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Cantele

“Bene gli interventi strutturali che stiamo portando avanti con l’Assessorato alle Risorse Agroalimentari, ma nell’immediato le nostre imprese zootecniche, stremate dall’aumento dei costi di produzione e dall’andamento oltremodo drogato del mercato, hanno bisogno di essere sostenute. Pertanto, abbiamo chiesto alla Regione Puglia di adoperarsi affinché venga dichiarato lo stato di crisi del comparto zootecnico pugliese, in modo da attivare misure di sostegno straordinarie in favore di un comparto in asfissia”.

E’ il Presidente della Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, a dare notizia della ufficiale richiesta, inoltrata all’Assessorato regionale alle Risorse Agroalimentari, perché venga convocato con ogni urgenza un tavolo tecnico che metta a punto le procedure per la dichiarazione dello stato di crisi.

“La Coldiretti Puglia è pienamente e responsabilmente coinvolta – continua il Direttore regionale Antonio De

de concilio

Concilio – in attività costruttive, utili all’intera filiera, quali il progetto di tracciabilità, sicurezza alimentare e marketing che sottende al marchio ‘Prodotti di Puglia’ e il completamento dei progetti integrati di Filiera. Però, urgono interventi immediati che diano un parziale ristoro alle imprese in crisi sul fronte previdenziale, fiscale ed economico-finanziario, il tutto acuito da enormi difficoltà nell’accesso al credito, con cui poter ristrutturare le posizioni debitorie delle aziende, utilizzando il ‘de minimis’ ed i fondi di garanzia".

"A ciò vanno affiancate puntuali verifiche degli impegni di filiera intrapresi dai PIF finanziati con il P.S.R. 2006-2013 e degli aspetti amministrativo-fiscali della gestione aziendale dei “primi acquirenti”, oggetto di concessioni da parte della Regione, oltre alla creazione del coordinamento degli organi di controllo, al fine di ottimizzare la straordinaria opera svolta per il contrasto alle frodi e alle sofisticazioni, tesa a tutelare la parte sana della filiera lattiero-casearia ed il cittadino-consumatore”.

lattiero caseario

In Puglia sono 2.700 gli allevamenti che producono circa 3,5 milioni di quintali di latte, con la presenza di importazioni per circa 1,5 milioni di quintali, generalmente di prodotti semi-lavorati quali cagliate, polvere di latte, caseine, caseinati e altro, utilizzati per fare prodotti lattiero-caseari  che vengono, poi, spacciati per “Made in Puglia”.

Tutto ciò mentre dalla stalla agli scaffali dei supermercati il prezzo del latte fresco e dei prodotti lattiero-caseari aumenta di ben quattro volte, di contro il prezzo del latte alla produzione è fermo a 20 anni fa, con una quotazione attuale tra i 35 - 38 euro al quintale. Tutto ciò mentre i mangimi (+12%) ed il costo energetico (+10%) hanno notevolmente appesantito il bilancio delle aziende zootecniche regionali e, ad oggi, si può calcolare un costo medio di produzione del latte nell’intervallo tra i 41 e 43 euro al quintale alla stalla. Pe non  parlare delle note difficoltà di reperimento.

(gelormini@affaritaliani.it)

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coldirettipugliazootecnialattiero-caseario. cantelede concilio
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