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tutta la musica del cuore  400x300

Se alcuni giorni fa era stato il capogruppo al Senato per la Campania di Grande Sud, Ronghi, a denunciare la fiction “Il Clan dei Camorristi” in quanto “vergognoso ed offensivo oltraggio a Napoli e alla Campania”, con le nuove serate Rai arriva il turno della Puglia: pomo della Discordia la nuova serie televisiva diretta da Ambrogio Lo Giudice, con protagonista Francesca Cavallin, “Tutta la musica del cuore”.

Un discreto successo di spettatori, ben 5.777.000, che non ha però quietato lo spirito della denuncia del capogruppo del Pdl alla Regione Puglia, Rocco Palese, nei confronti di Nichi Vendola, Presidente della Regione: “Con tutto il rispetto per gli autori della fiction e per la libertà di pensiero e di espressione,  respingiamo al mittente l’etichetta di una ‘Puglia mafiosa’ e riteniamo a dir poco vergognoso che la Regione abbia speso soldi dei cittadini per un megaspot bugiardo che certo non contribuirà ad attrarre turismo, a migliorare l’immagine della Puglia, a sostenere la nostra economia”. 150mila euro i soldi spesi per la produzione delle sei prime serate su Raiuno, cofinanziate dalla Apulia Film Commission ed ambientate a Monopoli, rinominata ai fini della storia “Montorso”, ed in parte a Conversano, Alberobello e Mola. Secondo Palese, inoltre, si tratterebbe del “finanziamento più alto in assoluto, concesso nel 2010”, per un prodotto nel quale “si fa continuo riferimento ad un territorio mafioso e al fatto che la scuola è una trincea contro il reclutamento dei giovani da parte della mafia, dando un’immagine della Puglia assolutamente negativa e completamente falsa”.

Una differenza di distribuzione dei finanziamenti, spiegata dalle analisi fornite dall’Istituto di Economia dei Media (IEM) della Fondazione Rosselli, sul sostegno alla filiera audiovisiva in Puglia attraverso l’Apulia Film Fund tra il 2007 ed il 2010: “Nel 2010 le proporzioni nella distribuzione delle risorse si sono modificate, con la differenza più significativa  riconducibile al primo finanziamento di 150 mila euro assegnato a una serie tv (la serie “Una musica silenziosa”): nello stesso anno, infatti, il contributo massimo è stato innalzato da 100 a 150 mila euro. Nello stesso anno si rileva una riduzione delle risorse per i lungometraggi, che nel 2010 sono state pari a 320 mila euro, mentre sono diminuite quelle per la realizzazione di documentari, categoria che ha beneficiato di 16 mila euro”. Analizzando, inoltre, i dati forniti dall’analisi della Fondazione sul rapporto tra contributo e spesa diretta per genere tra il 2007 ed il 2010 emerge che “il formato che ha garantito un ritorno economico di gran lunga superiore rispetto agli altri è stato quello delle serie tv, per il quale si osserva un valore pari a 15,9”. Anche se va tenuto presente, come nella stessa analisi viene evidenziato, “si tratta di un risultato particolarmente importante, che va tuttavia considerato tenendo conto dell’elevato costo unitario del prodotto, anche maggiore di quello dei lungometraggi”.

Di parere ugualmente propositivo il Sindaco di Monopoli, Emilio Romani, che ad Affaritaliani.it dichiara: "Comprendo le perplessità e le proteste dei monopolitani e dei pugliesi nel vedere accostata Monopoli a vicende di criminalità organizzata ma prima di trarre conclusioni forse è giusto vedere tutte le sei puntate anche perché, come ci è stato detto, la storia avrà un lieto fine". E prosegue: " Ricordo ancora l’entusiasmo che si registrava in città tre anni fa quando per oltre quattro mesi la troupe della fiction ha stazionato in città, con riflessi anche economici sia in termini di ospitalità che di lavoro per le tante comparse impiegate".

Secondo l’Apulia Film Commission “l'impatto sul territorio è stato pari a sette volte il contributo erogato ed è quindi il più alto impatto mai realizzato in Puglia, secondo quanto rilevato da uno studio della Fondazione Rosselli”. La Commission ritiene, quindi, “totalmente assolto il suo compito statutario, ovvero quello di creare sviluppo sul territorio attraverso l'industria audiovisiva”. L’augurio dell’Afc, come si legge nel comunicato stampa, è che Palese guardi la serie fino alla fine “per scoprire il prosieguo di una storia che mette prima di tutto al centro la musica, la sua forza espressiva e la sua capacità di essere collante culturale e sociale. Il capogruppo Palese scoprirà un lieto fine che parla di successo, di affermazione degli artisti del Sud e di un conservatorio che si trasforma in un polo di eccellenza". E su qualsiasi coinvolgimento del Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, l’Apulia Film Commission taglia corto: “Non ha alcun ruolo nella scelta e nella valutazione artistica dei progetti filmici che fanno richiesta di finanziamento”.

Silvio Maselli intanto, Direttore generale della Fondazione Apulia Film Commission, non ha resistito ed ha rispedito al mittente le polemiche, definendole “demenziali”.

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