A- A+
PugliaItalia

 

“Le acque della diga del Pertusillo sono potabili, i valori rientrano nei limiti fissati dalla legge e i dati sono costantemente monitorati”. Così la società Acquedotto pugliese aveva rassicurato i cittadini, fornendo gli studi relativi alle più recenti analisi condotte su campioni di acqua “grezza”, prelevati dall’invaso. “Dalla lettura delle tabelle – dichiarava Aqp – si evince il rispetto dei limiti di legge per l’acqua potabilizzata per tutti i parametri riportati, ivi incluso il parametro idrocarburi policiclici aromatici (Ipa)”. “Per quanto riguarda il parametro Bario, per il quale non esiste un limite di legge per le acque potabili – precisava la società pugliese – esso presenta un valore sensibilmente inferiore a quanto indicato dall’ultima guida dell’Organizzazione mondiale della sanità”.
 
Eppure diversi sono i pugliesi che, ad oggi, denunciano la mancanza della redazione di un progetto, da parte della Regione Puglia, per la tutela e salvaguardia del territorio. Il dramma, infatti, torna prepotentemente all’attenzione dei cittadini: le analisi di campioni di acque e sedimenti, realizzate da associazioni ambientaliste e dalla Professoressa Albina Colella, Ordinario di Geologia e Sedimentologia dell'Università della Basilicata, hanno evidenziato “la presenza di alte concentrazioni di idrocarburi e di metalli pesanti (bario, manganese, vanadio, boro, nichel, piombo, cadmio, zinco, alluminio, ferro, etc.), che spesso superano i limiti previsti dalla legge. Nei sedimenti, in 7 campioni su 11 la quantità di idrocarburi supera il limite di legge preso come riferimento, e cioè quello dei suoli (= 60 milligrammi/chilo; D.Lgs. 152/2006), in mancanza di uno specifico per gli idrocarburi nei sedimenti dei laghi, e arriva fino a 559 milligrammi/chilo, cioè fino a 9 volte il limite di riferimento”. Leonardo Calò, responsabile per la provincia di Lecce dell’associazione  Ambiente e/è Vita, aggiunge: “I dati riguardanti il Pertusillo in Basilicata, che rappresenta uno dei principali punti di partenza dell’acquedotto pugliese, sono sconcertanti: accertano la presenza di metalli pesanti e tossici come lo zolfo, il nichel, il cromo, il cobalto, il rame, il piombo, l’alluminio, il ferro e una quantità di bario che supera di molto il limite consentito”.
 
Una storia antica quella del lago di “Pietra del Pertusillo”, “la cui qualità delle acque – come ricorda la Professoressa Albina Colella - viene compromessa dall’attività antropica”. L’invaso del Pertusillo, che si trova nella parte meridionale dell’Alta Val d’Agri - circa 2.5 km a valle del Centro Oli di Viggiano, una vera e propria raffineria -, è circondato dal più grande giacimento di idrocarburi in terraferma d’Europa. “L’invaso – spiegano il Professore Civita, Ordinario di Idrogeologia Applicata del Politecnico di Torino, la stessa Colella, il geologo Giampiero D’Ecclesiis, il Professore  Ordinario di Geologia dell’Università di Napoli Federico II, Franco Ortolani, ed il Vicepresidente Ass. Medici per l’Ambiente (ISDE) e Primario Medicina Interna presso l’ Ospedale di Castrovillari, Ferdinando Laghi - ha una capacità di circa 155 milioni di metri cubi d’acqua, di cui il 65,6% viene fornito alla Puglia a scopo potabile e il 34,4% alla Basilicata a scopo irriguo e potabile”. Molti, purtroppo, gli errori compiuti fino ad oggi e, tra questi, “un sistema di monitoraggio ancora in fase di avvio e, peraltro, non esaustivo di tutte le matrici ambientali necessarie per un monitoraggio ambientale integrato (suolo e sottosuolo, acque superficiali e sotterranee, atmosfera, vegetazione, fauna ed esseri umani)”.
 
