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“Dall’ennesimo palcoscenico nazionale che lo vede impegnato in ogni ora del giorno, insieme a buona parte della sua giunta, nella campagna elettorale per le prossime politiche, il presidente Vendola narrava di una sorta di Eldorado del Sud, cioè la sua presunta Puglia migliore. In effetti, la sua Puglia ha battuto tutti i record, trasformando il sistema sanitario regionale in un nuovo Vietnam dove medici e infermieri sono tutti disperatamente impegnati in prima linea ad assicurare i livelli essenziali di assistenza nonostante la disattenzione, la confusione e la cattiva gestione dell’amministrazione Vendola.
 
L’allarme lanciato dal sindacato e dagli stessi operatori del 118, il servizio di emergenza urgenza che in questa regione è ormai ridotto all’esasperazione e abbandonato al suo destino, è di una gravità inaudita. Dotazioni organiche delle postazioni 118 sotto dimensionate; turni estenuanti; straordinari senza copertura finanziaria e, dunque, copertura del servizio a rischio; ambulanze senza infermieri a bordo, spesso sostituiti da volontari soccorritori che, pur avendo svolto un corso ad hoc, non possono naturalmente avere le competenze professionali necessarie per coadiuvare il medico in delicate manovre di soccorso: tutto questo è stato denunciato dalla federazione dei Sindacati indipendenti che nel chiedere un intervento immediato della Regione e della Asl di Bari, stigmatizzano anche una situazione intollerabile di una organizzazione razionale sul territorio regionale del servizio 118 e della relativa distribuzione delle risorse sia economiche che professionali.
 
Nel sostenere la sacrosanta protesta dei medici del 118, non posso che sottolineare come il settore sanitario in particolare sia stato lasciato nel caos più totale, fra strutture d’eccellenza depotenziate, sprechi inaccettabili che vanno a sottrarre risorse alla qualità dell’assistenza, vertenze occupazionali che non trovano interlocutori responsabili e credibili (vedi Cbh, ex Ccr), pazienti che temono di perdere una prestazione salvavita, come la dialisi e che in 350 hanno fatto ricorso al Tar contro la Regione Puglia che ha applicato improvvisamente un decreto del 1996 che distingue tra prestazioni eseguite in strutture ospedalizzate e quelle, invece, somministrate, in strutture non ospedalizzate.
 
E’ di oggi la notizia che la Commissione Sanità della Regione sarebbe stata rinviata perché alcuni consiglieri di maggioranza dissentivano dal regolamento del piano ospedaliero presentato dal governo regionale. Ma la sinistra che insieme a Vendola in pratica governa questa regione, sostenendone pienamente le politiche, deve assumersi le proprie responsabilità di fronte al disastro annunciato. A molti non servirà migrare a Roma per cancellare lo scempio dei diritti negati”.
Lo dichiara in una nota Luigi d’Ambrosio Lettieri, segretario della Commissione Sanità del Senato e coordinatore Pdl Grande Città di Bari.
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