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Richard Ginori, nasce la Fondazione per il rilancio del Museo di Doccia

Firmato da Dario Franceschini l’atto che sancisce la nascita a Sesto Fiorentino della Fondazione senza scopo di lucro Museo di Doccia, che custodisce la più completa raccolta di porcellane e gli strumenti di lavorazione della manifattura di Doccia dalla nascita, nel 1737, fino ad oggi. Presenti alla cerimonia, oltre al Ministro per i Beni e le Attività Culturali Franceschini, il Governatore della Toscana Enrico Rossi, il sindaco di sesto Fiorentino Lorenzo Falchi ed  i massimi dirigenti del ministero dei Beni Culturali, tra cui il segretario generale Salvo Nastasi, che ha seguito insieme alla vice presidente della Regione Toscana Monica Barni l’iter per la salvaguardia del Museo ed il suo rilancio. La fondazione, di cui sono soci il Ministero, che ha conferito al fondo 100 mila euro, la Regione Toscana che contribuisce con 200 mila e il Comune di Sesto Fiorentino con altri 100 mila, si occuperà della salvaguardia e del rilancio di un vero e proprio tesoro patrimonio dell’Italia e della sua cultura, gestirà il Museo di Doccia, che riaprirà entro la fine del 2022, dopo i necessari lavori di ristrutturazione commissionati allo studio di Architettura Magni Guicciardini e al conseguente nuovo allestimento. Per la rinascita di Doccia sono stati investiti 1,9 milioni di Fondi del Cipe necessari per il restauro e risanamento conservativo del museo, 3,9 milioni per l'acquisto della collezione di opere in porcellana, e altre somme per interventi di conservazione, per una cifra che supera di poco i 6 milioni di euro. La nuova Fondazione Museo Archivio Richard Ginori della Manifattura di Doccia,  è "un modello positivo - ha sottolineato Franceschini,  il Mibact si è impegnato consistentemente per l'operazione, versando 6 milioni 154 mila euro per l'acquisizione dell'immobile, della collezione e per il restauro del Museo della Porcellana, coinvolto nel fallimento della vecchia proprietà di Richard Ginori e chiuso dal 2014. Tutto questo è stato reso possibile, ha continuato il ministro, grazie alla  'legge Guttuso' attraverso pagamento con opere d'arte, una norma molto intelligente del nostro ordinamento per cui si possono pagare tasse con opere d'arte anziché in denaro". “Il traguardo che raggiungiamo oggi – ha spiegato il Governatore Rossi -  è un esempio di intelligente convergenza tra aspetto produttivo e valorizzazione di un tesoro artistico.  Una bella mattinata che conclude una vicenda che abbiamo seguito lungo tante tappe. Abbiamo seguito  le crisi aziendali di questo importante laboratorio artistico con annessa scuola di formazione capace di una produzione di elevatissima qualità nel mondo. Ma parallelamente ci siamo occupati del museo anche, in questi dieci e più anni”. Il più antico museo di impresa italiano, tra i più antichi musei di ceramiche in Europa, che ospita anche una importante collezione Giò Ponti. “Oggi – ha concluso Rossi -  possiamo dire che l’azienda vive con la nuova proprietà una fase non semplice ma di rilancio. C’è intesa con le organizzazioni sindacali. C’è l’impegno a mantenere un produzione di eccellenza. Ma abbiamo salvato, grazie all’intervento e ai rapporti intessuti con il Ministero alla cultura, anche il museo”.  Un museo che, una volta ultimati i lavori di ristrutturazione ancora in corso, potrà far crescere il turismo e dirottare flussi fuori da Firenze. Per Franceschini “questo è modello da esportare altrove – Stato e pubblico devono investire sulla cultura, per far crescere anche i territori”.    Tra le persone che Rossi ha voluto ringraziare pubblicamente c’è il professor Tomaso Montanari per il contributo che ha dato.  Alla cerimonia di firma nella Biblioteca Ernesto Ragionieri di Sesto Fiorentino era presente una delegazione dell’Associazione degli Amici di Doccia, presieduta da Livia Frescobaldi, nata con l’obiettivo di riunire appassionati, studiosi, accademici e collezionisti della porcellana della Manifattura di Doccia per creare e promuoverne la conoscenza in Italia ed all’estero, tramite esposizioni, mostre, incontri e scambi culturali tra musei ed associazioni affini. Nel 2018 anche Artigianato e Palazzo, manifestazione creata da Giorgiana Corsini e Neri Torrigiani per sostenere gli antichi mestieri artigiani, ha promosso una campagna di raccolta fondi che ha permesso l’intervento di restauro di 28 modelli scultorei in cera, 8 in terracotta, 4 in gesso, concordemente individuati dal Polo Museale della Toscana e dall'Associazione degli Amici di Doccia. Esemplari di assoluta rarità che compongono la collezione del Museo, originata dalla Manifattura Ginori di Doccia realizzata dal marchese Carlo Ginori. La direzione dei lavori è stata assunta da Cristina Gnoni, del Polo Museale della Toscana diretto da Stefano Casciu. Laura Speranza, componente della Commissione, si è resa disponibile a fornire al Polo Museale ed alla Direzione dei lavori la piena collaborazione dell'Opificio delle Pietre Dure e del Settore da lei diretto. "Siamo davvero felici che sia giunti alla costituzione della Fondazione Museo Archivio Richard Ginori della Manifattura di Doccia - affermano Giorgiana Corsini e Neri Torrigiani - perché, dal giorno della chiusura del Museo, abbiamo cercato un modo per dare il nostro contributo ed aiutarne la riapertura mantenendo alta l'attenzione verso le sue collezioni affinché venisse presto riaperto al grande pubblico e agli studiosi: così è nata l'iniziativa “Artigianato e Palazzo per Doccia”.

