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Il segretario di regionale pugliese del Pd, Sergio Blasi, prima annuncia di essersi dimesso dall’incarico “in pieno ed assoluto dissenso col gruppo dirigente nazionale del Partito Democratico per aver tradito lo spirito delle primarie ed aver invaso le liste pugliesi di 'immigrati dal nord”; poi le ritira dopo un incontro chiarificatore con Bersani.

La comunicazione, si legge in una nota della segreteria regionale, era stata consegnata la scorsa notte (tra il 7 e l'8 gennaio) da Blasi “a conclusione della riunione con i vertici nazionali del partito per la definizione delle postazioni nazionali da inserire nelle liste di Camera e Senato per la Puglia”.

Blasi punta il dito sull’inserimento nelle liste in Puglia di Ivan Scalfarotto e Francesca Marinaro, indicati dal partito da Roma nelle riunioni in vista della Direzione del pomeriggio chiamata a approvare le liste.

Giornate calde, queste, per Blasi che in una intervista realizzata oggi 8 gennaio per una emittente radiofonica, non ha risparmiato un durissimo attacco al Responsabile nazionale degli Enti Locali del Pd, Davide Zoggia. "Credo che si debba dimettere"- ha affermato Blasi - " quello che è avvenuto il 7 gennaio è un fatto gravissimo per il Partito democratico tutto. Sono arrabbiato col mio Partito perché oggi è venuta meno la sua funzione dirigente”. Blasi ha manifestato con forza la sua contrarietà alla scelta compiuta dal partito in merito alla Presidenza Anci e che, per soli 4 voti, ha visto l'elezione di Delrio anzichè quella del Sindaco di Bari Michele Emiliano.

"Non si può aspettare l'inizio dell'assemblea per decidere con la pratica inaccettabile della conta interna ciò che avrebbe dovuto essere fatto con l'esercizio della politica - ha aggiunto - è oggettivamente scandaloso che il Pd dell'Emilia esprima il Segretario nazionale, il coordinatore della Segreteria nazionale, il capogruppo alla Camera dei Deputati, il Presidente della conferenza Stato-Regioni e, adesso, anche il Presidente dell'Anci. “Questa - ha concluso Blasi - sarebbe stata una straordinaria occasione, per il Pd, di intestarsi una grande battaglia, per tutelare e difendere gli interessi dei Comuni italiani a prescindere dallo schieramento politico di chi li governa e con uno sguardo al Sud dallo straordinario valore politico”.

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