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PugliaItalia

Bari  “Come in tutte le battaglie ci sono dei momenti difficili e la notte scorsa è stato uno di questi. Il mio gesto era esclusivamente legato al sentimento che ho avvertito di dover difendere la Puglia e i democratici pugliesi”. Sono già rientrate le dimissioni, balenate nel pomeriggio insieme alle dichiarazioni al curaro, quando il segretario Sergio Blasi commenta la combattuta direzione nazionale chiamata ad approvare le liste per le prossime Elezioni Politiche

Erano da poco passate le 14 quando aveva annunciato lo strappo: “In pieno e aperto dissenso con il gruppo dirigente nazionale del Pd per aver tradito lo spirito delle primarie e invaso le liste pugliesi di immigrati dal nord mi dimetto”; il riferimento era ai rumours giunti dalla Capitale secondo i quali sarebbero stati catapultati nelle liste pugliesi Ivan Scalfarotto e Francesca Marinaro, sostituendo rispettivamente il rettore dell’Università di Bari Corrado Petrocelli, in corsa per il terzo posto a Montecitorio ed il salentino patron della Fondazione “Notte della Taranta”, Massimo Bray, al Senato. Poi il “costruttivo colloquio” con il segretario Bersani, la mediazione e la quadra trovata. Mantenute le teste di serie Finocchiaro e Cassano, il vicepresidente dei democratici rimedia il tredicesimo posto alla Camera, lasciando a Bray il terzo dopo Michele Bordo, campione di preferenze in Capitanata. Al dodicesimo il franceschiniano Alberto Losacco, mentre non c’è niente da fare per Anna Paola Concia, che correrà in Abruzzo, candidata al Senato dal terzo gradino del podio: “Sono felice di tornare nella mia terra. Grazie a chi mi ha sostenuta", fa sapere da Facebook. In discesa di due posizioni rispetto alla proposta del partito regionale il tarantino Ludovico Vico, al diciassettesimo posto, mentre la sorpresa è l’entrata in lista dell’ex europarlamentare Enzo Lavarra.
 
“Abbiamo cercato fino all’ultimo di mettere in sicurezza il risultato delle Primarie. Mi preme sottolineare che è stata salvaguardata la valorizzazione delle specificità del territorio e quella parte di competenza e sensibilità civica che come Partito regionale avevamo proposto”, spiega il segretario regionale; “siamo riusciti a spalmare la quota nazionale su tutta la lista sino alle ultime posizioni utili e non solo nella parte alta come pure ci veniva richiesto”, precisa, ringraziando per la fiducia proprio Bray e Petrocelli, fino all’ultimo sul filo del rasoio. Per il Rettore dell’Ateneo barese si profila la settima posizione al Senato, facendo slittare nuovamente all’ottavo la renziana Giusi Servodio, come da indiscrezioni della vigilia.
 
 
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Decaro e il coraggio del partito - “Il Pd nazionale non è stato coraggioso fino in fondo, mantenendo una quota di persone bloccate e impedendo o ostacolando candidature spontanee”, sgombra il campo il capogruppo uscente in Via Capruzzi, parlando della “sensazione di combattere con altre 15 persone su un unico ring contemporaneamente”, avuta durante la contesa. “Per fortuna oggi sono tra quelli in piedi ma guardare quelli che sono rimasti per terra e i lividi sul mio corpo dà alla vittoria un sapore amaro. Un mio grande rammarico in questa vicenda”, spiega, “è quello di non poter proseguire il cammino con il mio amico, prima che collega, Fabiano Amati [autosospeso dal gruppo consiliare insieme ai compagni di scranno Pentassuglia e Mennea ndr] a cui i vertici nazionali hanno negato la deroga per la candidatura”.
 
Amati, le dimissioni “irrevocabili” di Blasi e lo spirito delle primarie – “È un manicomio!”, aveva sbottato l’assessore alle Opere Pubbliche nel pomeriggio, in pieno braccio di ferro a liste ancora aperte, per poi rincarare la dose quando i dati diventano certi. “Non ho parole, Blasi si era dimesso (irrevocabilmente) perché si stava tradendo lo spirito delle primarie. Le dimissioni poi sono rientrate ma lo spirito delle primarie è rimasto tradito. Cosa sarà mai successo? Ci sono tante persone che hanno partecipato alle primarie, con risultato utile, ma poi sono state scavalcate da molti che alle primarie forse non hanno nemmeno votato. Non vi sembra strano che a denunciare debba essere io, che non ho alcun interesse, essendo stato escluso dalla gara ben prima che cominciasse?”
 
Il terzo posto di Tomaselli – “Il terzo posto nella lista del Senato in Puglia dopo Anna Finocchiaro e Nicola Latorre come proposto dalla Direzione regionale e confermato oggi definitivamente è una enorme gioia da condividere con tanti e con chi vuole bene alla nostra terra e al Pd”, commenta a caldo il senatore di Francavilla Fontana, “e da domani al lavoro con ancora più impegno per vincere le prossime elezioni, per Bersani e il centrosinistra alla guida del paese, per un governo che metta al primo posto il lavoro, il futuro dei giovani, la scuola, il mezzogiorno”.
 
La provocazione e l’emendamento di Mennea – Ruggiero Mennea, consigliere regionale, propone piccato di emendare il primo articolo della Costituzione: "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul Porcellum. La sovranità appartiene al Segretario Nazionale del partito, che la esercita nelle forme e nei modi più convenienti per sè e per il suo gruppo di amici"
 
(a.bucci1@libero.it)
 
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