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Di Salvatore Passaro

Salvare Taranto si può, ma bisogna chiudere l’Ilva.
E per chiuderla bisogna comprarla
Salvare gli operai si può, basta non licenziarli.
Come?

A quanto ammonta il risarcimento per il genocidio di Taranto, Pulsano, Martina, Ceglie, Francavilla, Grottaglie, San giorgio, Statte, Crispiano, Alberobello, e così via?
Non c’è somma.
Ma i soldi si.
Sono i 4 miliardi che i Riva (che inquinano Taranto e pagano le tasse a Brescia) hanno guadagnato, più l’intera fabbrica, impianti e terreni compresi.
Non ce ne facciamo niente dell’acciaio, sia chiaro. Non lo vogliamo a questo prezzo.
Anzi a nessun prezzo.

Un anno di lavoro per 12mila operai  costa 300 milioni .
Considerando il risarcimento e la vendita degli impianti avremmo 5 miliardi di fondo, cioè circa 15 anni di lavoro assicurato.
E’ il tempo di cui abbiamo bisogno per ricostruire Taranto e regalare la serenità ai suoi abitanti.

Ma per certo, non licenzieremo  nessuno. Ogni singolo operaio lavorerà prima per smantellare e poi per ricostruire la nuova Taranto, Neo Taras, trasformandola nella più grande area di energia pulita, solare, fotovoltaica del mondo.
Dove creeremo gli insediamenti per  un immenso network di aziende, persone,capitali e laboratori in quella che sarà la Silicon Valley d’europa.

Solo il 25% di tasse come in Austria ma senza il freddo e con una unica regola: assumere i figli degli operai che hanno ricostruito la città. E non solo: dove sorgevano depositi e campi minerari bonificheremo senza riposo,fino alle falde più profonde.
Finchè non avremo riacceso il ciclo del cibo rubato al nostro futuro.
Masseria marittime, consorzi pastorali,fattorie dell’olio, terrazze di vigneti, fabbriche del cibo (il migliore del mondo).

Taranto senza il mostro, senza l’indolenza che la diossina crea nell’anima prima di uccidere il corpo,  diventerà la Rio de Janeiro del mediterraneo.
Città dal cielo terso e  baie bianche, colline di pini marittimi a picco sul mare, oasi marine, pascoli in lontananza e vigneti al Sole dello Ionio. Nessuna andrà più via da qui. Mai più.

Se poi lo Stato  Italiano non vuole imporre ai Riva di restituire i soldi che hanno lucrato sulla morte dei tarantini e dei pugliesi, allora noi la fabbrica ce la prenderemo da soli. Il giorno dopo smantelliamo e vendiamo tutto.

Poi, come atto primo della fondazione della nostra libera repubblica pagheremo noi gli stipendi agli operai: bastano 8 euro al mese per ogni abitante della puglia  Un pacchetto di sigarette ne costa 5, ed uccide. Con 8euro salvi non solo un operaio, ma anche il futuro dei tuoi figli
Ma non ci prenderemo solo l’Ilva: le giunte leghiste del nord come la municipalità di cremona proprietaria della discarica di Grottaglie sono avvisate. Fate i bagagli e sparite voi e le vostre corrotte aziende che qui scaricano i rifiuti tossici.
La vostra inutile morale andate a farla a casa vostra, insieme alla vostra spazzatura : fatelo prima che sia troppo tardi.

Queste sono le mie prime 100 euro per gli operai di Taranto.
In piedi Salentini.
In Piedi.


Salento Felix, Incipit Terrae

Tags:
tarantoilva
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