La storia del Museo della Manifattura di Doccia

Il museo Richard Ginori a Sesto Fiorentino rappresenta la più completa raccolta delle porcellane e degli strumenti di lavorazione della Manifattura di Doccia dalla nascita, nel 1737, fino ai nostri giorni.  Si tratta di uno dei più antichi musei dedicati alla ceramica in Europa, un museo d’impresa ante litteram ed anche un museo del lavoro, oltre che uno straordinario museo del territorio e della città. Lì sotto il Monte Morello, appena prima che la strada si inerpichi su per i  tornanti, nell’attuale biblioteca comunale dove oggi è stato firmato l’atto che dà vita alla Fondazione che il museo dovrà gestire, è nata la Manifattura. La cerimonia si è svolta proprio dove ha trovato casa il primo nucleo della collezione.  L’edificio di viale Pratese nasce invece nel 1963. Fu progettato dagli architetti fiorentini Pie Niccolò Berardi e Fabio Rossi per essere da subito museo e show room ed ha racchiuso per quasi cinquant’anni, dal 1965 al 2014, non soltanto la produzione della Manifattura nei suoi tre secoli di attività ma anche un vasto patrimonio archivistico e librario. In seguito al fallimento della Richard-Ginori Spa, avvenuto nel 2013, il museo, di proprietà dell’azienda, ha continuato la propria attività per alcuni mesi, per poi chiudere definitivamente il 14 maggio 2014. Nel marzo 2017 il Mibact annuncia l’acquisto del Museo e delle collezioni che si perfeziona tra novembre e dicembre dello stesso anno; subito dopo vengono anche stanziati quasi due milioni di euro per gli interventi di ristrutturazione più urgenti. Nel febbraio del 2018 viene sottoscritto un accordo per la valorizzazione del museo e dell’archivio tra Mibact, Regione e Comune di Sesto Fiorentino. L’accordo prevede la costituzione di un gruppo di lavoro cui viene affidata la elaborazione di un documento di indirizzo per l’elaborazione del programma strategico di sviluppo culturale,  identificarne i principi-guida del progetto, museografico ma non solo, e  delineare gli elementi principali del modello giuridico-istituzionale ed operativo mediante cui configurare il nuovo Museo-Archivio. I lavori del gruppo di lavoro si concludono nell’autunno del 2019, con l’individuazione degli obiettivi strategici per il rilancio e lo strumento giuridico della fondazione di partecipazione per la gestione del museo. Il patrimonio delle opere d’arte conservate all’interno del Museo di Doccia è immenso. Oltre alla collezione Gio Ponti, circa 8000 opere, 1200 modelli, 3500 lastre in metallo incise per stampare le decalcomanie, 3416 pietre cromolitografiche. E poi ancora circa cinquemila disegni, una biblioteca storica, una moderna specialistica, una fototeca.

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