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Renzi vs Emiliano al MarTa Fioretto, sciabola e misericordia

C'è da presumere che Matteo Renzi l'avesse messo in preventivo, di essere contestato,  ma il crinale Taranto è un percorso troppo a rischio per continuare a seguirlo e trattarlo "a distanza", anche perchè in Puglia con Michele Emiliano costantemente "in guardia", abbassare la difesa può essere fatale. Almeno politicamente.

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E c'è da dire, anche, che il Premier stesso - oltre al suo ufficio di protocollo o staff organizzativo - continuano a dar vita a beghe e scaramucce "cerimoniali", che francamente sarebbe il caso che dignità e rigore istituzionali imponessero di evitare: perchè il Presidente della Regione, in cui si vanno ad inaugurare i nuovi spazi e le nuove sale di un Museo Archeologico (il MarTa), per il quale lo Stato ha investito più di 6milioni di euro, "non può sfuggire e non ti dimentichi di invitarlo", proprio perchè le liste per questo tipo di cerimoniali sono alquanto automatiche.

Se il Presidente della Regione manca, è perchè qualcuno l'ha "eliminato", "rimosso", "ignorato". Magari per provocarne la reazione, correre ai ripari e rendere evidente "l'ostracismo", "la diminutio", la "perdita di peso" (politico), alimentando risentimenti e contribuendo alla catena - non certo virtuosa - di "tocchi e ritocchi", "affondi e parate", "stoccate e fendenti".

E così prima si materializza la contestazione in piazza di frange esasperate, per una situazione drammaticamente "di stallo" sulla vicenda Ilva, dove l'aumento di morti infantili e l'impennata di "codici 048" - quelli di esenzione del Sistema Sanitario per i malati oncologici - sono l'allarmante segnale del declino tragico diffuso; e poi va in scena il botta e risposta "presidenziale" con poco fioretto, una buona dose di sciabolate e un colpo finale di "misericordia".

MarTa Renzi
 

Per l'inaugurazione del Museo il Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi era accompagnato dal ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, e dal ministro ai Trasporti, Graziano Delrio, dal viceministro allo sviluppo economico, Teresa Bellanova, e dal sottosegretario alla presidenza del consiglio Claudio De Vincenti: tutti venuti per tagliare il nastro dei nuovi spazi espositivi di uno dei 20 musei con autonomia finanziaria. Quello che un tempo era conosciuto come il Museo della Magna Grecia e che tuttora custodisce reperti di oltre 6.500 anni fa.

"Un pacchetto di investimenti da 850 milioni di euro per porto (circa la metà dell'importo), bonifiche e altri progetti sulla città di Taranto", ha sottolineato Renzi nel firmare il Cis per Taranto. "Buona parte è già cantierizzato - ha precisato il ministro Delrio, "C'è il bando per il nuovo terminalista e dal prossimo anno arriveranno le navi turistiche. Dal 2001 al 2011 sono stati investiti 35 milioni sul porto, noi negli ultimi tre anni abbiamo investito venti volte di più". Bandi e studi al via anche per l'Arsenale militare di Taranto, "che si aprirà anche alle navi civili", come spiega poi il ministro De Vincenti.

La questione spinosa, comunque, resta l'Ilva. E su questo la viceministra Teresa Bellanova segnala che "L'ultimo decreto non rallenta la vendita, ma era necessario per porre il tema ambientale al primo posto". Per poi chiarire: "Verrà valutato da tre esperti e poi si passerà alle offerte economiche. Questo è l'unico modo per garantire ambiente e salute, oltre al diritto al lavoro".

Taranto 2
 

A tal proposito, Matteo Renzi ha cercato di rispondere anche alla piazza: "Una cosa deve essere chiara: noi Taranto non la lasciamo sola. Al contrario del passato, noi prendiamo impegni verificabili. E ci diamo da oggi appuntamento tra un anno, per fare il punto della situazione". Promettendo, inoltre, che a settembre il ministro all'Istruzione visiterà il quartiere Tamburi, dove stanno per essere avviati i lavori di bonifica in cinque scuole.

Gli affondi di Michele Emiliano sono arrivati decisi, pungenti, talvolta con ironia - ma mai accompagnati da sorriso - e implacabili: a testimonianza che la partita resta aperta, per "mancanza di dipsonibilità" dello stesso Governo: “Gli 850 milioni del Contratto istituzionale che oggi il Presidente Renzi valorizza con la sua firma, sono ovviamente la storia dell’attività della Regione, precedente alla mia Amministrazione, e rispetto alla quale la Regione Puglia ha chiesto insistentemente al Governo, che ringrazio pubblicamente, che si arrivasse alla firma del Contratto, proprio per velocizzare tutte queste operazioni che pendevano dagli anni passati; essendo state realizzate tutte con fondi nazionali e comunitari in un periodo che va dal 2009 al 2013”.
 
Andria emiliano
 

“La stessa cosa  - ha spiegato Emiliano - per i 115 milioni di euro, che fanno parte degli 850, che furono stanziati tra il 2008 e il 2012 e che devono essere utilizzati per le bonifiche. Quindi, noi abbiamo un quadro passato, sul quale c’è stato un grande lavoro nell’ultimo periodo. La stessa accelerazione dei lavori del porto costituisce per noi tutti un’importantissima opera, che dobbiamo al Ministro Delrio e all’armonia con la quale hanno lavorato Regione Puglia e la Presidenza dell’ Autorità Portuale”.

