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Roma
Covid: “Stop alle visite a casa dei medici di base”. Il Tar blocca Zingaretti

Coronavirus, l'assistenza domiciliare ai pazienti Covid non può essere effettuata dai medici di famiglia: a bloccare la decisone presa dalla Regione e da Nicola Zingaretti è il Tar del Lazio, nemico giurato del Governatore.

E così dopo mascherine obbligatorie e tamponi ai privati, il Tribunale amministrativo regionale smonta nuovamente i piani della coppia Zingaretti-D'Amato: nella sentenza depositata oggi in cui viene accolto il ricorso presentato dal Sindacato Medici Italiani contro alcuni provvedimenti della Regione Lazio, la terza sezione quater del Tar del Lazio scrive che "L’affidamento ai medici di medicina generale del compito di assistenza domiciliare ai malati Covid risulta in contrasto" con i decreti legge varati nello scorso marzo, nella 'fase 1' di emergenza sanitaria.

Secondo i giudici amministrativi, "è determinante la previsione contenuta" nel decreto legge 14/2020, inerente 'Disposizioni urgenti per il potenziamento del Servizio sanitario nazionale in relazione all'emergenza Covid-19', secondo cui "al fine di consentire al medico di medicina generale o al pediatra di libera scelta o al medico di continuità assistenziale di garantire l'attività assistenziale ordinaria, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano istituiscono, entro dieci giorni dall'entrata in vigore del presente decreto, presso una sede di continuità assistenziale già esistente una unità speciale ogni 50mila abitanti per la gestione domiciliare dei pazienti affetti da Covid-19 che non necessitano di ricovero ospedaliero".

Dunque, si legge nella sentenza, "nel prevedere che le Regioni 'istituiscono' una unità speciale 'per la gestione domiciliare dei pazienti affetti da Covid-19 che non necessitano di ricovero ospedaliero', la citata disposizione rende illegittima l’attribuzione di tale compito ai MMG (medici di medicina generale, ndr), che invece dovrebbero occuparsi soltanto dell’assistenza domiciliare ordinaria (non Covid)".

Per questo, "hanno ragione i ricorrenti quando affermano che il legislatore d’urgenza ha inteso prevedere che i MMG potessero proseguire nell’attività assistenziale ordinaria, senza doversi occupare dell’assistenza domiciliare dei pazienti Covid". Tale previsione, aggiunge ancora il Tar, "è stata replicata in modo identico" in un articolo del decreto 'Cura Italia', nel quale "è specificato pure che 'il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta o il medico di continuità assistenziale comunicano all'unità speciale, a seguito del triage telefonico, il nominativo e l'indirizzo dei pazienti'”.

Unità di Crisi della Regione Lazio: "Proporremo appello in Consiglio di Stato"

“Proporremo ricorso urgente al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar del Lazio che è in contraddizione con le funzioni che il nuovo ACN assegna ai medici di medicina generale, tant’è che di recente è stato siglato l’accordo nazionale, non dalla sigla che ha proposto il ricorso, che permettere loro di eseguire i tamponi rapidi, dove necessario anche a domicilio". Lo scrive l'Unità di Crisi Covid-19 della Regione Lazio in una nota, che aggiunge: "La sentenza del Tar, che rispettiamo, non tiene conto di un quadro di forte evoluzione del ruolo dei medici di medicina generale nel contrasto alla pandemia ed arriva dopo 8 mesi dalle modalità organizzative messe in atto che finora hanno consentito di essere nella cosiddetta zona ‘gialla’. Nel Lazio vi sono oltre 60 mila persone in isolamento domiciliare ed è tecnicamente impossibile gestirle unicamente con le USCA-R. E’ innanzitutto compito della medicina territoriale farsi carico, con i dovuti mezzi di protezione e la dovuta formazione, di questi pazienti che molte volte non sono affetti unicamente da COVID, ma anche da altre patologie croniche. Pertanto l’assunto del Tar per cui gli MMG dovrebbero occuparsi soltanto dell’assistenza ordinaria domiciliare (non COVID) è tecnicamente impossibile in una visione olistica del paziente, vorrebbe dire che un anziano iperteso diabetico e con il COVID può avere un’assistenza domiciliare dell’MMG solo per le patologie croniche anziché per l’intero quadro clinico. Proprio in questi giorni, attraverso il Commissario nazionale per l’emergenza, si stanno distribuendo a tutti i medici i kit per i tamponi rapidi antigenici, da fare nei loro studi, o presso locali messi a disposizione dalle Asl e dei Comuni e lì dove necessario anche a domicilio ed è per questo che la Regione Lazio ha disciplinato su base volontaria e nell’ambito delle prerogative attribuite dalla legge questa modalità. Ora c’è un rischio di un danno grave e irreparabile alla rete dell’assistenza territoriale nel contrasto alla pandemia”.

SCARICA e LEGGI la sentenza del Tar del Lazio

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