A- A+
PugliaItalia
Retrospettiva Bif&st L'Idiota con Volontè

di Giandomenico Vaccari

L’edizione 2014 del Bifest, il Festival del Cinema di Bari organizzato dalla Apulia Film Commission, è stata dedicata a Gian Maria Volontè. Una retrospettiva completa dei suoi film più importanti e, cosa ormai molto rara, delle sue più celebri apparizioni televisive a partire dalla fine degli anni Cinquanta.

Nel Cinema Galleria è stata programmata la proiezione integrale del primo ruolo televisivo come protagonista o coprotagonista del grande attore. Si tratta dell’edizione per piccolo schermo del romanzo L’Idiota, primo Dostoevskij televisivo, un’operazione molto coraggiosa che ha segnato la vita e la carriera di tutti i suoi protagonisti.

Occorre premettere che la RAI di allora non era neanche lontana parente di quella di oggi, e non parlo solo di livelli qualitativi, che portarono l’azienda del tempo a risultati unici in Europa al pari della BBC, ma anche per il regime di Monopolio in cui agiva l’emittente di Stato.

Non esistevano le televisioni commerciali, non era la concorrenza pubblicitaria l’altare a cui tutto sacrificare, non c’era l’assedio soffocante del mercato ad ogni costo e comunque.

La Rai aveva un compito abbastanza preciso o quasi. Da una parte era sicuramente l’emittente del potere democristiano, dall’altra doveva creare e costruire una “cultura nazionale” diffusa su tutto il territorio, un sapere condiviso che affrancasse in fretta il Paese dalle sacche di ignoranza tragica lasciata dal fascismo e dalla guerra.

E qui vennero le cose migliori e la stagione più bella. Se c’è stato un “format” originale, creato dalla RAI, che ha prodotto risultati artisticamente prestigiosi, quello è stato proprio lo “Sceneggiato Televisivo” tratto dai grandi romanzi della letteratura mondiale e realizzati da una generazione di registi, sceneggiatori e attori italiani unica ed irripetibile.

E veniamo all’Idiota e alla sua realizzazione.

Prima di tutto chi erano le persone coinvolte in quel progetto molto ambizioso per l’epoca? Cominciamo dal potente e lungimirante Direttore dei programmi, Sergio Pugliese, a cui va il merito di aver promosso il progetto e scelto gli artisti a cui affidarlo. Pugliese è stato senza dubbio il dirigente più celebre e conosciuto in RAI prima dell’avvento di Ettore Bernabei nel 1960.

L’altro protagonista dell’impresa fu Giorgio Albertazzi, che oltre ad interpretare il ruolo del Principe Myskin era anche il curatore della sceneggiatura e, in pratica, padrone artistico del progetto.

Volontè L'Idiota Dostoevskij 1959
 

Oggi Albertazzi è l’ultimo sopravvissuto della nostra più straordinaria generazione di attori. Primo attore nato, dalla recitazione fascinosa a fior di labbra, era l’uomo giusto, anche fisicamente, per interpretare il “buono assoluto”quasi una reincarnazione di Cristo, come Dostoevskij aveva concepito il povero principe Myskin.

L’immagine di Albertazzi nello sceneggiato  è indimenticabile. Biondissimo, quasi bianco, grazie alla televisione non a colori, nella sua giacchetta striminzita e con gli occhialini tondi per leggere. Così ci appare nella prima puntata, all’inizio della storia, nella famosa scena del treno Varsavia-Pietroburgo.

”Un giovanotto sui  ventisei o ventisette anni, di statura poco più che mezzana, con capelli assai biondi e folti, guance infossate e una rada barbetta a punta,chiarissima. I suoi occhi eran grandi, celesti e fissi;c’era nel loro sguardo un che di dolce, ma anche di pesante, colmo di quella strana espressione da cui certuni sanno al primo tratto indovinare in una persona il mal caduco.

Il viso del giovane, del resto, era simpatico, fine e asciutto, ma smorto, anzi in quel momento illividito dal freddo”. Le parole di Dostoevskij.

Andiamo avanti.

Chi doveva essere il regista dello sceneggiato a cui spettava l’onere non solo di dirigere due attori complessi come Giorgio Albertazzi e Anna Proclemer, sua compagna per tanti anni ed interprete perfetta della controversa Nastasia Filipovna, ma anche quello di completare il cast scegliendo gli attori per gli altri difficili ruoli, primo fra tuttti quel dell’impetuoso e violento Parfen Rogozin?

Sergio Pugliese sceglie un giovane talentuoso regista di 28 anni, Giacomo Vaccari, diplomato alla’Accademia d’Arte Drammatica di Roma da soli quattro anni e collaboratore Rai da tre. Mio padre.

