadino Michele Emiliano ha già designato il successore: si tratta di Rocco De Franchi, che riceve in toto le deleghe di Albore (Commercio, Attività produttive, Mercato ortofrutticolo). Alla prima esperienza in una pubblica amministrazione 33 anni, nato a Bari, sposato e padre di due figli, De Franchi è avvocato amministrativista, esperto in servizi pubblici locali e specializzato in discipline parlamentari presso la LUISS di Roma.
 
 
Se il dottore di ricerca in Diritto pubblico dell’Economia presso l' Ateneo barese sarà solo la prima delle new entries della squadra del Sindaco non è ancora dato saperlo. In compenso le grandi manovre per il post Emiliano sono ufficialmente aperte. A partire dal nodo delle consultazioni per la nomination. Gli ultimi a frenare sull’ipotesi di primarie sono stati gli alleati di Sel attraverso una nota: “Sbagliato darle per scontate”, hanno mandato a dire alla vigilia del primo incontro di coalizione, citando gli esempi di Davide Carlucci o Paola Natalicchio, usciti vincitori dalle ultime Amministrative, scongiurando qualsiasi degenerazione dei gazebo a "strumento paracongressuale per governare equilibri interni al Pd". E dalle fila dei democratici era uscito allo scoperto anche l’ex eurodeputato Giovanni Procacci, per nulla restio a smentire la blindatura del metodo. Infine ci sarebbero i “mediatori”, come Maria Maugeri, che vedrebbero di buon occhio una via mediana rappresentata dall’ipotesi di voto popolare solo dopo che dalla Capitale siano chiari gli esiti del Congresso e una volta concordati coalizione e programma. La stilettata? È Pietro Petruzzelli, aspirante allo scranno più alto della Sala Dalfino, a riservarla ai colleghi di partito: “Le primarie vanno celebrate prima del congresso del PD e non dopo. Confondere i due piani sarebbe un grossissimo errore. A meno che, non si è in malafede..."
 
(a.bucci1@libero.it)
 
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