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IMAG0175Durante la conferenza Stato-Regioni che si terrà a breve verrà presentato, per l’approvazione, il decreto ministeriale “Determinazione dei livelli essenziali e requisiti di eleggibilità delle prestazioni per il diritto allo studio universitario”. Il decreto, argomento centrale nel corso dell’ultima Consulta comunale degli studenti universitari del Comune di Bari, ha portato ad alcune considerazioni sulla minacciata rimodulazione dei parametri di assegnazione delle borse di studio. “A tutti gli studenti e le studentesse – si legge nel documento prodotto dalla Consulta comunale - con reddito ISEE superiore ai 14.300 € (contro i precedenti 17.000 ISEE in Puglia) sarà negato l’accesso al bando per l’erogazione delle borse di studio nel Sud Italia. Al Nord ed al Centro, invece, i limiti massimi saranno rispettivamente di 20.000€ e 17.150€ ISEE”.
 
Secondo gli studenti universitari ed il Presidente della Consulta, Giovanni Vecchio, saranno inevitabili “l’esclusione dal sistema di diritto allo studio regionale di un alto numero di studenti e studentesse” e, di conseguenza, “l’abbandono degli studi universitari da parte di quegli studenti, che in assenza dei sussidi non potranno più sostenerne i costi”. Una delle paure maggiormente avvertite dai ragazzi e dalle ragazze rimane quella di una vera propria fuga di cervelli, dal Mezzogiorno al Nord,  “con un ISEE superiore a 14.300 e inferiore a 20.000”.
 
Ulteriore tematica evidenziata, nel corso della Consulta, quella relativa ai crediti di merito, discussi sempre all’interno del criticato decreto: “Ad esempio – si legge nel documento - per quanto riguarda il secondo anno di corso si passa da un limite di 25 CFU ad un limite di 35 CFU”. E non solo: “Altro dato critico – prosegue la Consulta - riguarda l’incremento dei parametri per l’ottenimento dello status di fuorisede, con la perdita di tutti i diritti che ne conseguono”.
 
Preoccupate anche Rete della Conoscenza Puglia e Link Bari, che rivolgono un appello a tutti gli studenti e studentesse: “Proclamiamo in tutte le università lo stato di agitazione permanente fino al 7 febbraio: fino ad allora, ci riuniremo in assemblee ed occupazioni, nelle università e nelle residenze universitarie per programmare tempi e modi delle contestazioni a questo decreto. Vogliamo una università garantita a tutti e tutte, pubblica e di qualità”.
 
A nulla sarebbero servite le notizie trapelate a proposito di un apparente passo indietro del governo: la bozza del decreto, infatti, “contiene delle modifiche formali, ma che non alterano l’impianto della proposta. La colossale bufala diffusa per cui sarebbe stata eliminata la fasciazione per aree geografiche (nord, centro, sud e isole) non trova riscontro nei documenti ufficiali”. Gli studenti sottolineano: “In questi si parla unicamente di un range di limite ISEE da imporre a propria scelta mantenendo, però, sempre quei limiti presentati nelle prime versioni del decreto. Per esempio, la regione Puglia dovrà decidere a che livello impostare il limite ISEE massimo per accedere al sistema di diritto allo studio, in una fascia (decisa dal decreto) tra 15.000 e 17.000 euro”.
 
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