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SanitàUn Salento fortemente penalizzato, a proposito del riordino alla rete ospedaliera previsto dalla Regione Puglia, quello che riscontra Francesco Cimino, vicepresidente del consiglio provinciale di Lecce: "Nelle province di Taranto e Lecce – dichiara Cimino - scompaiono tutti i piccoli ospedali, aggregati ad ospedali più grandi e sottratti al loro territorio di prossimità. Via Nardò (nonostante le promesse elettorali), via Poggiardo, già da tempo dismessi e resi praticamente inattivi Maglie, Gagliano del Capo e Campi Salentina". Intenzione del vicepresidente del consiglio provinciale, quindi, è di chiedere la sospensione della delibera di giunta regionale 3006 del 27 dicembre 2012, garantendo l’inizio di un confronto costante con le istituzioni politiche, con le parti sociali e con la Asl.

Il vicepresidente del consiglio provinciale, Cimino, evidenzia: "In particolare si veda l'Ospedale di Lucera (plesso di San Severo) con 85 posti letto, l'Ospedale di Terlizzi (plesso del San Paolo) con 77 posti letto, l'Ospedale di Corato (plesso del San Paolo) con 76 posti letto, l'Ospedale di Triggiano (plesso del Di Venere) con 70 posti letto, l'Ospedale di Canosa (plesso di Andria) con 71 posti letto, Trani (plesso di Bisceglie) con 72 posti letto, Fasano (plesso di Ostuni) con 72 posti letto”. “Lo sconcerto aumenta – prosegue Cimino - quando si entra nel merito di ogni singolo Ospedale fra quelli su citati, tanto che viene il dubbio sia sulle conoscenze sulla organizzazione ospedaliera dei tecnici che hanno redatto il piano di riordino, sia sui motivi Politici che hanno indotto la Giunta Vendola ad approvarlo. Come si può pensare che possano funzionare questi “Ospedaletti” assemblati con reparti che appare più che evidente siano stati messi a caso? Che senso hanno i due posti letto di Chirurgia Plastica ed Oculistica a Terlizzi, paese del governatore di Puglia? Che senso hanno i 4 posti letto di Chirurgia Generale a Corato? Che senso hanno due posti di Ostetricia e quattro di Ortopedia a Trani? Perché a Triggiano troviamo 20 posti letto per malattie infettive e tropicali associati a quelli di Chirurgia e Psichiatria? Ce nesso c'è tra questi reparti?".

Dello stesso parere anche il capogruppo di Centro Democratico alla Regione Puglia, Antonio Buccoliero: "Il diritto alla salute deve essere garantito in tutto il territorio, da Foggia a Santa Maria di Leuca. Chiudendo le Utic (unità di terapia intensiva cardiologica, ndr) di Galatina, Copertino, Scorrano, Gallipoli e Casarano e mantenendo in piedi solo quelle di Lecce e Tricase si mette a repentaglio la vita dei salentini, senza se e senza ma".  Impossibile secondo Buccoliero, infatti, ignorare le patologie cardiocircolatorie in aumento e la primaria importanza delle Utic nel salvare le vite messe in pericolo da tali problematiche: se da una parte, secondo l’attuale Piano di riordino ospedaliero, le Utic di Lecce e Tricase non saranno toccate, d’altra parte verranno certamente chiuse le unità di terapia intensiva cardiologica negli ospedali di Galatina, Casarano, Copertino, Scorrano e Gallipoli, che saranno in seguito convertite in delle "Aree Critiche".

Buccoliero chiede, quindi, l’intervento immediato dell’Assessore Attolini e del Presidente Vendola: “Sono scelte che andranno ad incidere negativamente sul diritto alla salute di ogni cittadino, compromettendo seriamente la buona riuscita di interventi urgenti (si pensi, ad esempio, a persone infartuate)". Prosegue il capogruppo di Centro Democratico alla Regione Puglia: “Sono stati previsti solo i tagli, ma non i servizi che andranno a sostituire quelli soppressi, coadiuvando e snellendo le prestazioni sanitarie locali". E si chiede il perché di un trattamento diverso per il capoluogo pugliese, concludendo: "Questi tagli, fino ad oggi, vengono indicati solo per il Salento, mentre nella provincia di Bari, ad esempio, vengono mantenuti in piedi reparti con soli due posti letto".

 

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