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Friends of Florence, restaurato il tabernacolo di piazza San Felice a Firenze

Completato a Firenze il restauro dell’antico tabernacolo posto sul palazzo tra Piazza San Felice e Piazza Pitti. L’intervento, sostenuto economicamente dalla Fondazione Friends of Florence presieduta dalla contessa Simonetta Brandolini d’Adda,  promosso dagli Amici dei Musei e dei Monumenti Fiorentini, attraverso il Comitato Tabernacoli,  è stato eseguito sotto la Direzione Lavori della Dott.ssa Maria Maugeri funzionario di zona per la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e le Province di Pistoia e Prato. Il tabernacolo è composto da un affresco raffigurante l’Annunciazione, soggetto probabilmente legato alla rappresentazione dell’Annuncio a Maria che si svolgeva ogni 25 marzo nella vicina Chiesa di San Felice in Piazza, e da un’edicola in pietra serena all’interno del quale è ubicato. Si tratta di una pittura alla calce su intonaco fresco eseguita molto probabilmente nel primo decennio del XVII secolo da un artista tardo manierista di scuola fiorentina, che la critica recente ha ricondotto alla scuola di Santi di Tito. All’avvio dei lavori di restauro il tabernacolo nella sua interezza presentava problematiche conservative legate alla stabilità degli elementi lapidei, del cristallo protettivo dello sportello e infine di estese ridipinture che opacizzavano la pellicola pittorica.  D’accordo con la Direzione Lavori sono state rimosse completamente le ridipinture e sono stata recuperate tutte le porzioni di pittura originale come il panneggio dell’angelo, la sua mano e il giglio, le mani, il volto, e alcune parti del panneggio della Vergine, i volti degli angeli e il drappo verde sullo sfondo. Subito dopo è stata consolidata la superficie pittorica e a seguire è stato eseguito il ritocco pittorico sia ad acquerello sia con pigmenti naturali in polvere. Il restauro ha inoltre previsto il recupero dell’edicola in pietra e la sostituzione dello sportello con uno nuovo progettato e realizzato per migliorare la leggibilità dell’opera e proteggerla dagli agenti atmosferici e da atti di vandalismo. “Il comitato per il decoro ed il restauro dei tabernacoli, nel ricordare il suo quasi trentennale impegno per il recupero e la salvaguardia  di un patrimonio che connota in modo del tutto eccezionale il persistere nel territorio fiorentino d'una spiritualità tradotta in immagini figurative d'alto valore artistico, torna ad esprimere la propria più viva riconoscenza alla Fondazione Friends of Florence” – Sottolinea Oretta Sabbatini, presidente del Comitato per il decoro e il restauro dei Tabernacoli. “All’inizio del restauro del Tabernacolo di San Felice ci siamo trovati davanti un’immagine illeggibile a causa del grave stato di conservazione della pittura, aggravato dall’invasivo intervento operato negli anni ’50 da Renato Bagnoli - sottolinea Maria Maugeri funzionario di zona per la Soprintendenza -  personalmente non credevo che si potesse recuperare l’affresco, ma ho voluto seguire i suggerimenti di Bartolomeo Ciccone e lentamente, attraverso la rimozione di aggiunte incongrue, ecco apparire un’immagine più nitida e per questo più comprensibile. Un’Annunciazione che accoglieva i tanti pellegrini che attraversavano San Pier in Gattolini diretti, attraverso la via Francigena, a Roma. Tengo a ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile il restauro del Tabernacolo di San Felice. Friends of Florence e la Contessa Simonetta Brandolini d’Adda per l’impegno profuso a favore della tutela del patrimonio culturale fiorentino; gli Amici dei Musei e dei Monumenti Fiorentini che, attraverso il Comitato Tabernacoli, in tanti anni hanno avuto un ruolo centrale nel recupero di questi sacri arredi urbani; i restauratori Stefano Landi e Bartolomeo Ciccone, con i quale spesso condivido le problematiche inerenti la conservazione,  e Don Gianfranco Rolfi ancora una volta in prima linea a sostegno della valorizzazione del territorio pertinente la Parrocchia di San Felice in Piazza.” Nel corso della simbolica cerimonia di inaugurazione, che ha avuto un prologo nell’Oratorio di San Sebastiano de Bini di via Romana, splendidamente rimesso a nuovo dal parroco della chiesa di San Felice Don Gianfranco Rolfi dopo lunghi anni di restauri, è stato nuovamente lanciato l’appello sul grave stato di spopolamento di residenti dello storico quartiere di Santo Spirito, che viene costantemente preso di mira da imprenditori che non guardano in faccia nessuno, sfrattando botteghe storiche, come il caso della farmacia di Piazza San Felice, una delle più antiche della città di Firenze con più di 200 anni di vita. Un punto di riferimento importante per i residenti del quartiere, che ormai da molti mesi è sotto i riflettori per la volontà della nuova proprietà di procedere allo sfratto per inglobarla nella nuova struttura alberghiera. L’ex vicesindaco Giovanni Pallanti, da sempre residente nel quartiere, ha lanciato un appello al sindaco di Firenze Dario Nardella affinché intervenga sulla questione, chiedendo l’esproprio dell’ex farmacia Granducale di piazza San Felice, anche in virtù dell’articolo 42 della Costituzione che recita: «La proprietà privata può essere, nei casi previsti dalla legge e salvo indennizzo, espropriata per motivi di interesse generale». Un intervento che potrebbe salvaguardare un bene storico culturale di Firenze che andrebbe nella direzione opposta dell’ormai “mangificio” e “dormificio” turistico a cui è soggetto da anni il centro storico di Firenze. Una battaglia che Don Gianfranco Rolfi, priore di San Felice, primo firmatario della sottoscrizione popolare che ha raccolto migliaia di firme tra residenti e non del quartiere, sta portando avanti insieme a dottor Piero Pacenti, titolare della Farmacia Pitti. Oltretutto sul fondo della Farmacia Pitti, ci sono vincoli della Soprintendenza sugli arredi e sulla destinazione d’uso da parte del Mibact e del Comune. Questo significa che quei locali non potranno essere affittati a nessun’altra attività se non a una farmacia. Ma se per un periodo minimo di tre anni dovessero rimanere sfitti allora la Palazzo San Felice, la società che ha acquistato il palazzo in cui sorge la farmacia, potrà chiedere lo svincolo. Una vicenda lunga e complicata, dagli esiti incerti. 

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