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Art bonus, Firenze cerca mecenati per il restauro di beni storici ed artistici

La Toscana è stata una delle prime Regioni in Italia a legiferare sull'Art Bonus. E da allora il numero di chi ha deciso di aiutare la cultura e la quantità dei progetti sostenuti è cresciuto costantemente, di anno in anno

Dona almeno mille euro per la cultura o il paesaggio toscano e il 40 per cento lo potrai scontare dall’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive dovuta da imprese, liberi professionisti e fondazioni (comprese quelle bancarie). Ma se il progetto, presentato da un ente pubblico o un privato o un’associazione senza fine di lucro (ed anche, specificità tutta toscana, da un ente ecclesiastico civilmente riconosciuto),  godesse pure delle agevolazioni nazionali, la somma recuperata complessivamente sulle tasse statali e regionali sarebbe ancora maggiore, fino all'85 per cento.

La Regione e lo Stato premiano i ‘mecenati’. Lo spiegano, numeri alla mano, l’assessore alla cultura Monica Barni e la consigliera regionale Ilaria Bugetti a Prato, nel corso di una conferenza stampa al Centro Pecci. Un luogo non scelto a caso, visto che lo stesso museo in passato è stato al centro di un progetto che ha beneficiato dell’Art bonus. Come, nella stessa città, anche il Museo del Tessuto.  "La Toscana - sottolinea l’assessore alla cultura della regione Toscana Monica Barni - si è dimostrata anche in questo caso avanti rispetto a moltre altre regioni. Giunta e Consiglio hanno costruito insieme una bellissima misura, capace di creare un sistema e una rete di collaborazioni che, nel sostegno alla cultura, costituiscono una chiave di volta importantissima". 

La Toscana è stata una delle prime Regioni in Italia a legiferare sull'Art Bonus. Ha vinto su questo anche un ricorso davanti alla Corte costituzionale. E da allora il numero di chi ha deciso di aiutare la cultura e la quantità dei progetti sostenuti è cresciuto costantemente, di anno in anno: sei mecenati per tre progetti nel 2017 (80.500 euro di erogazioni liberali e 32.200 di benefici fiscali), otto mecenati per dodici progetti nel 2018 (oltre 941 mila euro ‘donati’ e più di 328 mila ‘recuperati’ in sconti sull’Irap), 30 mecenati  per 15 progetti nel 2019 (addirittura 2 milioni e 64 mila euro di erogazioni liberati e  494.800 di benefici fiscali),  otto mecenati, 1 milione e 171 mila euro donati e  276.400 euro di agevolazioni in questo scorcio di 2020.  Un milione e 132 mila euro di sconti sulla tassa regionale in tre anni e mezzo a fronte di 4 milioni e 257 mila euro di donazioni per la cultura e la valorizzazione dei paesaggio.

Nei mesi scorsi, il 31 marzo, è stato tenuto a battesimo anche un portale regionale on line, artbonus.toscana.it,  che è allo stesso tempo una vetrina dove basta un click per inserire nuovi progetti (48 quelli al momento presenti,  9 già conclusi e che quindi non possono ricevere ulteriori finanziamenti) ma che costituisce anche uno sportello virtuale, snello e pratico, dove il mecenate, altrettanto velocemente, può  presentare le istanze di agevolazione per richiedere lo sconto fiscale o conoscere, in tempo reale attraverso un contatore, il plafond di benefici fiscali ancora residui, un milione di euro per ogni anno messi a disposizione dalla Regione. Una semplificazione che può far crescere ulteriormente il numero dei progetti sostenuti.

"Con un sito semplice e di facile consultazione siamo riusciti a dare pubblicità a tanti progetti meritevoli di una donazione" si sofferma l'assessore Barni.  Un altro obiettivo centrato. E tra quelli ora presenti con line e ne sono davvero per tutti i gusti:  da musei virtuali a rassegne cinematografiche, teatrali o concertistiche, dal restauro di chiese ed opere d’arte a progetti di rigenerazione urbana attraverso murales, dall’ampliamento di musei ai diari e la conservazione della memoria tramandata. In una regione ricca di emergenze culturali e con un patrimonio immenso, l'art bonus, laddove incentivi le donazioni, è quella rivoluzione che può consentire di non tenere nessuno indietro.