Pugliese crede in quel giovane miope dagli occhiali scuri e dal fare nervoso e veloce. In quel tempo la Rai cercava e formava i suoi giovani  talenti e Vaccari sembrava l’uomo giusto,anzi il “ragazzo giusto”.

Bif&st desk2
 

Il commento musicale originale venne affidato a Luciano Chailly, compositore molto illustre e consulente Rai per la musica classica. Oggi,suo figlio Riccardo si appresta a diventare  Direttore Musicale della Scala. Per uno strano scherzo del del destino, ho lavorato per vari anni con Riccardo Chailly al Teatro Comunale di Bologna. Padri e figli.

Il cast viene completato e Vaccari per il ruolo di Rogozin sceglie un giovane attore ventiseienne con al suo attivo poche apparizioni televisive, fra cui una collaborazione con Franco Enriquez : Gian Maria Volontè.

A questo punto devo dire che quello che sto scrivendo mi è stato raccontato da mia madre, molti anni dopo,in occasione di una ennesima messa in onda dello sceneggiato. In una riunione in Rai Vaccari comunica le sue scelte a Pugliese ed Albertazzi.

E qui il primo attore nonché sceneggiatore del progetto esprime le sue perplessità proprio su Volontè che forse, non conosceva. Albertazzi chiede un attore con molti anni di esperienza per il ruolo di Rogozin.Troppo giovane Volontè, allora ventiseienne.

Vaccari resiste e Albertazzi insiste. Lo scontro viene scongiurato da Pugliese, che convoca Vaccari per chiudere la questione. Il Direttore dei programmi non vuole sindacare le scelte del regista, ma lo mette in guardia.

Se Volontè avesse fallito, Vaccari avrebbe pagato. E Volontè non fallì.Anzi diede vita ad un indimenticabile  Rogozin così come Albertazzi incarnò un altrettanto stupendo Principe Myskin.

“Di media statura,sui ventisette anni,ricciuto e quasi nero di capelli, con occhi grigi, piccini ma pieni di fuoco. Aveva naso largo e shiacciato,e forti zigomi; le labbra sottili si atteggiavano a un sorriso insolente, ironico, anzi maligno, ma la fronte alta e ben modellata abbelliva la poco nobile parte inferiore del viso”. Rogozin nella prima descrizione di Dostoevskij.

Lo sceneggiato fu bellissimo ed ebbe un grande successo, contribuendo in modo decisivo alla carriera di Albertazzi, Volontè, Proclemer e Anna Maria Guarnieri nel ruolo di Aglaia Epancina.

Dostoievskji2

Il cinema si accorgerà di Volontè poco dopo e sarà l’inizio di uno straordinario percorso che ha cambiato radicalmente la recitazione stessa degli attori di cinema. Volontè è stata la perfetta fusione fra le dimensioni di attore e di interprete,una sintesi unica fra verità ed epicità. Questo fu L’Idiota di Dostoevskji della RAI.

Dopo quel successo la carriera di Giacomo Vaccari decollò in teatro e in televisione. L’anno successivo diresse La Pisana,sempre con Volontè e proiettata parzialmente al Bifest e poi il grande progetto di una vita ossia il Mastro Don Gesualdo di Verga, girato in Sicilia nei luoghi dove è ambientato il grande romanzo.

Vaccari non ha potuto vedere il suo Mastro trasmesso. Una morte violenta e precoce a soli 32 anni lo ha portato via e me lo ha portato via. Era il 1963. In quella prima televisione così propulsiva e attiva culturalmente, mio Padre fu un astro fulmineo e breve. Anche Volontè  ci ha lasciato piuttosto presto. Oggi riposano in pace accomunati  per sempre dalle parole e dalle atmosfere di Dostoevskij.

Ritrovare lo sceneggiato all’interno della retrospettiva del Bifest su Volontè è stato molto bello ed ancora più bello è stato vedere i giovani  guardare questo prodotto televisivo, così lontano nel tempo, ma così vicino alla loro sensibiltà per taglio narrativo e tecnica di ripresa.

Chiudo ricordando un primo piano fulminante di Volontè/Rogozin nell’ultima puntata. I suoi occhi profondi e quel suo sguardo a metà fra le fiamme e la malinconia.

Tags:
volontèdostoievskjil'idiotaalbertazzivaccari
i blog di affari
Via le mascherine all’aperto, per il Cts ci siamo: ecco la data
Chi al Colle dopo Mattarella? Gli italiani votano Draghi e Conte
Tra Conte e Grillo manca l'intesa: salta la presentazione dello statuto
i più visti


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.