 

“Abbiamo però  - ha continuato il Presidente della Regione Puglia - 900 milioni di ulteriori progetti già in stato avanzato, che probabilmente potremmo realizzare se avessimo qualche soldino in più o se il Patto per il Sud fosse un po’ più simile a quello del passato. Comprendo, tuttavia,  che la situazione della finanza pubblica non consente a nessun Governo di stanziare nuove somme, se non in piccola parte, per le necessità di questa Provincia”.

 

 

Con riferimento, poi, alla questione Ilva, il Presidente Emiliano ha ribadito che “La Regione Puglia, da subito, in occasione della Conferenza sul Clima di Parigi, ha presentato un Piano che tende a portare a zero le emissioni nocive e a dimezzare quelle di CO2. È una proposta che il Presidente del Consiglio ha sulla sua scrivania e sulla quale, sono certo, sta lavorando. È evidente che queste proposte, ove realizzate e ove considerate nella fase di trattativa con gli eventuali acquirenti, potrebbero dare al Commissario Corbelli l’elemento fondamentale per procedere alle bonifiche: l’interruzione della sorgente dell’inquinamento, che ancora non è verificata".

MarTa Taranto2
 

 

"L’inquinamento è ancora in corso - ha confermato Emiliano - si sovrappone sicuramente in misura inferiore rispetto al passato, e questo, secondo le norme sul disinquinamento rende sconsigliabile le operazioni di bonifica, giacché la sorgente è ancora attiva. Su questo noi ci siamo concentrati con una proposta, che ha ricevuto, in parte, l’assenso persino di alcuni produttori, che hanno considerato l’uso del preridotto e dei forni elettrici l’unica soluzione per rendere compatibile con l’ambiente questa fabbrica. Su questo punto la Regione Puglia è totalmente disponibile a proseguire l’interlocuzione”.

 

Secondo Emiliano “La fonte dell’inquinamento va assolutamente fermata. Mi piacerebbe conoscere quanto è stato speso di quei 600 milioni di euro che sono stati dati ai Commissari, per l’adempimento dell’AIA e a che punto siamo sulle prescrizioni ambientali. È bene ricordare che l’adempimento di queste prescrizioni è essenziale per ottenere, poi, la compatibilità costituzionale del Decreto”. Leggibile forse, in questo passaggio, la stoccata a una spesa difficile da sostenere in assenza di copertura finanziaria.

 

MarTa Emiliano Renzi
 

“Sull’ultimo Decreto Ilva - ha poi evidenziato Emiliano - preferirei esaminare il testo complessivo. Se ho capito bene, il ruolo della Regione Puglia nella tutela delle questioni ambientali e della salute, nella fase di vendita della fabbrica, è abbastanza marginalizzato, quindi, verificheremo se ci sono delle situazioni di conflitto di attribuzioni da far valere davanti alla Corte Costituzionale e, come parte offesa nel processo, valuteremo il Decreto nel suo complesso. Quello che chiedo, oltre a valutare l’ipotesi di altri stanziamenti per 900 milioni, sono le deroghe per il sistema sanitario della provincia di Taranto. Noi abbiamo bisogno di un investimento massiccio, dal punto di vista sanitario, che richieda alcune deroghe”.

 

“La sanità pugliese - ha concluso il Presidente della regione Puglia - che si prende cura più o meno dello stesso numero di pazienti-cittadini dell’Emilia Romagna, lo fa con 800 milioni di fondo sanitario in meno e con 15mila addetti in meno. È chiaro che non riusciamo a soddisfare le esigenze legittime della provincia di Taranto, che è soggetta a dati epidemiologici completamente fuori scala dal punto di vista tumorale, ma anche per altre patologie, senza poter disporre di deroghe sulle assunzioni e sui parametri del Decreto Ministeriale n. 70. Almeno questo ci potrebbe dare la forza per andare avanti". 

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E dopo le sciabolate i reciproci colpi dal taglio "misericordioso". Sul Patto per la Puglia, Renzi ha proposto: "Anche per evitare polemiche sulla questione del rapporto con la Regione, si potrebbe arrivare alla firma del patto con la Puglia, se il testo fosse condiviso, in occasione della Fiera del Levante" nel prossimo settembre".

 

Mentre Emiliano ha proiettato lo sguardo più lontano: "Ritornare a Taranto, Signor Presidente Renzi, è stato un gesto bello. Io so che aldilà di alcuni inevitabili punti di vista differenti, io e Lei ci ritroviamo sempre sui valori del rapporto schietto e leale con il popolo italiano, attraverso la Costituzione della Repubblica, alla quale tutti abbiamo giurato fedeltà!”.

 

(gelormini@affaritaliani.it)

 

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Pubblicato in precedenza: Renzi, Patto per il Sud: La clava referendaria?

 

                                      X Decreto Ilva, Lettieri (Cor): "E' un vuoto a perdere"

 

                                      Eh no! Presidente Renzi, stavolta è la Puglia a volere chiarezza

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