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“Sono note a tutti noi le difficoltà che negli ultimi tempi l'Amministrazione comunale di Acquaviva ha attraversato a causa dell'instabilità politica”. Inizia con queste parole la lettera di dimissioni rassegnata dal Sindaco di Acquaviva delle Fonti (Bari), l’Ingegnere Francesco Squicciarini, al Consiglio Comunale presso  Palazzo De Mari.

Mentre nel resto della Puglia è forte il calo dei consensi per gran parte dei sindaci pugliesi e per lo stesso presidente della Regione Puglia, stando ai risultati del Governance poll di Ipr Marketing per il Sole 24Ore, il primo cittadino di Acquaviva ha deciso di mettere a tacere definitivamente le voci sempre più insistenti di una raccolta firme – da parte di alcuni esponenti dell’Amministrazione – atta a chiedere lo scioglimento del Consiglio Comunale.

“Già da tempo i partiti – dichiara Francesco Squicciarini - hanno manifestato delle evidenti difficoltà ad esprimere la loro funzione d'intermediazione tra le esigenze dei cittadini e la loro proiezione programmatica nel Consiglio Comunale e nell'esecutivo. Questa situazione ha portato, nelle ultime settimane, all'evidente smarrimento di quell'entusiasmo rivolto al cambiamento che era stato essenziale, anche come volontà e impegno personale, per la mia elezione”.

“Io ho assunto la responsabilità – prosegue poi Squicciarini - di amministrare la nostra città. Toccava a me, dunque, non soltanto come prerogativa istituzionale ma anche come impulso morale, evitare che la crisi dei partiti trascinasse nell'ingovernabilità il bene comune. Quando, com'è avvenuto, non sono più le forze politiche a rendersi portatori di richieste all'Amministrazione, diventa doveroso, agli occhi dei cittadini tutti, che il sindaco riaffermi la necessaria suddivisione di modi, ruoli e compiti”.

Ed è questo, stando all’opinione dell’ex primo cittadino di Acquaviva delle Fonti, il nodo centrale delle incomprensioni, il punto di svolta non compreso dagli altri Consiglieri di maggioranza: “Ho nominato nell'esecutivo, con deleghe chiave, persone autonome, tra i quali quattro professori universitari, che avranno il compito di rendere concrete poche, chiare istanze programmatiche: attuazione del PRG e Piano urbanistico Generale, raccolta differenziata e nuovo servizio igiene urbana, ampliamento della zona PIP, riorganizzazione degli uffici, sviluppo della cittadinanza attiva, nuove politiche sociali.

Queste persone – ricorda Squicciarini - stanno lavorando in stretta sinergia non solo con me, tra loro e con l'intero esecutivo, ma con le forze politiche e le rappresentanze dei cittadini ai vari livelli, per riuscire ad avere in breve tempo una Acquaviva migliore perché più funzionale per tutti”.  “Alcuni consiglieri di maggioranza – evidenzia a malincuore l’ex Sindaco - evidentemente non hanno interpretato nel migliore dei modi questa mia proposta che intende da un lato favorire il ripristino d'un corretto e adeguato ruolo dei partiti nella scelta della classe dirigente e dall'altro non far perdere colpi all'attività amministrativa: Acquaviva chiede delle risposte immediate ai problemi”.

Squicciarini rassegna così le proprie dimissioni, “non come segnale di resa alle incomprensioni, ma come precisa volontà di accelerare la presa di coscienza di tutti noi rispetto ai nostri compiti e al mandato ricevuto”. E conclude:  “Ora tocca alle forze politiche, soprattutto al Partito Democratico che riceve la maggioranza del consenso relativo degli elettori di Acquaviva, fare chiarezza sull'eventuale proseguimento di questa nostra esperienza amministrativa. Ciò nell'interesse esclusivo dei nostri concittadini e della nostra città”.

In attesa dell’insediamento di  un commissario prefettizio, non sono in pochi a chiedersi se l’Ingegnere possa in prossimità della scadenza dei venti giorni – lasso di tempo necessario affinché le dimissioni siano da considerarsi effettive -  ritirare le proprie dimissioni. Esattamente come già accadde nel luglio del 2011.

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