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Abbaticchio Emiliano1Bari – Anche Ludovico Abbaticchio in pista per il dopo Emiliano, ma con riserva. “Ritengo che il miglior candidato Sindaco sia Antonio Decaro”, premette l’assessore comunale al Welfare, “se lui non accetterà, su richiesta di molti amici di partito e non solo, ho dato la mia disponibilità a candidarmi a Sindaco di Bari”. 
 
 
L’annuncio arriva al termine del lungo terremoto politico che ha scosso Palazzo di Città dopo la raccomandata del Corvo nella quale si chiedevano le dimissioni dei consiglieri comunali in condizioni di incompatibilità entro sette giorni, pena il ricorso alle autorità competenti. L’esponente democratico, però, non ne fa menzione nel messaggio lanciato sui social: “Mi ritengo uomo di squadra”, spiega, “e credo che sia arrivato il momento di non fare più giochi di frantumazione e di immobilismo che fanno solo gli interessi di chi sta lavorando senza un respiro di larghe intese a favore di una storia cittadina barese che ci ha visto tutti protagonisti, dal Sindaco Emiliano al cittadino nostro elettore e sostenitore”.
 
 
Che si tratti di un vero e proprio posizionamento sulla griglia di partenza o di civetta per sondare gli animi, il cerino resta ancora una volta in mano all’ex capogruppo Pd di Via Capruzzi, da più parti sollecitato ad una risposta sulla nomination che non è escluso arrivi prima della fine della pausa estiva. “Prendo atto della disponibilità alla candidatura di Ludovico Abbaticchio al quale mi lega stima e amicizia, e sono sempre più convinto che il candidato sindaco debba essere deciso dai cittadini e non da accordi ristretti nelle segrete stanze”, accelera anche Pietro Petruzzelli, ufficialmente in campo da più di tre settimane, “chiedo primarie vere e in tempi rapidi”. E qualora si decidesse di optare per la competizione elettorale per l'investitura, almeno nei rumours tra presunti papabili, candidati in pectore e aspiranti tali, ci sarebbero anche il collega di Giunta Elio Sannicandro, la vicepresidente dell’esecutivo regionale Angela Barbanente o l’ex titolare della Cultura Nicola Laforgia. Dall’altra parte di campo? Il nome più accreditato resta quello di Francesco Schittulli ma non nasconde di farsi lusingare dalla sfida nemmeno il presidente della circoscrizione San Nicola-Murat Mario Ferorelli, ed il neo senatore Massimo Cassano ha lasciato la porta aperta con un sibillino “Vediamo…”. Sempre ammesso che a scompaginare i programmi dell’uno e dell’altro schieramento non sia una donna.
 
 
In compenso le variabili sono ancora troppe per ipotizzare una road map. In primis il doppio filo che lega il futuro di Michele Emiliano a quello di Nichi Vendola. Il Gladiatore lascerebbe la fascia tricolore nella prossima primavera, avendo davanti a sé almeno un anno prima che il Rivoluzionario Gentile abbandoni il civico 33 di Lungomare Nazario Sauro. Di mezzo c’è non solo la tempistica politicamente sfavorevole, pur colmabile con l’eventuale limbo dorato di una permanenza a Bruxelles con i galloni da eurodeputato, ma anche il congresso dei democratici previsto in autunno, dal quale il primo cittadino uscirebbe senza più i gradi di presidente e con un nuovo segretario con il quale dover fare i conti. Peraltro non è nemmeno detto che basterebbe persuadere il Governatore ad anticipare la fine dei giochi al 2014 per far coincidere l’avvicendamento in Regione con la promozione di Nichita il Rosso ad un ruolo europeo, magari da Commissario: per niente archiviabile, infatti, è un possibile coup de théâtre con il quale Vendola potrebbe tenere per sé a tolda di comando e tentare il tris. Un indizio utile sarebbe l'incontro durante l'ultimo Consiglio con i destrutturatori Pd Amati, Pentassuglia e Mennea ma I condizionali, per ora, sono d'obbligo. E di mezzo c’è ancora tutta l’estate.
 
(a.bucci1@libero.it)
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