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gIiannicuperloBari – Nichi Vendola pronto a dimettersi anzitempo per trasferirsi, armi e bagagli, tra gli scranni di Bruxelles? “Non so cosa farò nel vortice impazzito della situazione italiana. So quello che faccio ogni giorno per dare risposta ai bisogni della mia gente”, manda a dire il Rivoluzionario Gentile: non conferma né smentisce circa l’ultimo rumour che voleva anche Michele Emiliano impegnato a tentare la staffetta. Non l’unica voce, vista l’altalena delle quotazioni di un tris del Governatore al civico 33 di Lungomare Nazario Sauro, per i beninformati ormai improbabile. “Sono qui, nella mia Puglia, a costruire esperienze concrete di cambiamento”, replica l’interessato, riservando una stilettata alle “sgangherate stupidaggini di chi crede che la politica sia la fiera delle vanità”.
 
 
Exit strategy verosimili o meno, gli scossoni in arrivo da Palazzo Chigi e dalla Capitale passano attraverso il Congresso Pd e lambiscono i protagonisti del Tacco, dalle antenne ritte in attesa di mobilitarsi: “C'è una certa tendenza ad usare il governo come una sorta di punching ball", aveva sbottato nervoso Letta, alle prese con le tensioni sull’aumento dell’Iva, il tetto del deficit da abbassare e i falchi del Pdl, mentre in casa dem si consuma la partita delle regole. Se i gazebo dell’Immacolata dovessero incoronare Matteo Renzi numero uno in Via del Nazareno, la strada dell’esecutivo diventerebbe d’un tratto più in salita. Ma che accadrebbe se il premier facesse saltare il tavolo prima? Sarebbero ipotizzabili nuove primarie a brevissimo termine per scegliere il candidato premier? Senza contare che l’assise dem non ha licenziato alcuna modifica dello Statuto in tema di distinzione dei ruoli e non è nemmeno certo che esistano i tempi tecnici per organizzare la contesa entro l’8 dicembre. “Il rischio è che non ci sia il tempo di spiegare a chi viene a votare che sta votando per il segretario del partito e non per il candidato alla Presidenza del Consiglio”, spiega ad Affari Loredana Legrottaglie, supporter dalemiana di Gianni Cuperlo, la cui pattuglia non ha alcuna intenzione di farsi trovare impreparata. 
 
 
Al primo incontro con Matteo Orfini, ieri, c’erano due teste di serie come Pasquale Cascella e Mimmo Consales, il deputato Dario Ginefra e l’ex assessore ai Trasporti Mario Loizzo, il francavillese Salvatore Tommaselli e la collega Elisa Mariano. Non mancavano la pasionaria salentina Teresa Bellanova, il commissario barlettano Andrea Patruno ed il foggiano Paolo Campo, oltre all’ex primo cittadino di Adelfia, Vito Antonacci e alla responsabile degli Enti locali. Assente Sergio Blasi, formalmente non schierato a favore del biondo Gianni, nonostante le numerose frecciate all’indirizzo dell’inquilino di Palazzo Vecchio ne rendano palesi le opinioni. La disponibilità alla riconferma in sella, in alternativa all’altro cuperliano, Michele Bordo, ci sarebbe ma è ancora ignoto se la successione avverrà in election day con i dirimpettai romani o slitterà al 2014. Assai più difficile, invece, è che possa essere il Sindaco di Bari a contendergli la carica, a meno che non sia lo stesso Renzi a fare pressing, dopo aver deciso di aprire proprio dal capoluogo la corsa alla segreteria. Troppi punti interrogativi, dunque, e non si scioglieranno prima della direzione di venerdì. Non resta che pazientare.
 
(a.bucci1@libero.it)
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