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Roma
Cda Acea, si prepara il "ribaltone". I nomi. Neri, Di Benedetto e il Calta-avvocato

Tornano a tuonare, potenti e informatissimi come nessun altro sulle vicende Acea. I piccoli azionisti in campo contro le grandi manovre in corso nella multiutility, uscita indenne dallo tsunami Marino per la riduzione del Cda.
Ecco cosa dicono i possessori delle cedole Acea. "Quando il tycoon Caltagirone manovra dietro le quinte perché a giugno 2014 ha perso un posto nel CdA di  Acea SpA, perché vuole –comunque-  riaverlo al più presto mentre i francesi di Suez Gaz de France - usciti dal business dell’Energia (che non gli interessava), pretendendo però una “buona uscita”, ma senza mollare il business dell’acqua in Toscana, da cui partire per conquistare le risorse idriche di mezza Italia (Lazio, Umbria, Campania e Toscana), bisogna preoccuparsi perché i due “speculatori” si trovano sullo stesso fronte e suonano la stessa  musica.
Prima con Alemanno oggi con Marino, lasciare che l’acqua passi sotto i ponti senza nessun ostacolo e nelle mani degli oligopolisti senza farsi notare, vuol dire che si é preparato un ribaltone che punta ad esercitare la sua “forza d’urto” conquistando la maggioranza della governance dell’azienda più potente nei servizi idrici che agisce sotto il controllo “forse presunto” dell’amministrazione pubblica della Capitale, attraverso la maggioranza delle azioni Acea (51%) nelle sue mani. Il Sindaco di Roma Ignazio Marino a giugno 2014 scatenò una ferocissima battaglia per ridurre il numero dei consiglieri d’amministrazione da 9 a 7. E l’Assemblea degli azionisti della multiutility quotata in borsa fu epocale. I “padroni del vapore”  contro il “sindaco marziano” che dichiarò che mai avrebbe ceduto alle lusinghe dei super-capitalisti, perché “l’Acea è dei cittadini romani e delle romane”.
Oggi, viene annunciato che il “superbusiness” è servito sopra un piatto d’argento con nomi in bella mostra da immettere nel Consiglio d’Amministrazione Acea: sono quelli della “ex-dirigente superliquidata” dall’Acea Roberta Neri (che risulta attualmente operativa in Sorgenia), oppure del marito della ex-ministra del governo Monti, Paola Severino (avvocato di Caltagirone) Paolo Di Benedetto (trombato a giugno 2015) oppure quello di Massimiliano Capece Minutolo responsabile del “settore costruzioni private” dell’immobiliarista-finanziere romano.
C’è ne abbastanza per assistere al ribaltone nell’Assemblea degli Azionisti Acea del 23-24 aprile prossimo. A meno che dal Campidoglio non si facciano sentire i titolari che siedono negli scranni dell’Aula Giulio Cesare.  Dopo Alemanno toccherà a Ignazio Marino assistere alla rivolta dei romani sulla “svendita” dell’Acea ? I piccoli azionisti sono contro forzature pericolose e ripensamenti delle decisioni condivise a giugno 2014".

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