"Dobbiamo proseguire su questa strada per valorizzare il nostro patrimonio artistico, che oltre all'arte antica e contemporanea comprende il paesaggio, i beni ecclesiastici e le rassegne culturali - conclude Bugetti - Dobbiamo proseguire su questa strada anche per coinvolgere le persone, le comunità e il mondo delle imprese e prenderci così cura tutti insieme di una ricchezza che ci appartiene".  Bugetti ricorda che molto al riguardo è stato fatto sul territorio pratese e ringrazia Sandro Veronesi, che è stato il primo testimonial della nuova legge.

L’importo minimo delle erogazioni per godere dell’agevolazione toscana sull’Irap è di mille euro. I benefici per ogni singolo mecenate non possono comunque superare i 100 mila euro l’anno.  Lo sconto sull’Irap è pari al 40 per cento dell’importo donato nel caso il progetto non goda anche dell’agevolazione nazionale (per farlo deve essere inserito in un apposito elenco), mentre è pari al 20 per cento se lo è ma in questo caso le due agevolazioni si possono cumulare. Lo sconto concesso dallo Stato, nel caso si finanzi un progetto sulla cultura e lo spettacolo che beneficia del bonus, è pari al 65 per cento della donazione. Sommati, diventano pertanto l’85 per cento. Anche sull’Art bonus nazionale c’è un massimale sul beneficio fiscale: non può superare il 5 per mille dei ricavi (nel caso di un’azienda) e il 15 per cento dei redditi Irpef. Lo Stato estende lo sconto infatti anche alle persone fisiche sull’Irpef. L’Art bonus nazionale dopo un periodo sperimentale è diventato permanente dal 2016. 

A Firenze, l’ultimo esempio di applicazione di Art Bonus al patrimonio cittadino è rappresentato dal completo rifacimento dello storico Lungarno Acciaioli di Firenze, che collega sul lato nord Ponte Vecchio con il Ponte Santa Trinita, grazie all’intervento economico di Ferragamo (1,3 milioni di euro il costo totale ripartito tra Ferragamo, Comune e gestori dei servizi) che proprio sul Lungarno ha una delle sue strutture alberghiere principe, l’Hotel Lungarno Firenze, un 5 stelle lusso che si affaccia direttamente sull’Arno. Lungarno Collection è la società di gestione alberghiera di proprietà della famiglia Ferragamo specializzata in hotel e ristoranti 5 stelle.

Fondata a Firenze nel 1995 col nome Lungarno Hotels, dal 2011 si trasforma definitivamente in Lungarno Collection. Adesso, dopo il restauro finito lo scorso anno della celebre fontana del Nettuno di Bartolomeo Ammanati in piazza della Signoria, sempre finanziato da Ferragamo, la casa di moda che tanto piaceva alle dive di Hollywood per le celebri scarpe realizzate su misura da Salvatore Ferragamo, ha dato il segnale che il connubio privato-pubblico sperimentato a Firenze con la giunta di Dario Nardella, sta avendo i sui frutti, e che il privato non è poi così male se ha una storia, una cultura ed un blasone da esporre con orgoglio.

E proprio per questo il sindaco Dario Nardella, insieme al suo assessore alla cultura Tommaso Sacchi, ha lanciato un avviso pubblico "Florence I care", per la ricerca di sponsor finalizzato a interventi di restauro su beni storici ed artistici della città. Una lunga lista di interventi per i possibili ed auspicabili mecenati che va dal Cortile di Michelozzo alle statue dedicate agli eroi risorgimentali  - come Manfredo Fanti, Ubaldino Peruzzi, Daniele Manin e Bettino Ricasoli -  al restauro di targhe dantesche, all’illuminazione del cortile di Michelozzo, per cui servono 150 mila euro, mentre ne servono altrettanti per il Salone dei Cinquecento. Nella chiesa di Santo Spirito occorrono 360 mila euro per il restauro l’organo seicentesco, 354 mila euro per le antiche mura di San Miniato e 550 mila per quelle di Porta Romana

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