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PugliaItalia
Vendola, no a Europee e Regione ter Emiliano capolista Pd per il Sud

Bari – Niente Europee per Nichi Vendola e porte chiuse ad un tris in Regione. Il Governatore pugliese conferma le indiscrezioni delle ultime ore e si dice indisponibile a correre sotto il listone che vede insieme Sel, Rifondazione e società civile, in favore del leader greco Tsipras: “Non posso candidarmi a tutto e sempre", ha spiegato il Rivoluzionario Gentile, "ho un anno particolarmente impegnativo in cui devo chiudere il decennio di governo della Regione Puglia. I miei progetti e le mie ambizioni sono tutti legati ai nastri da tagliare, ai cantieri da far partire, alle opere da dare a questa regione".

Il passo indietro non arriva come un fulmine a ciel sereno, visto il niet alla competizione annunciato a dicembre scorso – precisando che si sarebbe trattato ugualmente di una “decisione presa in una dimensione collettiva” - ed anche le regole del “correntone” prevedono l’impossibilità alla candidatura di politici in carica o ex in sella entro il 2004. In compenso, il dietrofront rischiava di scompaginare la road map del centrosinistra o quantomeno quella degli aspiranti successori. A partire da Michele Emiliano, in pressing nel ribadire l’opportunità di primarie a tema già ad ottobre prossimo. E se il Masaniello terlizzese aveva finora respinto qualsiasi “rottamazione gentile” anticipata, l’altra smentita della mattinata è molto più che un tassello nel risiko della geografia politica: “Penso che i pugliesi non siano troppo appassionati a quale sarà lo svolgimento della vita di Vendola, io personalmente credo che sia naturale chiudere il decennio, non protrarre oltre l'esperienza di governo", ha scandito alla presentazione di una conferenza internazionale sul settore dell'aerospazio. Nessun nuovo mandato ed il civico 33 di Lungomare Nazario Sauro più vicino al primo cittadino barese? Non del tutto scontato, se si conta che il partito di Nichi potrà ugualmente contare su un big come Dario Stefàno da schierare sulla griglia di partenza e che in casa dem anche Guglielmo Minervini o Fabiano Amati potrebbero farci un pensierino. Per Nichita il rosso, invece, aperta la strada per la Capitale se Matteo Renzi dovesse lasciare Palazzo Chigi anzitempo rispetto alle previsioni.

Intanto c’è la macchina dell’esecutivo da mettere a punto e la partita dei ruoli di sottogoverno da chiudere entro poche ore. Nel borsino pugliese salgono le quotazioni dell’alfaniano Massimo Cassano, fresco di accordo con Di Paola sulle Comunali, e tra i democratici, Emiliano non ha nessuna intenzione di tornare indietro a mani vuote. Alla fine potrebbe essere proprio lui a spuntarla in quello che sembrerebbe un derby renziano con il tranese Fabrizio Ferrante. In discesa le chances del tarantino Michele Pelillo, ex assessore regionale al bilancio e possibile presidio di rappresentanza sul fronte nazionale per la polveriera Ilva. Salvo colpi di scena, s’intende.

(a.bucci1@libero.it)

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