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La salute è un bene importante su cui alcuni speculano coadiuvati dalla circolazione di notizie false o, in buona parte, sbagliate. Affaritaliani ne parla con Michele Conversano che è il presidente della “Società Italiana di Igiene” (SITI), nonché il direttore del Dipartimento di Prevenzione della ASL di Taranto.

 

Conversano Siti

Quest'anno ci sono stati ritardi nella distribuzione dei vaccini contro l'influenza, questo sta avendo realmente effetto sulla diffusione del contagio?

Prima di tutto col vaccino noi non cerchiamo di debellare il contagio ma le complicanze che in soggetti deboli (bambini, anziani, disabili) possono avere effetti gravi. Quest'anno la vaccinazione è iniziata in ritardo ma, non è questo il problema. C'è stata una cattiva informazione: i vaccini sono talmente controllati che alla prima anomalia riscontrata le fiale sono state subito bloccate. Invece il controllo accurato è stato interpretato come allarmante spia di pericolo e in molti non si sono sottoposti alla vaccinazione. Questo potrebbe essere il problema.

In Italia da tempo non si verificano epidemie... il pericolo arriva con virus e batteri trasportati dagli aerei. Questa è una sindrome da ansia o un pericolo davvero concreto?

Sì, fortunatamente in Italia, alcune malattie come la “difterite” e la “poliomielite” sono state debellate. Tuttavia non si deve abbassare la guardia perché facilmente virus e batteri arrivano dall'estero e non devono trovarci con le difese abbassate. Per esempio: lo scorso anno ci sono stati molti casi di difterite nell'ex Unione Sovietica, quindi il pericolo c'è.

Per queste malattie si vaccinano i bambini, c'è stato un calo delle vaccinazioni?

In Puglia no, qui siamo “virtuosi” da questo punto di vista ma il calo c'è stato in Campania, Lazio, Piemonte e nelle provincie di Trento e Bolzano. Le giovani mamme nemmeno sanno cosa sia la poliomielite e sottovalutano il pericolo.

Oppure sono “sicure” di essere curate bene nei loro ospedali, mi riferisco a Trento e Bolzano.

L'unica arma efficace è il vaccino, almeno per le malattie provocate da virus. No, non è fiducia nella cura ma incoscienza del pericolo.

taranto 2

A Taranto il problema della salute è legato all'inquinamento che si è infiltrato anche nella catena alimentare. Sono state abbattute greggi e tolte le cozze dal Mar Piccolo dunque cosa possiamo mangiare con tranquillità?

Tutto, tutto quel che è nel commercio ufficiale, non certo le cozze vendute in un banchetto abusivo. Facciamo dei controlli molto accurati, anzi i tarantini devono sapere che sugli alimenti qui si fanno più controlli che nel resto d'Italia.

Come e quanto tempo ci vorrà prima che la situazione ritorni nei parametri normali?

La ASL può fare controlli ma la situazione non cambierà finché non verranno fatte le bonifiche. Le bonifiche sono essenziali. Pensiamo al primo seno del Mar Piccolo, lì sotto è terribile tutto quello che si è accumulato, i coltivatori di cozze si sono spostati, stanno pagando il degrado ma la situazione non migliorerà mai finché non saranno avviate le bonifiche del territorio.

Cosa la preoccupa particolarmente?

Gli idrocarburi policiclici aromatici.

Insomma siamo sotto attacco, c'è speranza per Taranto?

Secondo l'ultima relazione dell'Arpa relativa ai 4 mesi in cui l'Ilva ha operato sotto il controllo dei custodi, le rilevazioni ambientali mostrano netti miglioramenti, cioè la quantità di emissioni nocive è decisamente diminuita. Purtroppo questa relazione è passata sotto silenzio ma dimostra che c'è speranza, che si ottengono miglioramenti con accorgimenti come la copertura dei parchi minerali iniziata con l'abbassamento delle collinette. C'è molto da fare, lavoro serio, ma a pochi km dal porto abbiamo un mare splendido che reclama e merita attenzione ed impegno.

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