Viaggio a Castro, la "perla del Salento" (da intenditori)

REPORTAGE/ Il direttore di Affari Angelo Maria Perrino racconta il suo soggiorno estivo a Castro, vera "perla del Salento". Lontano dal turismo di massa, quest'antico borgo di pescatori (dalla storia millenaria e dal mare smeraldo, di scoglio) è un gioiello (ben amministrato) di ordine, discrezione, stile e sobrietà...

Spazio anche a indirizzi e riferimenti locali imprescindibili: a partire dal b&b Villa Rosa, oasi di pace gestita da due fratelli, Michele e Lucia, che agli ospiti propongono colazioni da favola (fichi dolcissimi, pasticciotti leccesi, i gialletti - tipici meloni pugliesi dalla buccia giallissima - e un particolarissimo cappuccino con la schiuma...)

In occasione dei solenni festeggiamenti per la Beata Vergine di Pompei, è andato in scena lo spettacolo - unico - dei fuochi d'artificio sul mare...

In più anche il video della gita in barca (vintage) in compagnia di Rocco Boccadamo, collaboratore di Affari e grande conoscitore della storia e delle tradizioni del Salento... - GUARDA TUTTI I VIDEO E LE IMMAGINI

di Angelo Maria Perrino

Ad Angelo Maria Perrino, direttore di Affaritaliani.it, il "Premio internazionale Castrum Minervae" - VIDEO E PARTICOLARI

Castro, detta la "perla del Salento", è meno famosa di Otranto, Gallipoli e Porto Cesareo, perché coltiva il suo sano understatement. In realtà è il vero gioiello del Salento degli intenditori.

Antico borgo di pescatori e pescivendoli di duemila anime, di origini remote, rifugio nascosto della Lecce bene e di appassionati e affezionati di bocca buona, divisa in Castro alta e Castro marina, si affaccia su una delle insenature più belle della Puglia, in uno scenario di piccole grotte scavate nella roccia dai pescatori per riparare le reti, a strapiombo sul mare, incorniciata dal verde degli ulivi. Un mare smeraldo, di scoglio (quindi niente masse in canottiera e lasagne), da urlo, scorci e panorami mozzafiato, grotte e anfratti di una scogliera ripida che fu percorsa da Enea nel suo viaggio in Italia.

La costa è alta e frastagliata. Vi si trovano delle grotte marine visitabili come la grotta Azzurra e la grotta Palombara. E soprattutto la Zinzulusa, una grande caverna da dove pendono gli zinzuli,  che in dialetto salentino sono gli stracci. Vi si entra in barca e si scoprono stalattiti e stalagmiti come il Duomo e il presepe. Di notevole importanza anche grotta Romanelli,  rifugio per l'uomo nel Paleolitico Medio, che conserva al suo interno un graffito unico di una scena di caccia della preistoria. All'interno della grotta furono rinvenuti strumenti di pietra, resti ossei e incisioni, insieme con manifestazioni artistiche su oggetti e sulle pareti. A ovest del centro abitato, in un'area cinta dai famosi muretti a secco, c'è il bellissimo Parco delle Querce, bosco di lecci di grande interesse naturalistico.

Castro è un gioiello di ordine, discrezione, stile e sobrietà, qualità molto rare in un Salento tanto affollato, specie in agosto, quanto povero di servizi e infrastrutture. Merito della gente del posto, salentini doc famosi per la squisita e affettuosa ospitalità e accoglienza, ma merito anche dell'ottima gestione amministrativa di un sindaco, Alfonso Capraro, severo e rigoroso colonnello dell'esercito e di una squadra molto affiatata di giovani consiglieri-assessori: il bravissimo Pasquale Rizzo, che segue in particolare le manifestazioni e la cultura, Angelo Coluccia, vicesindaco e assesssore all'ambiente e all'urbanistica e il capogruppo di maggioranza, il piddino Fernando Schifano, per il personale e lo sport.

Il centro storico, un borgo medievale racchiuso da piccole case e numerose stradine, è circondato da poderose mura, le più imponenti del Salento, alte venti metri e larghe quattro, che risalgono al IV secolo avanti Cristo. A Castro approdarono i Messapi che, nell'antichità, arrivarono dal mare.

