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PugliaItalia
AntonioDecaro 01   CopiaBari –  “Questo è un Governo innaturale, allora si decidano pochi punti precisi sui quali lavorare e poi si vada al voto”: non ha dubbi, Antonio Decaro, nel day after del Consiglio dei Ministri che ha eliminato l’Imu sostituendola con la nuova tassa sui servizi e a poche ore dalla chiamata alle armi del Cavaliere, furioso per il verdetto sul caso Mediaset. Dal Pd tirano dritto e se Enrico Letta trattiene il fiato e guarda già all’autunno, Matteo Renzi frena sulle larghe intese che “non devono diventare un’ideologia”. Che venti spirano sui Palazzi della Capitale e nel partito democratico? Che cosa cambia con le nuove misure approvate e come incidono sui Comuni? Affari ne ha parlato con il neo deputato dem ed ex capogruppo in Via Capruzzi, con un occhio alle Amministrative del dopo Emiliano e alle grandi manovre pugliesi.
 
 
Dal Pdl non hanno perso tempo ad intestarsi il decreto Imu ma che cosa cambia con la service Tax per i Comuni e come si copre il buco lasciato scoperto quest’anno? Michele Emiliano su Twitter è stato tranchant: “Pagheranno i più deboli”…
 
"Ed è così, alla fine non si capisce: togliamo l’Imu ma la rimettiamo con un altro nome e dovevamo incidere maggiormente su chi ha grandi patrimoni. Il buco lo stiamo coprendo con un inevitabile aumento dell’Iva e non è per nulla un fatto positivo dal momento che il rischio effettivo è quello di ridurre i consumi, è un cane che si morde la coda. Il problema è che, secondo me, l’Imu non era la questione più importante da affrontare, specie in questi termini, e soprattutto non si possono votare provvedimenti ad hoc solo perché in alternativa cade il Governo, in quel caso non sono disponibile".
 
Nonostante le esternazioni del Cavaliere, però, la crisi dell’esecutivo sembrerebbe scongiurata. Letta ha parlato di “orizzonte lungo”, archiviando i 18 mesi di durata citati tempo fa, convinto che “le vicende giudiziarie di Berlusconi, la sua eventuale decadenza da parlamentare, non incideranno sulla tenuta del Governo”: è così? E quale sarebbe la scadenza naturale di questo Governo?
 
"Certo che la sopravvivenza dovrebbe prescindere dalle vicende giudiziarie di Berlusconi, che peraltro è stato condannato in terzo grado. Questo è un Governo innaturale, allora si decidano pochi punti precisi sui quali lavorare, come la legge elettorale, e poi si vada al voto. Secondo me non si dovrebbe andare oltre il 2014. Qualcosa di importante, intanto, è stato fatto, ad esempio sugli esodati ma dobbiamo continuare a lavorare per creare opportunità lavorative e non solo per i giovani: ad esempio per coloro che hanno più di 50 anni".
 
vendola emiliano
 
Sul fronte interno il premier non ha voluto prendere posizione nello scenario pre congressuale. La sua di presenza, invece, ai vertici renziani in Puglia, dopo l’endorsement del Sindaco di Bari e prima delle aperture di Vendola, ha avuto non poca risonanza: ancora convinto della reale possibilità di un ticket Renzi-Civati come diceva qualche mese fa? E se non ci dovessero essere gli estremi?
 
"Spero che si faccia il Congresso il prima possibile. Non è nemmeno questione di divisione tra premier e segretario: non è necessario che le due figure coincidano, e per statuto coincidevano, ma è chiaro che un candidato premier si senta maggiormente sicuro se è lui stesso a guidare il partito. E spero anche che esista la possibilità di un ticket tra Renzi e Civati: sono cresciuto con loro, li frequento da tempo e non mi aspettavo che si candidassero entrambi a capo del Pd, uno è più portato per governare, l’altro per le questioni politiche, quindi il loro potrebbe essere un accordo congressuale o post congressuale… non sono per la rottamazione tout court, ecco".
 
In compenso continuano a circolare rumours di suoi incontri romani con il primo cittadino di Firenze. Il centrodestra ha già annunciato che chiuderà sul nome del candidato Sindaco del capoluogo entro settembre, la road map del centrosinistra che tempi prevede?
 
"Renzi mi ha solo detto che fare il Sindaco è una bellissima esperienza ma nessun lasciapassare particolare da parte sua, sia chiaro: il Sindaco di Bari non lo decide Matteo Renzi, si faranno regolarmente le primarie per individuare il candidato, si stanno aprendo già i tavoli e ci sono stati già incontri importanti con tutto il centrosinistra, a tempo debito valuteremo insieme. Così come anche sul Congresso regionale non è per nulla scontato che si ripropongano gli stessi schemi nazionali, lì toccherà a Sergio Blasi, che è il segretario uscente ed ha lavorato con non poche difficoltà, dire se si vorrà ricandidare o meno".
 
 
Guglielmo Minervini ha parlato apertamente di necessità di discontinuità rispetto all’amministrazione uscente…
 
"Beh, Emiliano non si può ricandidare, quindi rispetto a lui una discontinuità ci sarà di sicuro [ride ndr]. Battute a parte, invece, il bilancio, secondo me, non può che essere positivo: all’inizio si è lavorato molto bene, anche perché c’erano più possibilità economiche sulle quali poi ha impattato il Patto di Stabilità e, se è vero che il secondo mandato ha subito un naturale affievolimento della capacità propulsiva, è anche perché, proprio in virtù di quelle difficoltà economiche, ci sono stati non pochi problemi".
 
Finale di mandato: quali dovrebbero essere le priorità per l’ultima parte dell’Emiliano bis?
 
"Sicuramente il decentramento amministrativo, che avevamo preso come impegno, e poi alcune opere pubbliche in particolare: penso al water front di San Girolamo, dal quale far ripartire l’opera di ricucitura del legame tra la città e il mare, ma anche dalla Caserma Rossani, un vuoto urbanistico nel quale pensare ad una grande area verde e ad un contenitore per riparlare di arte e di cultura".
 
(a.bucci1@libero.it)
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