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PugliaItalia


 

di Chiara Giulia Micoccio

olio

“Ricerca globale e identità locale” il focus del convegno che ha inaugurato, oggi a Lecce, la kermesse sull’oro d’Italia, Extravergine@Lecce2013.it.  La tavola rotonda ha visto confrontarsi professionisti, tecnici ed esperti del settore olivicolo, per discutere sulle nuove frontiere della ricerca e del progresso di questo comparto. Per il quarto anno il Salento ospita la rassegna delle migliori eccellenze di olio extravergine e accoglie conoscitori e addetti ai lavori, per dialogare e affrontare le nuove sfide che vedono la Puglia protagonista negli scenari di crescita dell’intero settore.


 

L ’assessore Francesco Pacella, dell’amministrazione provinciale di Lecce, ha aperto il dibattito sottolineando l’importanza di puntare sulla qualità nella sfida alla globalizzazione. “Il concorso “L’oro d’Italia” è molto importante per permettere alle aziende di misurarsi e competere, ma soprattutto per farsi conoscere. E’ fondamentale puntare sulla difesa del Made in Italy. L’amministrazione provinciale ha cooperato con Coldiretti nel tentativo di radicare nella società i principi di sostenibilità e tracciabilità dei prodotti. Crediamo fortemente nella capacità delle aziende di fare sistema e nella sinergia tra aziende, amministrazioni e associazioni di categoria, perché questa è la formula vincente che ci fa progredire. Il Salento, la Puglia, ha prodotti straordinari e l’assessore Stefàno, con il suo impegno, ha radicato questo messaggio sul territorio, perché si possa continuare a credere nella ricerca costante della qualità delle nostre produzioni”.


 

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Giovanni Cantele, presidente regionale Coldiretti, ha sottolineato l’impegno di Coldiretti nel riuscire ad incastrare produzione e ricerca con il premio “L’Oro d’Italia”. “Il settore olivicolo negli ultimi anni ha sofferto la difficile situazione del mercato, ma sorprende l’ottimismo con cui gli imprenditori agricoli guardano al futuro.  Le aziende devono essere propositive verso la ricerca per raggiungere degli obiettivi di crescita. Il distretto agroalimentare sta crescendo e questo non può prescindere dalla ricerca. Coldiretti è sempre presente per sensibilizzare le aziende ad un approccio verso la ricerca, verso la qualità”.


Il presidente di Coldiretti Lecce, Pantaleo Piccinno, ha sottolineato che l’agricoltura è il sistema più innovativo. “C’è bisogno di ricerca e innovazione per risultati sorprendenti sia nei processi di produzione, ma anche in quelli comportamentali, nei rapporti con i consumatori. Noi di Coldiretti ci siamo spesi, e continueremo a farlo, perché le imprese si avvicinino al mondo della ricerca. Nel Salento l’olivicoltura ha generato occupazione, immagine e attrazione turistica. Questo è un momento in cui si può fare il salto di qualità perché oggi, il Salento, si propone come lo spaccato nazionale dell’olivicoltura di eccellenza. Candidiamo Lecce perché diventi, ogni anno, appuntamento di incontro tra le aziende e la ricerca. Oggi presentiamo 80 aziende che si cimentano sui percorsi di qualità, 80 aziende che continuano ad investire, assumono personale e sono fortemente innovative. Occorrono scelte politiche compatibili con le esigenze del settore per poter salvaguardare questa nostra infrastruttura. Bisogna che i politici si indirizzino verso questa scelta etica e riconosco il lavoro incessante dell’assessore Stafàno che ha la fortuna di lavorare in questo comparto, in un momento in cui l’agricoltura è un settore centrale”.
Benedetto Orlandi, come referente Unaprol ha affrontato, invece, la ripartizione delle risorse economiche dettate dalla PAC presentando dati confortanti circa la distribuzione economica nel settore olivicolo italiano perché si possa continuare a puntare sulla qualità.

Interessante l’intervento del prof. Maurizio Servili dell’Università di Perugia che ha affrontato i temi dell’innovazione di processo e prodotto per una filiera italiana di alta qualità. Ha presentato le nuove frontiere della ricerca per raggiungere risultati sempre più importanti in termini di qualità di prodotto. Ha esposto le caratteristiche organolettiche e sensoriali degli oli extravergini, suggerendo come riconoscere un olio extravergine di alta qualità che, con le sue proprietà, non soddisfa solo l’aspetto edonistico, legato al piacere del palato, ma risponde, soprattutto, all’esigenza di consumare un prodotto che fa bene alla nostra salute.
 

Dario Stefàno, assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, ribadisce con orgoglio l’impegno con cui è stata rimessa al centro della agenda della Puglia l’agricoltura: “Ho fatto delle scelte, dicendo no alle centrali a biomasse che avrebbero portato reddito contingente, per puntare sulla qualità. L’agricoltura è il nostro miglior biglietto da visita che ci rende esclusivi, che ci contraddistingue in tutto il mondo. Abbiamo il dovere di rendere evidente la nostra generosa produzione di cultivar e dobbiamo farlo con la stessa bravura con cui lo abbiamo fatto per il vino. In un mondo globale bisogna ragionare con l’autoctonia, per essere sempre più autentici e meno standardizzati. Manca purtroppo una politica agricola nazionale che sappia interpretare le nostre esigenze e se dovesse proseguire questo modello Paese, la partita per la Puglia sarà una partita persa e sarà sempre più difficile dar voce a questo nostro patrimonio. Un patrimonio che ha bisogno anche dei giovani: noi abbiamo ideato un Bando per i primi insediamenti con un approccio innovativo e multidisciplinare, senza  labirinti burocratici,  che ha incoraggiato i giovani ad abbracciare l’agricoltura in una prospettiva di affermazione professionale e sociale, registrando in Puglia il più alto numero di primi insediamenti di tutta Italia”.


 
Il programma Extravergine@Lecce2013.it

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olio extravergine
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