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Piano Riordino Ospedaliero Puglia Oltre 30milioni di € per Taranto

Il governo nicchia e si aggrappa all'azione della Magistratura, che andrebbe verso una risoluzione della controversia ambientale con l'Ilva e col recupero di 1,3 o 1,4 miliardi di € - per il risanamento dell'area siderurgica - che è tutt'altra cosa dello stanziamento straordinario per la salute e la sanità delle persone colpite o interessate dalla deriva epidemiologica, e la Regione Puglia decide di stanziarne 30, di milioni di €, mentre approva il Piano di Riordino Ospedaliero.

Sarà una rete ospedaliera più efficiente e un’organizzazione territoriale in grado di soddisfare le esigenze sanitarie e socio-sanitarie dei pugliesi. La Giunta regionale ha approvato il Piano di Riordino Ospedaliero e la nuova organizzazione dell’Aress, che si trasforma in Agenzia regionale Sanità e sociale

Gli obiettivi sono quelli di migliorare la capacità assistenziale degli ospedali pugliesi e, nel contempo, la capacità della nostra regione di programmazione, ricerca e rapporti internazionali tramite l’Aress.

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Gli ospedali per malati acuti diverranno qualificati a gestire su base provinciale tutte le patologie ad oggi presenti sul territorio, con particolare attenzione alla rete delle emergenze. Verrà ulteriormente irrobustita l’azione delle due aziende ospedaliere universitarie (Bari e Foggia) e degli Irccs pubblici (Oncologico di Bari e De Bellis di Castellana) con la collaborazione ulteriore dell’Irccs di San Giovanni Rotondo.

La rete territoriale, invece, soddisferà le esigenze dei pugliesi che presentano patologie croniche, consentendo il loro trattamento nei territori di residenza, differenziando in questo modo chi ha un bisogno urgente da chi invece deve essere controllato e monitorato con periodicità.

Analogamente la rete territoriale affronterà le tematiche legate all’infanzia e all’età evolutiva nei territori di residenza, sviluppando anche il ruolo di hub dell’Ospedale Giovanni XXIII di Bari.

La riorganizzazione della rete ospedaliera consentirà di superare le inefficienze attuali e concentrare risorse economiche strutturali e professionali in modo più adeguato alla nuova realtà assistenziale 

La riconversione della rete ospedaliera e l’efficientamento della rete territoriale che portano benefici a tutte le province pugliesi, consentirà un migliore investimento delle risorse e il recupero di oltre 30 milioni di euro che la Giunta regionale ha deciso di destinare all’area di Taranto per incrementare ulteriormente la capacità assistenziale e della prevenzione delle patologie oncologiche attuali e attese nell’area.

L’area di Taranto avrà il suo Polo oncologico: l’Ospedale Moscati ne diverrà il riferimento e sarà dedicato esclusivamente alle patologie oncologiche, con la collaborazione del’Irccs oncologico di Bari per accelerarne l’operatività e, nel contempo, realizzare una sinergia utile a tutta la Puglia. 

Sanità ospedali
 

Nella Provincia di Taranto l’attuale offerta di posti letto è pari a 884. Con la delibera di Giunta di febbraio (n. 161/2016) si ipotizzava di aumentarli a 1067. La Giunta regionale, con la programmazione odierna, accogliendo le proposte e le richieste dei cittadini e recependo quanto emerso nel dibattito in Consiglio regionale, li porta a 1081 con un incremento del 22% rispetto alla dotazione attuale.

“Grazie alla collaborazione del Consiglio regionale e della Commissione Sanità abbiamo oggi definitivamente chiuso e approvato in Giunta il Piano di riordino ospedaliero. E abbiamo dimostrato con i fatti che il Piano non indebolisce la sanità né riduce la spesa in senso tecnico ma ci consente di riallocare con maggiore personale e risorse”.

Ad illustrare le principali novità contenute nel Piano di riordino ospedaliero, approvato precedentemente dalla Giunta regionale, è lo stesso presidente della Regione, Michele Emiliano, con l’assessore al Welfare, Totò Negro, Giancarlo Ruscitti e Giovanni Gorgoni.

“Il Piano di riordino - ha illustrato Emiliano - si fonda su un elemento essenziale, e cioè sul rafforzamento della sanità territoriale con un investimento di 404 milioni. Questa sarà un’assoluta priorità. Il Piano si fonda anche su un altro elemento, e cioè sul potenziamento della rete di emergenza urgenza che vedrà l’attuazione di un solo criterio: non si può avere un ospedale ovunque ma piuttosto una rete di emergenza urgenza che consenta di raggiungere in tempi rapidi e stretti la struttura ospedaliera migliore per il paziente”.

Michele Emiliano ha poi spiegato in cosa consiste il rafforzamento della sanità tarantina: “C’è un impegno importantissimo della Regione Puglia sulla provincia di Taranto e sulle sue specificità epidemiologiche. Investiremo 30 milioni di euro in più rispetto al passato nella provincia di Taranto".

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"Questi 30 milioni in più - ha spiegato Emiliano - si trasformeranno in posti letto (più 22%), in personale, in macchinari e nella realizzazione fondamentalmente di due strutture, il Polo oncologico del Moscati connesso al Santissima Annunziata e collegato, con convenzione, all’Irccs oncologico di Bari ed alle oncologie pugliesi, per la ricerca e l’assistenza ma soprattutto la ristrutturazione della oncoematologia pediatrica all’interno della Santissima Annunziata, accogliendo quanto richiesto da 22mila cittadini tarantini. Se al Senato dovessero correggere l’errore commesso alla Camera e quindi concedere l’ulteriore finanziamento di 50 milioni di euro, potremmo fare molto di più”.

“Noi abbiamo fatto quindi una precisa scelta politica, quella di investire in modo speciale nella sanità di Taranto - ha aggiunto Emiliano - come peraltro ci era stato chiesto da cittadini, sindaci, consiglieri regionali, deputati. Il che evidentemente significa che questo Piano di riordino non è frutto di elaborazioni di vertice ma è stato costruito dal basso ascoltando tutti e accogliendo quasi tutti i suggerimenti più importanti che il Consiglio regionale ci aveva dato attraverso la Commissione Sanità”.

Emiliano ha sottolineato, infine, che “questo rafforzamento della sanità tarantina avviene a fiscalità invariata”. “Vorrei precisare infine - ha sottolineato il Presidente - che nessun ospedale è stato declassato,. Nel passato cioè non esisteva una classifica degli ospedali. La classifica degli ospedali che noi abbiamo applicato è quella contenuta nel DM70. È la prima volta quindi che alcuni ospedali vengono classificati a seconda delle caratteristiche che hanno. Tra l’altro la classificazione non incide sulla qualità delle cure ma solo sulla specializzazione di ciascun ospedale".

"Credo che il Piano sia stato gestito con grandissima intelligenza da sindaci, cittadini e personale sanitario. Ringrazio quindi davvero  - ha concluso Emiliano - tutti i sindaci della Puglia, tutti i cittadini, i sindacati e tutti coloro che hanno contribuito alla scrittura del Piano. Naturalmente voglio cogliere l’occasione per ringraziare Giovanni Gorgoni che è l’autore di questo Piano e che oggi scambia il ruolo con Giancarlo Ruscitti che avrà il compito di metterlo in esecuzione”.

(gelormini@affaritaliani.it)

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