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PugliaItalia
massimo ferrareseBari – Questa volta il risiko rischia di finire prima ancora che si riapra il fuoco incrociato: mentre i Sindaci italiani votano all’unanimità Piero Fassino al comando dell’Anci, sulle Province arriva il redde rationem del Governo e a sparire è addirittura la parola. “La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Regioni e dallo Stato”, recita il primo dei tre articoli del disegno di legge costituzionale approdato in Consiglio dei Ministri per dribblare la bocciatura sul dl di riordino piovuta dalla Consulta. E con il secondo si cancellano anche gli altri riferimenti sparsi nella Carta.
 
 
Parola al Parlamento, dunque, ma che cosa accade ora e che fine fanno le competenze degli enti soppressi? A chi spetterà gestire la transizione e quali saranno le garanzie a disposizione dei dipendenti? Se sull’ultimo punto è stato lo stesso Letta ad esprimere la piena volontà di “salvaguardare i lavoratori”, sul futuro prossimo di assetti e funzioni saranno le Regioni a dover mettere un punto fermo: indiscrezioni del pre partita suggerivano la nascita di “collegi” composti dai primi cittadini delle aree coperte e chiamati ad occuparsi di ambiente, territorio, trasporto locale e strade, lasciando il resto ai Comuni. A patto che qualsiasi assemblea intermedia non abbia costi aggiuntivi, s’intende.
 
 
FERRARESE: “DIMETTETEVI” - Dall’Upi provano a porre un argine: “Un provvedimento bandiera”, attacca a testa bassa il presidente nazionale Saitta, per il quale “gli italiani sanno che l’Italia non è il paese delle metropoli ma delle piccole città, che senza Province resterebbero abbandonate. E sanno anche che le riforme vere, che ancora il Governo non ha iniziato ad abbozzare nella furia di eliminare le Province, sono molto più urgenti''. In compenso la replica passa dalla Puglia attraverso l’ex numero due Massimo Ferrarese, ultimo inquilino di Palazzo De Leo a Brindisi. “Ai miei tanti ex colleghi, che ancora oggi, nonostante siano stati lasciati senza un euro da destinare ai servizi per i cittadini, senza competenze specifiche e senza autorevolezza, continuano ad occupare la poltrona di Presidente della Provincia e a far occupare altre migliaia di scranni a consiglieri ed assessori provinciali in tutta Italia, per produrre e governare il nulla, dico: abbiate uno scatto di coraggio e di orgoglio”, tuona a caldo mentre cominciano a circolare i primi report dalla Capitale, “inutile rimanere fino a farsi cacciare, lasciate che sia un commissario a svolgere quel semplice ruolo di liquidatore". Affari ne ha approfittato per qualche precisazione.
 
 
Presidente, come valuta l’accelerazione del Governo e le argomentazioni del Presidente Saitta?
 
“Sono molto contento della volontà dell’esecutivo di cancellare le Province, le cui funzioni si possono ampiamente redistribuire tra Stato, Regioni e Comuni. A maggior ragione, dopo le decisioni prese a Roma, dall’Upi difendono l’indifendibile, un carrozzone inutile e che costa ogni anno allo Stato almeno 1 mld di euro. Io per primo mi sentivo Presidente di un ente inutile e significa sentirsi mortificati ogni giorno. Un domani sarà la Storia a decidere se avremo sbagliato”.
 
Dall’opposizione, però, le hanno contestato di essere stato l’unico tra i suoi colleghi pugliesi ad abbandonare la nave, per incapacità di governare e aspirazioni politiche…
 
“A rimanere male spesso sono coloro che vivono dello stipendio della Politica, se sono stato l’unico a lasciare, premesse le motivazioni che abbiamo già citato e l'impossibilità, nella condizione in cui mi trovavo, di dare risposte ai cittadini che mi avevano eletto, è stato anche perché la mia sembrava dover essere l’unica tra le Province “storiche” pugliesi ad essere soppressa...”
 
Intanto ha lanciato il suo Movimento su scala regionale, partendo dalla Bat, e all’orizzonte c’è non solo la costituente centrista varata da Cesa proprio nel capoluogo pugliese, ma anche il dopo Vendola: che ruolo giocherà in queste partite?
 
“Guardo con estremo interesse alla costituente di centro aperta dall’Udc, in questo quadro “Noi Centro” diventa movimento protagonista in Puglia, un movimento che cresce e può diventare riferimento guardando al PPE europeo. Quanto all'altra partita l’obiettivo resta la mia terra e la mia regione, poi posso fare il produttore o il regista ma l’importante è che il film riguardi il futuro e il benessere dei cittadini” .
 
E, da attore o regista, con chi lo girerebbe quel film? Il Laboratorio aperto con il centrosinistra a Brindisi può essere un valido studio di registrazione o ipotizza cambi di location?
 
“Il Laboratorio fa parte del passato e del mio presente ma non mi affeziono mai troppo alle cose e agli status: non so se farà parte anche del mio futuro”.
 
(a.bucci1@libero.it)
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