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Tiziana Deserto il 6 aprile 2004 ha ucciso la figlioletta di 2 anni e 7 mesi, assieme all'amante, l'imprenditore Giorgio Giorni. Lui è stato condannato all'ergastolo, mentre per Tiziana Deserto, che si è sempre proclamata innocente, la Cassazione lo scorso anno ha confermato la pena di 15 anni di reclusione. A nove anni di distanza il marito ha scritto al presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, chiedendo per lei la grazia.

La Cassazione senza diminuire la condanna a 15 anni riportata in appello, aveva però escluso l'aggravante della crudeltà. Il processo ricostruì che ad uccidere la piccola fu l'imprenditore edile Giorgio Giorni, del quale la Deserto era innamorata al punto da affidargli la figlia. Fin dall'inizio, il marito, che lavorava con Giorgi, è stato vicino a Tiziana. E ora ne chiede la grazia.

La bambina, la mattina del 5 aprile 2004, era stata affidata dalla madre a Giorni. Fu lui stesso a portare Maria in ospedale, dove la piccola morì il giorno successivo. L'imprenditore confessò di aver provocato le lesioni che portarono la bimba alla morte, ma ha sempre negato di aver abusato sessualmente di lei.

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