Inquinamento Pertusillo2Non vi è dubbio per i ricercatori, quindi, sui rischi di inquinamento delle acque dovuti alle attività petrolifere: “Le perforazioni petrolifere attraversano sicuramente diversi acquiferi sovrapposti. In Alta Val d’Agri alcuni pozzi petroliferi sono ubicati nell’area di ricarica degli acquiferi, ovvero un’area ad elevatissima vulnerabilità all’inquinamento” . Attività che, spesso, vengono condotte nel non pieno rispetto delle leggi nazionali, portando a conseguenze catastrofiche: “Nella primavera del 2010, 2011, 2012 il lago – si racconta nella relazione presentata al Convegno scientifico “Tutela del Territorio, tra petrolio, acqua e sismicità” - è stato soggetto a fenomeni di eutrofizzazione con fioritura di alghe e moria di carpe a causa di biotossine algali. La fioritura algale è normalmente causata da abbondanza di nutrienti nell’invaso, come fosforo, azoto e zolfo, che possono derivare da reflui fognari non depurati, scarichi abusivi, fertilizzanti, pesticidi, prodotti zootecnici, ecc. Lo zolfo è legato anche al petrolio, poiché è presente come impurità nell’olio greggio (a 2,5 km dall’invaso del Pertusillo c’è il centro Oli di Viggiano, dove si realizza la desolforazione del greggio)”. I professori, inoltre, raccontano: “Nei sedimenti le più alte concentrazioni di idrocarburi e metalli pesanti non si trovano allo sbocco del Fiume Agri nell’invaso del Pertusillo, come ci si aspetterebbe, trattandosi del corso d’acqua più grande con il più vasto bacino idrografico, bensì alla confluenza di due piccoli fossi, poco a monte del loro sbocco nel Pertusillo, e cioè il Fosso di Spetrizzone e il Fosso di Spaccamogliera. Abbondante nei sedimenti è il bario, un metallo che viene comunemente usato come additivo nei fanghi di perforazione petrolifera. Anche in questo caso la maggiore concentrazione di bario è stata misurata alla confluenza dei Fossi di Spetrizzone e Spaccamogliera”. E precisano come l’Acquedotto Pugliese stesso abbia “reso nota la presenza di idrocarburi e di bario nelle acque del Pertusillo, già potabilizzate dall’impianto di Missanello”.
 
Le richieste: “Per il rischio di contaminazione delle acque, è strettamente necessario ed urgente che tutti gli Enti sovraordinati (Regione, Provincia, Comuni) applichino la normativa vigente (D.Lgs. 152/06 e precedenti sino al DPR 236/88) che prevede la delineazione delle aree di salvaguardia di sorgenti, pozzi e specchi d’acqua che forniscono o possono fornire acque destinate al consumo umano. Urgente per l’Alta Val d’Agri è la realizzazione di un monitoraggio ambientale integrato e l’istituzione di un centro di studi per la protezione ambientale del territorio, in grado di raccogliere dati, effettuare misure e analisi, gestire i monitoraggi etc. E’ necessario anche adeguare l’attuale apparato legislativo che sovrintende alle ricerche e attività petrolifere nel sottosuolo interessato da faglie attive sismogenetiche, al fine di garantire la sicurezza ambientale, la tutela di tutte le georisorse e la sicurezza dei cittadini”.
 
(s.damore85@gmail.com)
Tags:
pugliaaqppertusillo
Loading...
i blog di affari
Riminaldi incontra il Guercino e i giganti del Barocco
Gian Maria Mairo
PROGETTI PER CARCERI, GIUSTIZIA, VOLONTARIATO, CINEMA, DONATORI SANGUE
Boschiero Cinzia
Aggio esattoriale da abolire: denuncia di PIN
i più visti


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.