Di grande interesse il castello del XVI secolo sulle antiche rovine della rocca romana, le mura attorno alla città antica, i resti di una piccola chiesa bizantina del X secolo, l'ex cattedrale (XII secolo) che conserva parte dell'originaria facciata romanica e i recenti ritrovamenti dell'antico tempio di Minerva. Castro fu una delle prime città del Salento a essere elevata al rango di contea e sede vescovile fino al 1818.

 

Ecco un po' di indirizzi e riferimenti locali imprescindibili:

Anzitutto il Bed and breakfast Villa Rosa, gestito da una famiglia di muratori-costruttori, i Fersini, papà e mamma anziani ma operosi e due figli giovani e molto fattivi, Michele e Lucia. Gestiscono una struttura di 350 metri quadri nel punto più panoramico del paese, a metà strada tra Castro Alta e Castro Marina, che si raggiungono a piedi, chiamata Villa Rosa in omaggio alla saggia e vigile, anziana mamma. Quattro grandi camere e, al piano di sotto, due appartamenti con ampi terrazzi vista mare, oasi di pace (www.villarosabeb,it) tra oleandri, bouganville e alberi di fichi dolcissimi, che Michele raccoglie al mattino per le prime colazioni degli ospiti, basate sui mitici pasticciotti leccesi, sulle torte della mamma, sui fichi d'India, i gialletti (tipici meloni pugliesi dalla buccia giallissima) e un particolarissimo cappuccino con la schiuma. MIchele e Lucia gestiscono al pianterreno, lungo la litoranea per Otranto, un negozio di alimentari e procurano su richiesta, un olio dell'amico contadino "filtrato" e gustosissimo. Aria condizionata, un frigo condiviso tra gli ospiti, come la cucina e la zona lavanderia retrostante. Un soggiorno davvero fantastico, con un rapporto qualità prezzo che non teme confronti: in agosto 40 euro a persona al giorno (prima colazione inclusa), negli altri mesi addirittura 25 (tel. 0836-943184, cell. 3480985118).

 

Altri posti da non perdere: gli spaghetti con la cernia del ristorante Underground (0836-943898320) del bravissimo Carlo, in Castro marina, il pesce fritto fresco della friggitoria sul porto, gli spumoni (gelati tipici del Salento) dello spettacolare ristorante Grotta del Conte (www.grottadelconte.it, tel. 0836943222) insieme con le imperdibili sagne ncannulate, tipica pasta leccese con gamberi rossi di Gallipoli al profumo di cannella,  gli assaggini di mozzarelle, ricotta e giuncata con i sottaceti delle Stuzzicherie del porto (320-0266817), il self service di frutti di mare crudi Isola del Sole, la pasta al sugo di scorfano sulla bella terrazza della Tartana (0836-943513) e le friselle di Antonio Coluccia, commercialista e consulente del lavoro che gestisce con il  padre (ex capo dei vigili urbani) e la madre, il lido più frequentato, la Sorgente, proprio nel cuore della città.

Prima di partire un passaggio a Castro alta, a mangiare il polipo alla pignata, la verdura di stagione fritta in pastella e l'angus della bellissima Ilaria di Fedelbar o, da Delizie in Contea (www.delizieincontea.it, tel. 0836-1901728), per un aperitivo di friselle con olive, capperi e melanzane, innaffiato con l'ottima verdeca, un vitigno tipico del Salento alto e basso, servito rigorosamente gelato.

E per chi vuole divertirsi a sera una discoteca tra le più famose e in del Salento, il Blu Bay (0836-4862297)dove si balla fino all'alba e poi si va a fare colazione dal pasticciere locale (bignè al cioccolato e rustici imperdibili) che apre alle cinque del mattino alla Pasticceria Delizia, a Castro alta.

castro agosto 2013 (9)SPETTACOLARI FUOCHI DA ARTIFICIO  IN OCCASIONE DEI SOLENNI FESTEGGIAMENTI PER LA BEATA VERGINE DI POMPEI - Guarda la gallery
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